IL CASO DI ONORIO PAPA PARAGONATO ALLE FELLONIE DEI «PAPI CONCILIARI»

 

L’EDITORIALE DEL VENERDI

 

di Arai Daniele

 

150px-onorio_i_-_mosaico_santa_agnese_fuori_le_muraIn quest’ora gravissima per la preservazione della Fede nella Santa Chiesa, é bene considerare quanto accaduto in altri momenti della sua storia due volte millenaria per capire come opera la Divina Provvidenza nella difesa della Fede. Perciò torniamo al caso del Papa Onorio I, scomunicato post-mortem, e alle circostanze politiche del suo pontificato. (Vedi http://promariana.wordpress.com/…/03/un-papa-excomulgado).

 

 

Il lavoro «Un Papa scomunicato» scritto di Maurice Pinay, pseudonimo sotto il quale si riunirono sacerdoti messicani nel lontano 1962, guidati dal Gesuita Saenz y Arriaga, rientra nel riassunto storico del «complotto contro la Chiesa». La parte del «caso Onorio» verte sulla controversa questione dell’eresia di questo Papa, la cui intenzione spuria di unione e di pacificazione politica lo portò al grave errore di oscurare una questione di Fede per facilitare propositi ecumenistici dell’Imperatore Heraclito.

In breve, tale intenzione di quel Papa aveva proprio l’aspetto dell’odierna operazione ecumenista per cui si vuole mettere religioni diverse, e anche opposte, insieme nell’illusione di giungere a una precaria, artificiosa e profana pace terrena. Poiché tale era il piano del Vaticano 2º che stava per inaugurarsi allora, 1962, ecco l’introduzione a quel libro che avvertiva della metafisica congiura contro la Chiesa e che, tradotto in varie lingue fu presentato ai Padri conciliari per metterli in guardia su quel che stava per avvenire ed è avvenuto e continua per la disgrazia del mondo attuale.

 

COSPIRAZIONE CONTRO LA CHIESA
Si sta compiendo la più perversa cospirazione contro la Santa Chiesa. I suoi nemici tramano di distruggere le Sue più sacre tradizioni, realizzando riforme così audaci e malevole come quelle di Calvino, Zuinglio ed altri gran­di eresiarchi, tutto con la finzione di modernizzare la Chiesa e metterla al livello dell’epoca, però, col proposito occulto di aprire le porte al comunismo, accelerare la rovina del mondo libero e preparare la futura distruzio­ne del Cristianesimo.
Benché sembri impossibile, essi pretendono di realiz­zare tutto ciò nel Concilio Vaticano Secondo. Abbiamo prove che attestano come questo sia quel che hanno tra­mato in segreto gli alti poteri del comunismo e della forza occulta che li controlla.
Si tratterebbe di cominciare con un sondaggio ini­ziale, a partire dalle riforme che provocano resistenza minore nei difensori della Santa Chiesa, per poi gradual­mente realizzare la Sua trasformazione, fino a che quei resistenti lo permettano.
