Islam, USA e Gesù Cristo. Noterella ad usum scribentis

 del Prof. Antonio Diano  

In un noto periodico tradizionalista, un altrettanto noto sacerdote ha pubblicato recentemente un articolo che ricorda le vette raggiunte dalla cultura araba nell’apice dell’età medievale, e la sua decadenza in età successiva; non ci dilunghiamo qui nel riassumerlo ulteriormente: si tratta, a nostro giudizio, di un contributo largamente condivisibile. A tutti è nota l’influenza ‘filosofica’ di Avicenna e di Averroè su S. Tommaso d’Aquino, e basti dunque ora aver evocato tale fulgido contributo alla formulazione della scolastica. Non sembri tuttavia ozioso evidenziare, non si sa mai (qualcuno potrebbe non essere nelle condizioni psicologiche o culturali – o entrambe – per operare il collegamento), come invece sul piano religioso – e opportunamente lo ricorda due volte l’illustre autore nell’articolo qui cit. – non esistano tra cattolicesimo e pseudo-religione islamica (blasfema, come tutte le “altre religioni”) margini di sovrapponibilità di alcun tipo. Che S. Tommaso abbia condiviso molti aspetti hauts della miglior cultura araba, non significa certo che la religione dell’Islam sia nostra “amica” o che la si possa trattare au pair, come da insano ecumenismo conciliare.

Si sottolineano qui alcune componenti a principal uso e memorandum di chi scrive, che desidera condividerle con i lettori. Il corretto giudizio storico non esclude (anzi, se è formulato con accorta cognizione dei fatti, conferma) la possibilità di una inimicitia anche con un inimicus che pure, nei suoi momenti storici migliori, ha espresso vette culturali notevoli e notevolissime. Insomma, non si può dimenticare che sia lo sforzo culturale (e speculativo) ante al-Ghazali, sia la successiva stagnazione (e il declino cd. “integralista”: ma ci sarebbe da discuterne ancora) hanno avuto sempre un fattore comune: l’odio (ché tale si indica anche semplicemente in absentia: chi non è con me è contro di me) contro NSGC. E infatti li abbiamo combattuti – in nome di Dio facemmo vela – quando era necessario. Le Crociate iniziarono nell’XI secolo, dopo Avicenna e quasi un secolo prima delle magnifiche elaborazioni culturali ‘aristoteliche’ della grande scuola araba di Averroè!

Si perdonino gli involontari ma inevitabili ‘voli’ storici: chi scrive ne è consapevole e tenta entro il possibile di colmarli con il ragionamento. Oggi la logica perversa dello “scontro di civiltà” ha spostato iniquamente il problema da religioso a geo-politico (ad uso usraeliano). La diabolica accusa che l’Occidente (quello corrotto dalla rivoluzione, non quello delle cattedrali!) rivolge alle porzioni riottose – rispetto al NOM imposto anche manu militari – della vastissima regione araba, di non aver cioè nel DNA storico-politico un illuminismo europeo e americano, oltre a causare conseguenze paurose sul piano geo-politico e militare (si pensi solo alla questione palestinese: molti palestinesi, come – guarda un po’ – molti siriani e libanesi sono cristiani), presenta al mondo credulone un’immagine dell’Islam che, invece di storicizzarlo mettendone in luce pregi culturali e nondimeno incompatibilità assoluta con Dio (il Dio vero, che non è quello dell’Islam MA NEPPURE quello di Usraele – un dio da deisti, al massimo -), tenta – riuscendoci, sinora – di presentarlo come reazionario (anti-femminista!) e di farci schierare contra eum (anzi, contra eos, le disgraziate popolazioni bombardate dai missili ‘intelligenti’) con gli yankees mentre occorrerebbe riassumere il criterio religioso cattolico (non teocon!) in guisa di differenza inalterabile (e, come è chiaro anche in questi terribili giorni di massacri, ineludibile). La miserabile accusa di terrorismo spietato rivolta a truppe irregolari che in realtà sono state finanziate e addestrate dagli stessi americani si ritorce contro chi la formula. Né ciò impedisce che il terrorismo esista, anche mostruosamente distruttivo: ma non si guarda mai nella direzione giusta per individuarne i veri colpevoli.

Si badi, però: tutto questo non toglie affatto che ogni musulmano viva e – spessissimo – combatta in nome di Allah, un idolo perverso, soggettivamente e oggettivamente inimicus di NSGC. La “guerra santa” contro il cristianesimo è cifra della religione musulmana. Questo è fuori discussione, e in tal senso noi siamo ‘nemici’ irriducibili (senza se e senza ma) dell’Islam. Insomma, è ovvio che a nessuno di noi cattolici integrali piacciano le moschee, le bestemmie musulmane, il terrorismo che del resto è in massima parte creato ad hoc – lo si anticipava – dall’Amministrazione americana onde giustificare bombardamenti e stragi di civili (almeno dall’11 settembre), e che non ci piace l’invasione della olim ‘nostra’ Europa da parte di orde di miserabili che in buona misura vengono qui per delinquere etc. etc. (ma il discorso su questo piano diverrebbe naturalmente più complesso). Nondimeno mai dobbiamo scordare che:

   a) l’immagine dell’islamico brutto e cattivo – per quanto spesso corrisponda nei fatti al vero – non è di nostro conio ma degli americani che la sfruttano nella loro perversa opera di conquista del mondo;
b) il nostro insanabile contrasto con l’Islam esiste eccome, e si basa su NSGC, dacché solo la conversione può, uti singulus, portare alla salvezza un musulmano.

Come s’è sempre detto stando dalla parte giusta (che è quella di Gesù): né con Maometto, né con Mammona (entrambi nemici, in qualunque declinazione siano presenti), ma con NSGC.

Una Risposta

  • Se confrontiamo il pensiero liberal-puritano con quello arabo-aristotelico, dobbiamo necessariamente riconoscere la superiorità del secondo. La filosofia di Milton e Cromwell conduce ad una reale, eterna ‘perdita del paradiso’ che, invece, si intravede ancora seguendo la via tracciata da Avicenna e Averroè.
    Quest’ultimi, come i primi, sono però incapaci di raggiungerlo, perchè si rifiutano di incamminarsi lungo il sentiero religioso. E l’unica autentica, vera religione è quella Santa, Cattolica, Apostolica e Romana.
    Dunque … ben detto, “[…] né con Maometto, né con Mammona” !

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