Per una famiglia su 2 la Tasi è più cara dell’Imu

 

Segnalazione Quelsi

 

by Vittorio Argese

 

IMUPer una famiglia su due la Tasi sarà più salata della “vecchia” Imu. In particolare andrà a colpire in sette nuclei familiari su dieci quelli che vivono in case modeste e hanno figli. L’Anci si difende scaricando il barile sul governo. “Hanno fatto la scelta di non mantenere le detrazioni fisse. Con un taglio di risorse di 8,5 miliardi di euro tra 2011 e 2014 e i 9 miliardi di vincolo del patto di stabilità una maggiore pressione fiscale si è resa obbligatoria”. Aumenti in nome dei servizi indivisibili che garantiscono “illuminazione pubblica, sicurezza e anagrafe”. La Tasi dovrebbe finanziarli, ma nessuno degli otto maggiori comuni italiani ha ancora pubblicato un documento specifico al riguardo. È fissato per domani il limite ultimo per i comuni meno virtuosi nello stabilire l’aliquota della Tasi e comunicarla al ministero dell’Economia entro il 18 settembre. Alla data di oggi due comuni su 3 hanno stabilito le aliquote.
Chi non lo facesse entro domani costringerà i suoi cittadini a pagare un’unica tranche in 16 dicembre.

Basandosi sui dati pubblicati sul sito del Tesoro il Corriere della Sera calcola l’aliquota media della Tasi in 69 capoluoghi di provincia è del 2,46 per mille, vicinissima al tetto massimo stabilito al 2,5. Limite che in molti comuni viene aggirato con l’aggiunta prevista per legge dello 0,8 per finanziare le detrazioni. Una situazione che si è verificata in molti grandi capoluoghi come Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Torino, Venezia, Bari e Catania.

Aumenta la Tasi per le detrazioni, ma queste diminuiscono. Mentre per l’Imu un nucleo familiare poteva contare su una detrazione fissa di 200 euro cui si sommavano 50 euro per ogni figlio sotto i 26 anni adesso le detrazioni sono stabilite a discrezione del singolo comune. Nei casi fino ad ora presi in esame l’entità è sempre più bassa rispetto alla passata Imu.

Vittorio Argese | settembre 9, 2014 alle 7:22 pm | Etichette: ancifamigliaimutasi | Categorie:ItaliaPolitica ed Economia | URL: http://wp.me/p3RTK9-5o9

 

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