Bergoglio e la “scomunica” ai mafiosi: un’autentica ipocrisia

Non ci riconosciamo per nulla nel pensiero e neppure nella figura di Magdi Allam. Ma, in questo caso, riteniamo degne di nota le sue parole, che dovrebbero far riflettere perché realistiche come quelle di chi ha definito la “scomunica” bergogliana ai mafiosi come “un’autentica ipocrisia”…

 A cura di Alessandro Raffa per nocensura.com

ALLAMTrascriviamo una parte del discorso:

E’ doveroso domandarci chi è, veramente, la mafia in Italia; sono semplicemente dei gruppi criminali che pongono il pizzo ai commercianti, che lucrano attraverso il traffico della droga e dei clandestini? E’ la MASSONERIA, che in modo più o meno occulto controlla il potere ovunque nel mondo? E’ il gruppo Bilderberg, che associa ‘chi conta’nella finanza, nell’economia, nella politica internazionale?  (…)

C’è invece un’altra realtà che è lampante, che è cristallina, che è di fronte ai nostri occhi, ed è la realtà di questo nostro stato. E’ uno stato che ci vessa imponendoci fino all’80% delle tasse, che finisce per impoverirci. E’ uno stato che sta condannando a morte le impreseimponendo circa un centinaio di diversi tipi di tassazioni e di balzelli, e circa un centinaio di controlli amministrativi. E’ uno Stato che ha svenduto la nostra sovranità monetaria, all’80% quella legislativa, e che si appresta a rinunciare del tutto alla sovranità nazionale. E’ uno stato che ci impone di essere assoggettati ad una moneta straniera, l’euro, che ci obbliga a indebitarci per ripianare il debito. Attraverso il debito noi veniamo noi di fatto veniamo condannati alla povertà. E’ uno stato che oggi ha prodotto 4.100.000 italiani che non hanno i soldi per mangiare…” (…)

Infine, rivolgendosi a Papa Francesco:

(…) quindi Papa Francesco, i veri mafiosi che tu hai scomunicato, sono le alte personalità che tu hai invitato in Vaticano; a cui hai stretto la mano; a cui hai augurato successo; perché PER NOI SONO LORO I VERI MAFIOSI! 

Una Risposta

  • Caro Magdi, penso che hai proprio ragione! È un pezzo che penso le stesse cose, le dico in giro e le faccio un po’ meditare a qualche interlocutore. Ma sembra che pronu cio oarole da anatema. Pochi, molto pochi ci vedono chiaro e dicono quello che pensano, perché chi anche comincia a interrogarsi un po’ più seriamente su di lui, poi temono di tirare le conclusioni e pronunciarsi apertis verbis e così tentennano tra il dire e non dire, lanciano il sasso e nascondono la mano ecc. Ecco come si fa per far sì che la confusione aumenti, che la verità non sia mai chiara e non trovi spazio, nella Chiesa come nel mondo. Purtroppo sei stato aspramente criticato quando hai detto che lasciavi “questa”Chiesa e forse anch’io sono rimasta molto interdetta per questo tuo gesto. Ma chissà se il tuo non era nient’altro che un gesto profetico? Avventato, ma in qualche modo profetico? Forse hai captato prima di altri quale chiesa si stava preparando a far nascere?

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