L’EDITORIALE DEL VENERDI

 

di Arai Daniele

 

Sacro Cuore trafittoCome celebrare la Festa del Sacro Cuore se non in comunione con tutti i cattolici che soddisfano il mandato di penitenza invocato dalla Passione del Cuore adorabile di Gesù insieme al Cuore Immacolato di Maria? Esso prevede la partecipazione dei fedeli nella Sua “sofferenza divina” per la salvezza della moltitudine di anime. In realtà, molte sono quelle che cadono nell’inferno perché non ci sono abbastanza preghiere e sacrifici perché si ricordi la santa Passione, quella che sola può condurci al vero amore che sbarazza le anime dal loro peso carnale e illumina in alto il loro destino eterno.

 


Fatima è una chiamata estrema a questa coscienza in vista della salvezza nella vera Fede, Speranza e Carità; virtù derivate dall’amore alla Verità, che solo può renderci liberi per meritarci lo sguardo benedicente del Creatore: ragione stessa della nostra esistenza.
L’appello di Fatima è quindi evangelico e universale; quello sempre più dimenticato nel mondo; quello che chiama i figli della Chiesa e tutta la società umana in pericolo, alla conversione. E quanto non si fa, consapevoli della sua grave necessità, potremmo dover farlo troppo tardi, mentre già suona l’ora della punizione che sarà su tutti nella terribile ora della resa dei conti, ma sempre per aiutare molti a salvarsi. Così è stato nelle guerre e rivoluzioni passate; così tornerà a essere nell’ora del confronto estremo per la nostra generazione! Sì, perché tutte le guerre e rivoluzioni riguardano la Religione: o siamo con Gesù Cristo o contro Gesù Cristo e la Sua santa Chiesa!

Come si può predicare sinceramente, però, contro il disordine nella famiglia e nella società, contro l’estromissione di Gesù Cristo nelle amministrazioni di giustizia e di governo, dove si decide sulla guerra o la pace delle nazioni, delle famiglie, delle scuole, delle università, se si fa prevale in tutto un diritto, un’economia, un falso «amore» di patria e del prossimo, tutto senza Dio? Come combattere l’aborto e tutto ciò che attenta all’ordine naturale senza la verità del Regno universale di Gesù Cristo?

Nel «nuovo ordine mondiale», aspirato dai conciliari, questa lotta è diventata quasi impossibile. L’assenza del vero Papa cattolico a Roma è quello che va testimoniato a tempo e contro tempo, anche dai tetti; è parte della nostra attuale penitenza nella carità di fronte agli effetti nefasti del Vaticano 2º e degli imbrogli diabolici dei loro profeti.
Altrimenti come si può aspirare al Regno di Dio, cioè, a ciò che è celeste, rinunciando ad ogni altro regno terreno, corruttore e modernista? Questi oggi vanno oltre il comunismo e dominano in modo surrettizio nel mondo in cui la barriera al grande apostasia, messa da Cristo nel Papato, fu demolita dalla liberalità «religiosa» del maledetto Vaticano 2º.
Dio non voglia che la nostra penitenza attraverso quest’ardua testimonianza si macchi della falsità che colpisce la ragione stessa dell’istituzione nel mondo della Chiesa di Gesù Cristo: della perfidia del peccato originale, redento dal Signore.
Gesù ha ricordato alla Veggente di Fatima che il suo giogo è leggero e soave nel culto al suo Cuore divino, che vuole accompagnato dal culto al Cuore Immacolato di Maria, entrambi feriti dalle spine dell’infedeltà e delle infide contraddizioni perfino negli ultimi bastioni della Tradizione. Eppure, nella partecipazione devota alla Passione divina, prestiamo il dovuto onore alla Chiesa e operiamo per la nostra salvezza e per quella del prossimo.

La «fortezza» della Fede cattolica è il Santo Sacrificio della Messa

«L’abominio della desolazione» degli ultimi tempi, predetto dal Profeta Daniele, si manifesta in modo tremendamente subdolo riguardo a quanto è più centrale e essenziale per la Fede: il Santo Sacrificio di Nostro Signore. Quei pochi che lo sanno non possono tacere; il crollo, così come la possibile restaurazione della Religione cattolica nel mondo, può solo accadere riguardo al Sacrificio divino. È certezza della nostra Fede che non cambia; è la Fede in Gesù Cristo Redentore, heri hodie et semper.

In cosa consiste tale subdola abominazione riguardante il Santo Sacrificio del Signore? Si tratta dell’alienazione della centralità del Culto divino a favore di un culto umano; la nova centralità posta nel culto dell’uomo, arbitro della propria religione; ecco la libertà religiosa secondo la «dignitatis humanae». E la base di ciò è oggi il culto dei pastori idoli, perfino canonizzati per aver esibito la perfida umiltà d’innovatori che operarono la vasta apertura e «aggiornamento» della Chiesa di Dio al mondo, decidendo che questa dovrebbe onorarli proprio nel Sacrificio della Messa, magari celebrando «una cum» della nuova messa da loro rimaneggiata!

Si dica allora, una volta per tutte, che si può e si deve riconosce la vera natura del culto della santa Messa dai suoi frutti. Quelli del Santo Sacrificio della Messa tradizionale sono frutti di santità per la contenzione divina di disgrazie terrene ed errori umani.

