di Matteo Castagna

SALVINI LE PENIn campagna elettorale dicevamo, con la cognizione di causa di chi conosce personalmente il modo di fare e le reali intenzioni di certi politicanti, che sarebbe stato un grave errore fidarsi della Lega Nord. Spiegavamo che l’assenza (o l’estromissione forzosa tramite i consueti artifici della casta?) della “destra radicale”, quella realmente anti-euro, antiatlantista, antimondialista, quella del “sangue contro l’oro”, quella della sovranità nazionale e monetaria, non avrebbe giustificato il voto a chi ne ha scopiazzato il programma e occupato l’area politica per intercettarne le preferenze.

Perché sapevamo che costoro avrebbero fatto tutto, solo ed esclusivamente, per ottenere seggi (con i conseguenti lauti stipendi e privilegi) attraverso la mera propaganda inconcludente che ne ha caratterizzato anche l’attività in italia. La stessa Grande Finanza europea dichiarò che non avrebbe avuto nulla da temere da Le Pen o dalla Lega, perché chi starnazza per prender voti, facendo parte del Sistema, non viene temuto da nessuno. Molti amici, conoscenti e simpatizzanti ci ascoltarono, contribuendo a quell’enorme percentuale d’astenuti, che, di fatto, delegittima il Parlamento europeo. La dimostrazione di quanto sostenevamo non è tardata. E’ andato a vuoto il tentativo di creare in europarlamento un’alleanza della “destra euroscettica”. Marine Le Pen non è riuscita (o non ha voluto?) a trovare europarlamentari di sette stati diversi, come previsto dal regolamento.

Non sono bastati i 23 eletti per il Front National francese, i 5 della Lega, i 4 del Pvv olandese di Geert Wilders, i 5 del Fpo austriaco ed i belgi di Vlaams Belang.
Sono solo cinque Paesi, ne sarebbero serviti altri due. Ci informa il sito Quelsi che “un polacco del Knp avrebbe rappresentato il sesto”, ma, guarda caso, “non è stato trovato il settimo: l’ultimo assalto ad un europarlamentare bulgaro è fallito” nel fine settimana scorso (un’ altra fatalita?).

Scaduti i termini, gli esponenti lepenisti, leghisti, Pvv, Fpo inizieranno la legislatura come l’ “armata Brancaleone” dei non iscritti. Cosa che significa contare meno di nulla. Come dice sempre il sito Quelsi: “esclusi dalla distribuzione delle cariche, niente soldi per l’attività politica, tempo di parola limitatissimo, necessità di 40 controfirme anche semplicemente per presentare un emendamento”.

Tra i non iscritti ci saranno pure i greci di Alba Dorata, gli ungheresi di Jobbik e il tedesco dell’NPD, che l’alleanza Le Pen-Salvini non ha voluto nel gruppo (terza enorme fatalità?) mentre Nigel Farage è riuscito a formare il suo eurogruppo, assieme al Movimento 5 Stelle, proprio dopo aver convinto una fuoriuscita dal Fn.

Quindi, cari elettori che ora siete delusi, eravate stati avvertiti e, non solo da noi. Ci chiedete dei commenti. Noi possiamo solo rispondere che avete perso tempo, che chi è causa del suo mal pianga se stesso e che questa ennesima lezione vi serva per la prossima volta.