La Danimarca introduce nuovi rivoluzionari diritti transgender

 

Segnalazione di Corrispondenza Romana

 

TRANSGENDERLo scorso mercoledì 11 giugno la Danimarca è diventato il primo paese europeo a consentire alle persone che soffrono di disturbi di genere di cambiare legalmente il proprio sesso sui documenti anagrafici senza doversi sottoporre a cure mediche e psicologiche. Fino ad oggi, infatti, per cambiare il proprio sesso di nascita da maschio a femmina era necessario essersi sottoposti ad un intervento chirurgico di cambiamento di sesso.

 

La legge appena approvata dal Parlamento danese, in vigore dal prossimo 1 settembre, permetterà a tutti i cittadini, che abbiano compiuto almeno 18 anni, di cambiare il proprio sesso “sulla carta” in maniera del tutto personale e immediata.

Per ottenere il via libera dal governo basterà, infatti, semplicemente dichiarare il proprio desiderio di “appartenere all’altro sesso” e aver maturato, si fa per dire, tale decisione dopo un “periodo di riflessione”di appena sei mesi.

Sarah Baagøe Petersen, vice presidente della Lambda, un gruppo LGBT danese, ha accolto con scontato entusiasmo la nuova norma, dichiarando: «Siamo molto contenti che la legge in materia di riconoscimento giuridico dell’identità di genere sia stata aggiornata. (…) Il fatto che le persone transgender possono liberamente richiedere il cambio del loro genere – legalmente – senza chirurgia o una valutazione psicologica è un grande passo nella giusta direzione. L’intera comunità LGBT accoglie con favore questo cambiamento».

La Danimarca, con questa nuova legge, segue il modello dell’Argentina che, nel 2012 con il suo presidente Cristina Fernández de Kirchner, ha firmato quella che è considerata la legge più progressista del mondo in materia di diritti transgender che permette alle persone del paese sudamericano di cambiare legalmente il proprio genere sui documenti ufficiali senza alcun intervento chirurgico e diagnosi medica. Anche l’Uruguay ha adottato una legislazione simile.

Paulo Corte-Real, copresidente di “ILGA-Europe”, si auspica che tale disposizione divenga un modello per tutti gli alti stati europei: «Siamo molto contenti di vedere il modello argentino per il riconoscimento giuridico di genere introdotti oggi in Europa dalla Danimarca. (…)Ora il parametro di riferimento è alto e noi incoraggiamo gli altri paesi europei a seguire l’esempio e di eliminare i requisiti inutili, umilianti e degradanti che ostacolano le persone in tutta Europa nel godere a pieno la vita nel proprio genere preferito».

La rivoluzionaria norma introdotta dal governo danese, in nome del supremo e arbitrario diritto alla piena e libera affermazione dell’individuo, contro il buon senso e la ragione, chiude le porte ai medici e agli psicologi lasciando le persone affette da “disforia di genere” in balia delle proprie volubili e patologiche percezioni. (L.G.)

 

2 Risposte

  • La “disforia di genere” è ad evidenza l’anticamera del “suicidio felice”, veloce, privio di adeguata (!!!) riflessione preliminare (!!!), più ‘sottile’ della new age e nero come l’inferno che attende questa massa di disgraziati e i loro padroni/servi.
    Sì, ancora una volta gli Adelphi della dissoluzione.
    La realtà tragicamente immane del mostro che vola sulle nostre labili teste è dimostrata efficacemente, e sia pure per exemplum, dalle magliette raffiguranti l’ “interemptor sui ridens”, il suicida allegro, caso già illustrato a suo tempo in questa sede. Un ordinamento giuridico e legislativo che legittima il peccato più torbido non deve far dimenticare che di fronte a Dio e di fronte all’uomo qullo stato, quel parlamento, quel governo, quei tribunali, quelle magistrature, non solo non meritano più alcun rispetto ma ma vanno combattuti, in nome di Dio. Come nel caso dell’aborto. La forze della cd. “legge” negli ordinamenti cdd. democratici veicola la morte come diritto, e tra non molto – Dio non voglia ma ormai ci siamo – come dovere morale nei confronti di altri giudicati non degni di vivere: e noi stessi perché dovremmo essere esclusi da tale diritto, e se è un diritto perché non permetterci – ad ogni livello – di usufruirne anche “per gioco”, “per scherzo”, “per trasgressione”, “per un momento”?… Sono pazzo, dite? Io? ma qualcuno si documenta sui fogli giovanili, soprattutto quelli pop di tutte le latitudini geografiche e culturali? La maglietta succitata non insegna nulla? Riflettiamo.

  • La danimarca è all’altezza del mare, se il Buon Dio facesse piovere un pò di più..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *