TRIONFO BIOPACE DEL «MASDU ARCOBALENO»

 

Di Arai Daniele

 

BERGOGLIO ALE ALEDomenica 4 maggio si è tenuta a Roma la IV Marcia per la Vita, grande evento Pro-Life europeo, secondo solo alle March for Life americane. Nello stesso giorno a San Paolo, Brasile, si è tenuta la grande marcia gay per la pace dei sessi all’insegna dei colori dell’arcobaleno.

 

Si può dire che le due marce sotto questi colori avessero qualcosa in comune col MASDU? Lascio la domanda alle coscienze ricordando che il termine MASDU sta per «movimento d’animazione spirituale per la democrazia universale», termine coniato per descrivere in grandi linee l’esito politico-religioso ottenuto con la «nuova coscienza della chiesa» del Vaticano 2º e dei suoi gran prelati, oggi continuati e capitanati da Bergoglio. Tale «nuova coscienza» implica sia la libertà religiosa ecumenista, sia l’uguaglianza democratica di diritti civili/religiosi, sia la fratellanza festiva di esternare libertà e diritti in ogni circostanza e manifestazione.

 

La «nuova coscienza» conciliare è, quindi, essenzialmente prodotto della Rivoluzione della «libertà, uguaglianza, fraternità» in forma di animazione religiosa.

In tal senso si capisce che in Italia la CEI dei vescovi conciliari sia solo in apparenza contraria alla legge di stato per l’aborto. Essi stessi hanno invitato i cattolici a votare allora per un mini-aborto e nella presente Marcia una gran parte, anche sotto il nome di Movimento per la Vita, difende tale legge (la 194) come «buona» se ben applicata.

Pare che per loro, così come per la CNBB (Cei brasiliana), che aveva appena giustificato questa marcia, manifestare liberamente sia un diritto che precede ogni questione!

 

Ora alla questione dell’aborto si aggiungono quelle della Bioetica in generale e si parla anche di un «abortismo umanitario» cioè di una dialettica democratica per ammorbidire con un equivoco NI la durezza del NO secco sull’uccisione per aborto.

Ecco il modo per «omogeneizzare» quella massa pro-life che invece marcia in gran parte convinta di farlo cristianamente in opposizione a qualsiasi compromesso.

A questo punto, anche considerando l’opinione media degli organizzatori e partecipanti di queste marce dove figurano persone pubblicamente abortiste (poiché l’abolizione dell’aborto sarebbe una tale chimera e vale la pena tenersi la 194 per la riduzione del danno), il vulnus di tutta la questione va trovato altrove.

Avevo scritto in un articolo precedente (LA DEMOCRAZIA DELL’ABORTO È L’ABORTO D’OGNI CIVILTÀ) e lo ripeto qui; il vulnus è nella moderna democrazia che invita a votare questioni riguardanti il Diritto naturale e divino. Peggio ancora, se questa democrazia prende il nome di cristiana e ammette tale infido modo d’infrangere la legge di Dio in nome di legislatori umani giustificati da un’utopica sovranità popolare.

 

Il fatto è che la grande ammucchiata democristiana ha poco o niente di cattolico perché è pure abortista, divorzista e plaude la legge 40, per la quale in Italia è consentita la produzione e distruzione di embrioni per la fecondazione in vitro; legge che aprirebbe l’Italia a un’eugenetica negoziabile nella corsa alla nuova «cultura»: che uccide anche ogni dignità umana, ma che passa per «cattolica» a causa del suo marchio episcopale.

 

Nel clima mentale di tale democrazia, che ormai appare inevitabile anche a tanti dotti cattolici, si cerca di ricorrere ai suoi stessi mezzi in vista di annullare leggi inique. Infatti, riguardo all’aborto in Italia, inizialmente si è cercato di avviare un referendum per abolire semplicemente la 194. Sarebbe giusto, se fosse possibile evitare il giudizio democratico che passa per la Corte Costituzionale. Ma proprio questa allora sentenziava che quanto era delitto – l’aborto, diventava obbligatorio – l’aborto terapeutico. Sotto simile ingegneria costituzionale ogni richiesta di referendum veniva condizionata dalla stessa inversione legale che allora proiettava la 194 al livello di legge equilibrata tra «estremi». E il gioco rimase deciso secondo tale «linea media» fino ad oggi.

 

Eppure la legge 194 causò una strage che va oltre ogni guerra ed è perpetrata come un silente genocidio di enorme dimensione; un compromesso infernale di auto-distruzione della vita in terra.

Oggi, questa grave accusa di quanto significa L’ABORTO D’OGNI CIVILTÀ, fondata sulla cifra di milioni di feti umani eliminati, è vista come linguaggio estremista. Tanto più sarà questo mio, che pone in causa la democrazia stessa e lo stato rinascimentale sotto il «non expedit». Eppure, si tratta solo di ricordare, nel piano dei Principi cattolici, l’importanza di dover distinguere tra due democrazie: la normale, limitata e possibile, dalla laicista, empia e da rifiutare, come La Chiesa continuò a insegnare fino a Pio XII.

 

Il ‘non expedit’ di Pio IX pose in Italia, dove il governo da allora estromise la Voce cattolica, un immane problema per il Cattolicesimo e per estensione a tutto il mondo.

La perdita del potere del Papato, cioè della libertà e influenza del potere pur temporale della Chiesa, che è il potere di Dio, implicava la tirannide dei poteri mondani perfino nel campo religioso. Infatti, l’influenza dell’ideologia laicista si è fatta presto sentire perfino nell’ambito clericale. Per prevenire ciò, Pio IX, dopo l’invasione di Porta Pia, poiché la storia della Chiesa insegnava che, dal tempo delle catacombe, la crescita costante della sua influenza in tutti i campi, dipende solo dalla Fede senza compromessi, formatrice della Cristianità, promulgò il “non expedit”. Con esso la Santa Sede vietava esplicitamente ai cattolici di partecipare alla vita politica dello Stato che aveva spogliato la Chiesa. Problemi, lotte e perdite materiali non mancarono, mai però la perdita del vero potere spirituale della Chiesa.

Tutto questo sarebbe continuato poi in Francia nel tempo de San Pio X.

Nel 1919, il successore, papa Benedetto XV, abrogò il non expedit, già inapplicato da tempo, e ciò permise la nascita del Partito Popolare (futura democrazia cristiana) di don Sturzo, partito d’ispirazione cattolica, ma di scelte politiche indipendente dalla gerarchia.

Che cosa è capitato? Il comunista Gramsci vide più lontano dei vertici vaticani poiché scrisse su “Ordine Nuovo” (2.1.1919): “Il Cattolicesimo riapparve alla luce della storia, ma alquanto modificato, alquanto riformato […]; i Popolari rappresentano una fase necessaria del processo di sviluppo del proletariato italiano verso il comunismo. Il cattolicesimo democratico fa ciò che il socialismo non potrebbe: amalgama, ordina, vivifica e si suicida”. Il piano di Gramsci: “coinvolgiamo i Cattolici nella collaborazione con noi e poi li facciamo fuori” (Quaderni dal Carcere).

Ecco che il piano si realizza in pieno come si vede nella miserabile storia dell’aborto legalizzato in Italia. 

 

La vera manovra diretta a compiere la completa scristianizzazione dell’umanità fu impostata con l’inganno e infiltrazione nella Chiesa. Ciò avendo in conto che le persecuzioni non distruggono, ma rinforzano il Cristianesimo; anziché disarmare, tengono i Cristiani in guardia nella Fede.

Le armi cristiane contro le potenze dell’inferno e i dominatori di questo mondo (cf. Ef 6, 12), non sono carnali (cf. 2Cor 10, 4), né di attacco, ma risiedono nel Santuario della fortezza e nel Sacrificio perpetuo (cf. Dn 11, 31). Questa Fede costituisce l’insuperabile scudo dei Cristiani, alzato in prima persona dal Pontefice Romano.

Sotto Pio IX il Papa affrontò il problema in Italia tenendo i cattolici uniti alla Chiesa e attivi nella società con l’Opera dei congressi cattolici, un impegno non politico ma sociale, anzi, politico perché sociale.

Ad alcuni può sembrare che il presente discorso, di fronte a mali insuperabili, intenda invocare una sorta di «atarassia» all’opposto di una necessaria chiamata alle armi. O allora l’attesa affinché sia il Signore a ristabilire la Chiesa per un desiderato «millennio»! Niente affatto, questo discorso invoca la vera lotta, la più difficile nel piano della Cristianità perché mira al principale ovvero alla necessità del Papa cattolico che rappresenti di fatto il potere di Gesù Cristo. Lotta dispari perché si tratta di spodestare un occupante della Sede divina applaudito da tutti i poteri mondani. Ma senza un vero Capo è vana ogni lotta per la difesa e la restaurazione della Chiesa e della Cristianità.

Il cattolico ripristino può solo comporsi con la chiamata alle armi della Fede nella difesa del Luogo Santo occupato. Fin che lo sarà, non possiamo star fermi né silenti, quasi non fosse il Signore a chiamarci anima e corpo a questa testimonianza innegoziabile, sola che può porre le condizioni per la restaurazione della Chiesa e salvezza delle anime.

 

Ecco che al cattolico non deve sembrare paradossale se di fronte al vulnus dell’aborto «legale» i più fedeli sanno di dover combattere, non tanto i nemici esterni di sempre della Chiesa, ma quelli interni, che vanno dai democristiani dei compromessi storici a quelli che appaiono più vicini, ma accettano i «rapaci conciliari»; quelli che onorando come papi dei simulacri papali, hanno precluso e precludono ogni vera difesa della Chiesa dal sommo nemico, cioè, quanti occupando la Sede dell’«ostacolo all’anticristo» (il katechon cf. II Ts 2), sono loro stessi dei vicari dell’Anticristo; da G23 a Bergoglio. Non è forse chiaro quanto inutile marciare contro l’aborto sotto lo stendardo arcobaleno?

 

Nel Messaggio di Fatima è detto: ‘Dio punirà il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre’. Come capire questa punizione del mondo, persecutore della Fede, proprio per mezzo delle sue persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre? Ora è evidente che, così come nessuno può guidare meglio la Cristianità che l’uomo autenticamente eletto per rappresentare Cristo e che riceve questo mandato da Dio stesso – il Papa cattolico, parimenti, nessuno può abbattere più completamente la Chiesa e la Cristianità di quello che occupa la Sede del Papa e aliena l’autentica autorità apostolica per la difesa della Fede.

Ecco perché è certo che i peggiori nemici dei principi per il bene delle società e della Chiesa furono i «papi conciliari». Per quelli che non l’hanno ancora capito, c’è adesso Bergoglio, focoso rappresentante del MASDU, che dovrebbe togliere gli ultimi dubbi sulla natura decaduta dei falsi cristi del nuovo apparato conciliare.

Non vi è vera difesa della Vita, della Fede e dell’autorità cattolica e apostolica senza un vero Papa.

La testimonianza nella preghiera per il suo ritorno è, quindi, di urgente priorità.

 

ARCOBALENO GAY

3 Risposte

  • Ci siamo: le profezie de La Salette e di Fatima, così come la visione che ebbe san Pio da Pietrelcina – Gesù sanguinante e, in lontananza una processione di preti, vescovi e cardinali in una specie di orgia liturgica ( Luigi Peroni. Padre Pio – ed. Borla pag. 150) – stanno per avverarsi. 1689: Luigi XIV rifiuta di fregiare le bandiere della monarchia del segno del Sacro Cuore; 1789: rivoluzione la monarchia che perde la testa sulla ghigliottina.
    1917: ordine – disatteso fino ad oggi – di consacrare la Russia al Cuore Immacolato di Maria; 2017: che cosa succederà? I segni son inquietanti ed indiziarii.

  • E non finisce qui purtroppo. L’ultima di “papa” francesco….. Bacia la mano a michele de paolis, uno pseudo sacerdote alla don gallo, aperto sostenitore dell’omosessualità, che ha dichiarato: “Non è vero che siete in peccato, perché Dio vi ama ed è Lui che ha messo in voi questa tendenza; è un suo dono. Questa è la vostra “natura”, che va accettata e rispettata. Voi non siete malati; non dovete “guarire” da questa tendenza.”

    e pensare che hanno anche concelebrato l’Eucarestia il 6 maggio a Foggia, che blasfemi….

  • Matteo 23, 5-7 Fanno poi tutte le loro azioni per essere veduti dagli uomini: portano, infatti, larghe le loro filatterie, e mettono lunghe frange sui mantelli; amano i primi posti nei conviti e i primi seggi nelle sinagoghe;vogliono essere salutati nelle pubbliche piazze ed essere dalla gente chiamati: Maestri.

    il farisaico comportamento del perito chimico argentino era già contemplato nel Vangelo …

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