Segnalazione di Redazione Controcorrente

GIUSEPPE PREZZOLINI L’ANARCHICO CONSERVATORE

di Gennaro Sangiuliano (Mursia Editore)

 “Il più intelligente editore d’Italia”

PREZZOLINI

 Piero Gobetti definiva cosi Giuseppe Prezzolini.

In tanti, da Papini a Croce, da Amendola a Mussolini, Pertini, Paolo VI, Spadolini, Montanelli e centinaia di altri Grandi non solo italiani, hanno provato a catalogare, senza mai riuscirci, chi può essere tutto e il suo contrario allo stesso tempo senza mai perderne grandezza. Con la monumentale leggerezza del saggio, Prezzolini volava più in alto degli onori e glorie accademiche, passando dal pragmatismo, al modernismo cattolico all’idealismo crociano, approdando infine ad  un conservatorismo ironico e disincantato.

È quindi stata una coraggiosa operazione, tentare di sintetizzare in un solo volume la lunga vita di un “malato di intelligenza” come amava definirsi Giuliano il Sofista ovvero Giuseppe Prezzolini. Eppure l’entusiasmo che aveva guidato le contraddizioni prezzoliniane ha contagiato Gennaro Sangiuliano autore di quest’ottimo saggio biografico sull’uomo identificato quale modello dell’intellettuale moderno, liofilizzando in poco più di quattrocento pagine l’entusiastico percorso fatto da quell’«artista della filosofia» nel corso dei suoi cento anni vissuti  nel novecento con uno sguardo ottocentesco ma la mente nel duemila. Un secolo di illusioni e disillusioni italiane, ruvidamente svelate dalla intelligenza di Prezzolini, ma semplicemente descritta con estrema chiarezza da Sangiuliano. L’autore riesce a farci entrare nel pensiero di quel monumento alla contraddizione italiana che era Prezzolini dipingendolo come “l’Alfiere di una certa italianità” o come lo definiva Spadolini “Il caso Prezzolini”.

Un viaggio nella nostra contraddittoria Storia.

Mai laureato, fu docente presso una delle più prestigiose Università Americane; evitò la leva ma partì volontario per la prima guerra mondiale; si iscrisse finalmente all’ordine dei giornalisti a 86 anni nonostante i più grandi Direttori di riviste e quotidiani italiani lo considerassero il loro maestro; venne considerato “impresario di movimenti politici” nonostante non avesse mai partecipato alla vita politica con cariche ufficiali.

Gennaro Sangiuliano ci presenta un Prezzolini anti-risorgimentale essendo disilluso figlio della bugiarda retorica postunitaria; una mente sempre in moto che creava e crea ancora scompiglio per ravvivare l’entusiasmo verso cose sempre più grandi.

Il volume elenca gli innumerevoli scritti prezzoliniani come bandierine puntate su una mappa per manovre militari di guerra. Descrive i suoi pensieri con la semplicità che meritano solo le opere che non possono essere catalogate come romanzi, poesie, articoli giornalistici, saggi storici o ricerche biografiche, pieces teatrali, trattati filosofici, politologi o critiche letterarie. Prezzolini non è filosofo accreditato, non è giornalista, accademico, non ha un imprimatur di una categoria perché è oltre, avanti … molto avanti. Era un “editore”,  aveva cominciato a fondare giornali e riviste quando aveva poco più di vent’anni ma a cento scriveva ancora otto articoli contemporaneamente per giornali italiani ed esteri.

Generazione maestra … maestra nonostante i loro allievi, nonostante quella classe anni trenta/quaranta ricettiva soltanto alle semplici indicazioni di produzione, profitto, danaro e quindi potere. Prezzolini finalmente, ci viene descritto in questo volume fuori dai preconcetti come creatore di cose dalle quali lui stesso prenderà le distanze perché queste crescendo avranno forza per allontanarsi. Lui stesso si allontanerà da quell’idea di Italia che aveva collaborato a creare con le risorgimentali e antimeridionaliste idee paterne, o con i primi socialisteggianti pensieri di Mussolini.

“L’Italia è fatta ma non è compiuta” sarà il pensiero che guiderà la centenaria mente in movimento di Prezzolini. “Niente è più definitivo che il provvisorio” la sua gattopardiana espressione che definisce il quadro italiano di “quest’artista della filosofia” come lo definiva il suo amico e maestro Benedetto Croce.

Ruvido delineatore del “nuovo italiano” già nel 1916 lo marchiava a fuoco nel codice della vita italiana  in due categorie dominanti “i fessi e i furbi”, categorie che ancora reggono il sistema politico in una anarchia controllata permanente. Analisi assolutamente fresca e sovrapponibile in ogni epoca dall’Unità d’Italia. Malato di intelligenza cercherà tutta la vita di capire i motivi che spingono la nostra società all’autolesionismo arrivando nel 1969 a scrivere sulle pagine della Gazzetta Ticinese“l’Italia può risolvere la sua incapacità a governarsi efficacemente, affidandosi agli stranieri. Il Piemonte potremmo cederlo alla Francia, Genova alla Spagna, la Lombardia trasformandola in un cantone svizzero, il Veneto all’Austria e il Meridione ridandola alla Monarchia Borbone”.

La realtà ha invece superato la provocatoria fantasia di Prezzolini che nel 1969 non poteva sapere delle odierne tragiche eurotroike e perdite delle sovranità nazionali. Lo stesso ci aveva però messo in guardia nel giugno del 1979 in clima di prime elezioni europee scrivendo: “Temo il potere assoluto accompagnato dalla noja perpetua di uno Stato Universale, mi unirei certamente a chiunque cercasse, con il voto o con le armi, di ritornare alla competizione e alla verità” .

Intellettuale europeo era dichiaratamente antieuropeista riconoscendo nella pluralità culturale europea una ricchezza che non andrebbe sprecata omologandola in una Europa del denaro.

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Concludo che se io dovessi o volessi e potessi votare pro o contro l’Europa Unita, io che penso ho più di un diritto a chiamarmi europeo, voterei contro un Europa fatta così artificialmente e superficialmente come è stata concepita da coloro che l’hanno ideata con la testa riempita di nuvolosi teorici …”

Un filosofo? Un raffinato politologo? Un profeta? Meglio considerarlo come lui stesso voleva … Un pensatore che inorridiva al fatto che…”si può vivere senza pensare!”

Alessandro De Maio

 

Gennaro Sangiuliano

“Giuseppe Prezzolini, l’anarchico conservatore”

Mursia, pagine 500, euro 24

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