Modelli sociali e morte di Dio. Brevi riflessioni di un cattolico su Latouche e dintorni

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del Prof. Antonio Diano

 

Gira molto in questi mesi anche in Italia il modello di “decrescita felice” di Serge Latouche, di cui si sono appropriati – secondo un mos super-politico che ritengo diretto prodotto dell’antico nemico – destra estrema (i piccoli allievi – o gli utili idioti, se si preferisce – di de Benoist in primis) e sinistra cd. “antagonista”. Lasciatemi dire solo due parole con linguaggio didascalico e, forse, un po’ superficiale in relazione al tema, che non è davvero da poco (ma siamo in fb, non all’Università): nugae, riflessioni ‘a margine’. Che gli elementi che L. pone in alternativa al sistema della crescita iper-liberista siano condivisibili (anche se non tutti) e apparentemente coerenti (ad es. il localismo, l’anti-progressismo, al di là – per adesso – di come vengono declinati) con quanto dovrebbe essere fuor di discussione in tutta l’area identitaria, chiamiamola così perché il termine “destra” non soddisfa appieno (ma figuriamoci “sinistra”: io non conosco castrismi di destra), è vero e sacrosanto. Tuttavia anche Langer potrebbe presentare qualche lato “condivisibile”. Anche i modernisti dicono una verità e due bugie. Anche nella guerra giusta ci sono i morti. E via dicendo (ovvietà? concordo). Il fatto è, a mio avviso, che la visione generale (inserita nel fetido “contesto”) e alcune conseguenze inevitabili minano questa proposta di un modello di ecologia olistica (che rischia, come ogni modello, d’essere totalitario) orientandola verso un ecologismo di contro(?)-sistema che alimenterebbe il rischio più pauroso che oggi abbiamo di fronte: l’eliminazione fisica (batteriologica, come sostiene e auspica Casaleggio: cfr. R. Dal Bosco, Incubo a 5 stelle) di una fascia (amplissima) di popolazione vivente presuntivamente “in più”. Una scelta “felice”, “volontaria”, son parole di L., affacciandosi a macro-problemi a mio avviso sarebbe irrealizzabile, condurrebbe ad una mentalità settaria pronta al suicidio di massa. Non dichiara apertamento il nichilismo, il nostro, ma alla fine lo alimenta ideologicamente (cose belle in un contesto di cose brutte, per dirla con un linguaggio da km 0). Valido sarebbe invece un ritorno ad un sano ruralismo anti-progressista che però (ri)mettesse al centro ciò che manca nei discorsi (o in quelle parti apparentemente condivisibili) di L. e dei suoi sostenitori: DIO! Per non ridurre le intuizioni intelligenti, fervide e giustissime dell’anti-capitalismo a mero luddismo di maniera occorre conformarle ad una visione generale che abbia Dio come caput e come finis. Altrimenti rischiamo di fare un regalo agli Adelphi della dissoluzione illudendoci di poter vivere in un mondo da felice Medioevo con internet al posto di Dio. Ecco perché non mi fido dei vari Latouche e delle prospettive pur affascinanti che esprimono: perché senza NSGC siamo nulla e non siamo in grado di distinguere un bene (non dico un’utopia, perché non è il caso di L.) da un inganno del demonio. Non per spirito conservatore, Dio ne guardi, né per ignavia di fronte a molti degli elementi che pone la teoria cui s’è fatto riferimento, che anzi sono superbamente illuminanti e luminosi in una visione cattolica (basti pensare alla critica dell’economia politica del neo-capitalismo, deprivata – e grazie a Dio, si vorrebbe dire – della dicotomia struttura/sovrastruttura). Ma abbiamo le difese immunitarie contro i veleni letali che una proposta simile priva del suo riferimento soprannaturale inevitabilmente conterrebbe? Insomma, quando avremo un Latouche cattolico, ne riparleremo.

P.S.: ho letto su fb una frase felicissima che vorrei riportare, ovviamente in anonimato: la nostra è “una civiltà felice di morire”. Proprio gli Adelphi della dissoluzione di Blondet. Complimenti a chi l’ha concepita.

Una Risposta

  • Com’è ben noto, il fatto iconico è elemento fondativo della comunicazione di massa. Aggiungo alla frase riferita nel P.S. un’evidenza autoptica che ho rilevato recentemente e che conferma in pieno la folle volontà di distruzione che essa frase riesce ad esprimere (ahinoi pour cause).
    Insomma, ho visto un giovanotto che indossava una maglietta ove campeggiava un uomo intento a spararsi in un orecchio (né v’erano dubbi, visto che dall’orecchio opposto usciva un fiotto di sangue); ciò facendo l’uomo stilizzato RIDE. L’orrore della new age diabolica.

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