E ciò per venti secoli di umane follie. Quelli della nuova messa di Paolo 6º, intenta a rimaneggiare in senso umano, protestante ed ecumenista la sacralità della Chiesa di Dio, ha solo frutti, a breve e a lungo termine, di squallore e di apostasia.

E l’albero si giudica dai frutti che produce, non casualmente, ma regolarmente.

Oggi vecchi conventi, a causa della macroscopica mancanza di vocazioni, sono adibiti ad altro uso. A Milano vi è addirittura uno che serve a evocare i nuovi tempi col suo nuovo nome: «Abbadesse Folie». E il 7 giugno scorso vi è stata inaugurata la prima celebrazione mondana, secondo il «Giornale»: «per un tuffo nelle vibranti corde della trasgressione». “Protagonista, il «burlesque», che, per chi non lo sapesse, consiste nell’ammirare una ballerina seminuda intenta a compiere sinuose evoluzioni all’interno di una vasca trasparente e piena d’acqua in forma di coppa di spumante. Uno, religiosamente sensibile, potrebbe dire: ma proprio in un antico convento? Il punto è che sono tremila i religiosi che, ogni anno, abbandonano l’abito. Così, sono ormai legione gli edifici (a volte enormi, perché pensati, illo tempore, per centinaia di vocazioni) che languono in attesa di riqualificazione… ambienti un tempo echeggianti cori gregoriani adesso risuonano dei trilli di Madame Satine…. Specchio dei nostri tempi: dai Salmi al Burlesque” (Antidoti di Rino Cammilleri).

Tale prova per il NOM ha ormai superato due generazioni di effetti nefasti per la Fede, volendo ignorare che la Santa Messa Cattolica si è confermata benedetta da Dio con i suoi fecondi e perenni frutti di salvezza, attraverso i Sacramenti di conversioni e tante conversioni. Era, quindi, certamente la Messa voluta e benedetta da Dio.

Che cosa ha prodotto, invece, la nuova messa conciliare se non frutti d’indifferenza, di dubbi, di ribellioni e di profanazioni, e infine, della grande apostasia che trafigge il Sacro Cuore di Gesù? Potrebbe tale scempio essere benedetto da Dio? Più ancora, potrebbero i suoi autori e promotori essere chiamati a rappresentare l’Autorità di Dio nella Chiesa di Gesù Cristo? Solo se Lui, il Salvatore, non ne fosse più il vero Capo e non volesse più la salvezza degli uomini; falsità questa che è ancora riprova della falsità di una chiesa conciliare capace di voler impiantare nel Cuore della Chiesa di Dio le idee moderniste sui «bisogni» del mondo, senza tener conto del volere e delle benedizione divine al solo Culto approvato da Dio.

Chi legge il Levitico può rimanere sorpreso dei particolari stabiliti per il Culto antico. Per noi oggi vuol solo significare Chi stabilisce tutto nel Culto della Chiesa di Dio. RiconoscerLo, ecco la preoccupazione cristiana dei figli di santa Madre Chiesa.

 

Quando qui a Fatima abbiamo allestito una cappella per la Santa Messa di sempre, l’abbiamo annunciata in più lingue come rifugio per i Sacerdoti che volessero celebrare nel villaggio scelto dalla Madonna il Santo Sacrificio nello stesso Rito del tempo delle apparizioni. Di queste si vedono i doni di santità e salvezza, riconosciuti da tutta la Chiesa. Quale miglior segno del sicuro beneplacito divino? E quale peggior intenzione di quella che a questo dono inestimabile volesse sovrapporre un proprio «aggiornamento» clericale? Ebbene, ciò hanno fatto i conciliari con il rito, i sacramenti e le vocazioni cattoliche, di modo a accordarsi al mondo che, attraverso questi giuda, pensa di poter abbattere l’Opera nata dal Divino Cuore di Gesù Cristo.

Ma il Signore fa sapere alla nostra generazione che, così come al Suo Sacrificio in Croce – alla nascita della Chiesa – vi era la Madre che condivideva in suo straziante dolore, ora vuole che al Culto del Suo Cuore Divino sia associato il Culto al Cuore Immacolato di Maria, definita Madre di Misericordia e Mediatrice d’ogni Grazia!

È Suor Lucia, la veggente di Fatima a confermare queste parole di spiegazione di Nostro Signore sulla richiesta di consacrazione per la conversione della Russia, che ha bisogno della presenza di un Papa cattolico che la comandi a tutti i vescovi del mondo: Perché voglio che tutta la Mia Chiesa riconosca questa consacrazione come il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e così estendere il Suo culto e porre a fianco della devozione al Mio Cuore Divino, la devozione a quel Cuore Immacolato.” (Documentos de Fátima, P. Antonio Maria Martins, S. J., Porto, 1976, p. 415 (in tre lingue, con approvazione ecclesiastica).

Così sappiamo che nel ricorso ai Sacri Cuori è la vera forza per la salvezza, anche della Russia e, attraverso la sua conversione alla vera Chiesa, delle nazioni di questo mondo scellerato! Ai cattolici spetta, però, la costante supplica al Signore affinché susciti il ritorno del Papa cattolico, fedele esecutore dei disegni divini per il nostro tempo.