Sembrerà tuttavia incredibile, a coloro che ignorano quella cospirazione, che tali forze anticristiane contino di avere, dentro le gerarchie della Chiesa, una vera «quinta colonna», di agenti controllati dalla massone­ria, dal comunismo e dal potere occulto che li governa; tali agenti sarebbero tra quei Cardinali, Arcivescovi e Vescovi che formano una specie di ala progressista entro il Concilio e che tenteranno di far adottare le perverse riforme.
Si pretende che quel blocco, che si formerà all’inizio del Sinodo, conti sull’appoggio del Vaticano, controllato a sua volta dalla «quinta colonna» delle forze cospiratrici anticristiane. Ci sembra che ciò sia incredibile e piuttosto il frutto della iattanza dei nemici della Chie­sa, anzi che una realtà obiettiva. Però menzioniamo quest’assurdo per mostrare fin dove giungano i nemici della Cattolicità e del mondo libero.
Oltre alle riforme pericolose della dottrina della Chiesa e della sua politica tradizionale, con manifesta contraddizione a quanto fu approvato da Papi e Concili anteriori, si medita di annullare la Bolla di scomunica lanciata da S.S. Pio XII contro i comunisti e i loro collaboratori, onde stabilire una convivenza pacifica col comunismo che, da una parte faccia perdere prestigio alla Santa Chiesa di fronte a tutti i Cristiani che lottano contro il comunismo materialista e ateo e, dall’altra parte, infranga il morale di quei lottatori che difendono la Chiesa, faciliti la loro sconfitta, provochi sbanda­mento nelle loro file, assicurando il trionfo mondiale del totalitarismo rosso.
Siccome prevedono che possa organizzarsi una resi­stenza, come è già occorso in simili casi, si apprestano ad infiltrarsi, con la «quinta colonna», pure nella even­tuale ala conservatrice, per seminarvi gradualmente il disorientamento in forma sottile, demoralizzarla e so­prattutto dividerla. Questa «quinta colonna», agente in apparenza a difesa delle tradizioni, agirà in segreto ac­cordo con coloro che dirigono l’ala rivoluzionaria e pro­gressista, per organizzare con loro l’attacco dall’esterno, il sabotaggio all’interno, ed abbattere col tempo la pro­babile resistenza, per subito realizzare le riforme pro­gettate e la distruzione di quelle tradizioni che costitui­scono la migliore difesa della Santa Chiesa di fronte ai suoi nemici.
Si procura che, per nessun motivo, siano invitati come osservatori i protestanti e gli ortodossi che lottano eroicamente contro il comunismo e invece siano invitati quelle Chiese o Consigli di Chiese, che sono sotto il controllo della Massoneria e del (KGB) comunista, nonché del potere occulto che ambedue dirige. In tal modo, i massoni o comunisti in abito sacerdotale, che usurpano le cariche direttive in quelle Chiese, potranno sottilmen­te collaborare, mascherati in realtà, con la «quinta co­lonna» che le forze anticristiane hanno introdotto nel clero cattolico.

D’altra parte, il Cremlino ha già deciso che negherà i passaporti ai Prelati fermamente anticomunisti e con­sentirà che partano dai suoi Stati satelliti dell’Europa Orientale, solo i suoi agenti indiscussi, oppure coloro che, senza essere tali, si siano piegati nel timore delle rappresaglie rosse. In tal modo, la Chiesa del Silenzio non interverrà al Concilio Vaticano Secondo con colo­ro che meglio potrebbero difenderla ed informare il San­to Sinodo circa la verità di quanto avviene nel mondo comunista.
Questo sembrerà incredibile al lettore, ma siamo si­curi che quanto accadrà al Santo Concilio Ecumenico gli aprirà gli occhi e lo convincerà che stiamo dicendo la verità, perché il nemico medita di giocare al Concilio una carta decisiva, giacché si ritiene sicuro di poter contare su complici fidati nella più alta gerarchia ec­clesiastica.
Un altro dei piani sinistri che si ordiscono è quello di indurre la Chiesa a contraddirsi, facendole con ciò per­dere autorità sui Fedeli, perché subito si proclamerà che una istituzione che si contraddice non può essere divina. Con tale argomento si pensa di rendere deserta la Chiesa, che i Fedeli perdano la loro fiducia nel clero e lo abbandonino; si ha in progetto che la Chiesa di­chiari nero il bianco e bianco il nero, e che quanto nei secoli affermò essere male, adesso affermi che è bene. Fra le manovre che si preparano a tal fine, risalta per importanza il mutamento di attitudine della Santa Chiesa riguardo ai Giudei reprobi, come li definì Sant’Agostino, quelli che crocifissero Cristo ed i suoi suc­cessori, nemici capitali del Cristianesimo.
Si vorrebbe distruggere la dottrina dei Grandi Padri della Chiesa, unanime, quello «unanimis consensus Patrum», che la Chiesa considera quale fonte della Fede, che condannò e dichiarò maligni i giudei infedeli, di­chiarò buona e necessaria la lotta contro di loro, cui parteciparono separatamente, come dimostreremo con citazioni irrefutabili, Sant’Ambrogio, Vescovo di Milano, San Gerolamo, Sant’Agostino Vescovo di Ipona, San Giovanni Crisostomo, Sant’Atanasio, San Gregario di Nazianzo, San Basilio, San Cirillo di Alessandria, San-t’Isidoro di Siviglia, San Bernardo, e perfino Tertulliano ed Origene; questi due ultimi di ortodossia indiscutibile ai loro tempi.
Inoltre, durante diciannove secoli, la Santa Chiesa ha lottato accanitamente contro i Giudei e contro il Giudaismo, definito da Cristo Nostro Signore la Sina­goga di Satana, titolo che continuarono ad usare San­t’Agostino e gli altri dirigenti della Santa Chiesa come dimostreremo pure con documenti irrefutabili, cioè le Bolle dei Papi, gli Atti dei Concili Ecumenici e Provinciali, (come l’importante Quarto del Laterano e molti altri), le dottrine di San Tommaso d’Aquino, di Duns Scott e dei più notevoli Dottori della Chiesa nonché con fonti giudaiche di autenticità indiscutibile, come le Enciclopedie Ufficiali del Giudaismo, le opere di illustri Rabbini e dei più famosi storici giudei.
Dunque, i cospiratori giudei, massoni e comunisti pretendono che nel Concilio Vaticano Secondo, utiliz­zando, come essi dicono, la ignoranza della massima parte del clero circa la vera storia della Chiesa, sia menato un colpo di sorpresa, ossia che il Santo Concilio Ecumenico condanni l’antisemitismo ed ogni lotta con­tro i giudei, cioè contro coloro che come pure dimo­streremo con prove indiscutibili sono i dirigenti della massoneria e del comunismo internazionale. Si vorrebbe che i Giudei reprobi, considerati perfidi dalla Chiesa durante diciannove secoli, fossero dichiarati buoni e ca­rissimi a Dio, in contraddizione con quello «unanimis consensus Patrum» che stabilì precisamente il contrario e con quanto affermato da Bolle Papali, e Canoni di Concili Ecumenici e Provinciali.
Mentre i Giudei, ed i loro complici, considerano anti­semitismo ogni lotta contro le malefatte dei Giudei e le loro cospirazioni contro Cristo N.S. e la Cristianità, i Santi Padri hanno dichiarato, come pure dimostre­remo in questo libro, che la prima fonte dell’antisemitismo si riscontra in Cristo medesimo, negli Evangeli e nella Chiesa Cattolica, che durante quasi duemila anni lottarono con perseveranza contro i Giudei che avevano ripudiato il loro Messia.
Quelli che auspicano dunque la condanna dell’anti­semitismo, che talvolta chiamano “razzismo antisemita”, vorrebbero che S.S. il Papa ed il Concilio consacrassero il precedente catastrofico che la Chiesa si smentisca, e che inoltre le attuali gerarchie ecclesiastiche condannassero, senza darsene conto, in forma tacita, Cristo N.S., i Santi Evangeli, i Padri della Chiesa, nonché la maggior parte dei Papi, fra cui Gregorio VII (Ildebrando), Innocenza II, Innocenzo III, San Pio V e Leone XIII, che, come dimo­streremo in questa opera, lottarono accanitamente con­tro i Giudei e la Sinagoga di Satana. Quei tali vorreb­bero così pure mettere sul banco degli accusati molti Concilii della Santa Chiesa, fra cui gli Ecumenici di Nicea II, terzo e quarto del Laterano, i cui Canoni stu­dieremo in questo libro e che tanto si opposero agli ebrei.

