FONTE: ZEROHEDGE.COM

 

BRANDEBURGER TORNon è un segreto che, man mano che si realizza il New Normal della Fed centralmente pianificata, i pianificatori centrali uno dopo l’altro, e praticamente tutti gli economisti, risultano in fallo nelle loro continue previsioni di un’ “imminente” ripresa dell’economia, che dovrebbe verificarsi da un momento all’altro, ed è sempre dietro l’angolo.

 

 

 

Eppure, quasi sei anni dopo Lehman, e cinque anni dopo la fine dell’ultima “recessione” (anche se per la maggior parte dei paesi la depressione infuria ancora), l’America sta per registrare il suo peggior trimestre degli ultimi decenni (esclusa la grande crisi finanziaria), con un -2% di crollo del PIL, che è stato attribuito a … il tempo.

 

Proprio così: gli economisti sono le uniche persone che possono guardare qualcuno negli occhi, e suggerire che è stato il brutto tempo ad aver distrutto il commercio globale, abbattuto le vendite al dettaglio (congelando internet perché la gente aveva così freddo che nessuno faceva acquisti on line), e nonostante l’impennata nell’utilizzo dei servizi e la cattiva allocazione del capitale indotta dall’ Obamacare, tutto questo ha portato la più grande economia del mondo a un crollo del 5% rispetto alle stime iniziali di crescita del 3% nel Q1 (Primo trimestre). In altre parole, una variazione di centinaia di miliardi di “crescita persa o non creata” a causa, ebbene… della neve in inverno.

Purtroppo per gli stessi economisti, ora che il Q2 non si preannuncia essere molto meglio del Q1, si ricorre ad altre giustificazioni, soprattutto climatiche: come El Nino, la siccità in California, e anche l’idea da brivido che, come risultato della infinita ingerenza della Fed nell’economia, il tasso di crescita terminale del mondo è stato abbassato in modo permanente al 2% o inferiore.

Ma quel che è più triste per gli economisti, anche quelli più rispettabili, è che durante la notte niente di meno che Tyler Cowen, scrivendo sul New York Times (1) , è venuto fuori con un’altra teoria per spiegare la “costante lentezza della crescita economica nelle economie ad alto reddito.” Con le sue stesse parole: “Tuttavia, un’altra spiegazione della crescita lenta sta ora ricevendo attenzione, è la persistenza e l’aspettativa della pace.»

Questo è giusto – la colpa è la mancanza di guerra!

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