In una parola, quei sinistri cospiratori vorrebbero che la Santa Chiesa, condannando l’antisemitismo con­dannasse se medesima, con i risultati disastrosi che è agevole comprendere.

 

Se tutto ciò è successo per opera dei «papi conciliari». Chi sono costoro?

  • “Se ciò succede, vuol dire, come ci insegna il dogma, come spiega il Liguori e prima di lui molti altri, da  sant’Antonio a san Bellarmino, e negarlo significa essere eretici, che i soggetti non sono Papi, essi non hanno mai ricevuto la Potestà di Giurisdizione perché c’è un impedimento, quindi non è ammissibile alcuna forma di «communicatio in sacris», secondo le parole dell’Apostolo, e se è certo che gli usurpatori hanno paganizzato la SANTA MESSA: «Quid ergo dico? Quod idolothytum sit aliquid? Aut quod idolum sit aliquid? Sed, quae immolant, daemoniis immolant et non Deo; nolo autem vos communicantes fieri daemoniis. on potestis calicem Domini bibere et calicem daemoniorum; non potestis mensae Domini participes esse et mensae daemoniorum. An aemulamur Dominum? Numquid fortiores illo sumus?».
  • Capiamo: 1) che non esiste un papa eretico, o apostata, o scismatico; 2) che se ciò dovesse accadere il soggetto non è papa; 3) che riconoscere Primato di Giurisdizione ad un eretico e scismatico significa NON riconoscere il Dogma sul Primato di Giurisdizione; 4) che già dalla sola visibilità si comprende che il soggetto non è papa, poiché questi insegna e governa in modo NON uno e NON santo; 5) che c’è uno stato di necessità da risolvere usando il Diritto, e spiego precisamente come in Apologia del Papato; 6) nel contempo il fedele pienamente consapevole pecca se si comunica con l’eretico, con l’apostata o con lo scismatico. Chi non è consapevole, certamente non per sua colpa, non si separa dalla fede, proprio come accadde ai tempi dello Scisma d’Occidente; 7) che chi insegna il contrario, rigetta la Pastor Aeternus, dunque, rigetta la fede cattolica.”

 

Abbiamo iniziato ricordando il «caso Onorio» proprio per giungere a quella verità confermata dal Concilio Vaticano, ossia che un papa autentico, come lo era Onorio, non può insegnare eresie nel suo magistero ordinario. Esso include il magistero epistolare di Onorio papa col Patriarca di Costantinopoli Sergio, così come include il magistero di Papa Leone II, che condannò Onorio post-mortem per «tradimento sacrilego» a causa di quelle sue Lettere ambigue. Non vi è contraddizione poiché il giudizio che concerne l’autorità apostolica separa il sacro del profano, il testo di magistero (senza errore dottrinale, anche se ambiguo) dall’azione umana asservita a compromessi in questioni di Fede, che vanno oltre quel testo.

Vi è una ragione storica per capire che il magistero di Onorio non contaminò la fede nella Sede Romana, come volle dimostrare il suo successore Papa Giovanni IV, che a suo tempo aveva collaborato nella stesura di quelle due Lettere. Infatti, in seguito alla morte di Onorio e anche di San Sofronio a Gerusalemme (che lo aveva richiamato a seguito della deviazione che favoriva il monotelismo), fu designato successore di questo Patriarca un eretico monotelita. Fu cosi che dei cinque patriarcati in cui era divisa la Chiesa in quei tempi, quat­tro adottavano l’eresia monotelita, rimanendo soltanto Roma, che succedette al pontificato di Onorio, e malgrado le sua gravi difficoltà col potere imperiale eretico, a resistere nell’ortodossia. E Papa San Martino fu perfino deposto per morire esiliato in Crimea.

 

La questione dell’ora presente è, però, l’urgenza di testimoniare la grave mancanza dell’autorità apostolica, che non può avere il Vaticano 2º, i cui documenti ambigui svelano l’intenzione heretizzante di pareggiare, per ecumenisticamente unificare, le religioni del mondo. Dimonstrata, com’è, la perversione conciliare dello spirito della Dottrina cattolica, come classificare i loro promotori, cioè i «papi del magistero conciliare», che lo implementarono? Se la redazione ambigua delle Lettere di Papa Onorio svelò negligenza colpevole riguardo al dovere di difesa della Fede, per cui fu scomunicato, come non prendere una posizione di decisa opposizione al falso «magistero» della falsa autorità che, mettendolo in atto, altera la fede tradendo la veste pontificale di cui si riveste. È, infatti, mandato apostolico per ogni fedele, anatemizzare pure un angelo o un apostolo che porti un altro vangelo (cf. Gl 1, 8; II Jo 1, 10). Che Dio ci liberi da accettare falsi Cristi che infangano la Sua Fede immacolata!

Sant’Antonio, «Martello degli eretici», ora pro nobis!

7 Risposte

  • Come è possibile per un cristiano cattolico apostolico continuare a frequentare la chissà di Roma eretica ? Ci troviamo in una situazione terribile. Mentre nei scismi passati la Chiesa di Roma teneva salda la vera Fede nella continuità voluta Da GESÙ CRISTO e i scismatici erano costretti a uscire dalla chiesa di Roma per ricostruirne una nuova eretica, ora dovremmo noi Cristiani Cattolici Apostolici Romani lasciare il Vaticano e le strutture in mano agli attuali eretici e ricostruire la Vera CHIESA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA ?

  • E’ spaventoso leggere questo comunicato che è addirittura profetico ! Infatti si è verificato proprio ciò che il libro paventava ed il giudaismo è stato eretto a guida “i fratelli maggiori” e con questo Bergoglio addirittura i suoi amici fidati sono i giudei della più convinta religiosità.
    Se anche questo non è un segno dell’usurpazione ….

  • Vorrei a proposito indicare che il sito “riscossa cristiana” di riscossa ha proprio poco poichè continua a raccogliere lamentele e piagnistei di ogni genere contro la degradazione della chiesa, ma non permette alcun commento che sappia di vacanza petrina, a suo giudizio, o introduca dubbi al proposito. Sembra che la gestione alla “fellay” (ovvero la esclusione aprioristica di ogni possibile commento sulla shoà) dovuta- nel caso della fraternità alla gestione economica in mano ad un certo Kra- sia ormai la costante feroce in quelli che seguono la fraternità in questa forma schizofrenica di intendere la chiesa cattolica:è papa sì, ma non obbedisco-.
    Quindi il fatto che questo sito dichiari con argomentazioni e dottrina, quanto dovrebbe essere ormai ovvio per tutti, rende il sito stesso eroico.
    Grazie a Dio !

  • Vede, Ranieri, il fatto centrale è che l’attuale gerarchia è fuori della Chiesa cattolica apostolica romana. E’ la contro-chiesa. Ergo NON siamo noi cattoliciu che dobbiamo ricostruire la Chiesa, che c’è già (come da promessa divina) e NON è quella di cui è capo Bergoglio.
    Noi, la Chiesa cattolica, dobbiamo piuttosto rafforzarla, per salvare più anime possibiloe, ma non dobbiamo fare alcuno scisma per salvarla (così sembra pensarla De Mattei), perché scismatici, casomai, sono Bergoglio and Co. L’errore pauroso è pensare che quella di Bergoglio sia la Chiesa, ormai rivinata, perenta e da salvare in extremis. NO! Questa non è una posizione cattolica, ma eretica. La Chiesa cattolica NON è quella di Bergoglio. Finché non capiremo questo, alla luce della dottrina e non per illusioni personali, non potremo far nulla di giusto e coerente.

  • Mardunolbo ha tutte le ragioni. Non esiste una pluralità di possibilità, di accessi alla comprensione della crisi. SOLO la dottrina cattolica può fornirle (e infatti le fornisce). Per dirla in un altro modo, solo il riconoscere – giusta la dottrina cattolica – la sussistenza dello stato di sede vacante può preludere ad un’opera di restaurazione che sia orientata in direzione cattolica e non sia quindi preda a sua volta di altre eresie, scismi, etc.

  • E’ un periodo di confusione dottrinale e di apostasia perché secondo me siamo in prossimità degli ultimi tempi. Il sedevacantismo non è la soluzione. Anche nell’Apocalisse si profetizza la morte del Papa per crocifissione per mano dei nemici di Cristo. Bisogna vegliare per stare pronti e non rimanere senza olio per le lampade, come dice il vangelo.

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