L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

 

OROLOGIAIQuando il tempo della Cristianità è alla fine, quello del buon governo delle nazioni è parimenti esaurito.

Ciò è quanto il cattolico attento alle parole del Signore (Lc 21, 24) capisce nella situazione presente, a causa del dominio di interessi alieni alla Fede, per esempio degli Ebrei, che presero Gerusalemme e non solo.

 

 

Un fatto incredibile appena un secolo fa, che deve avere valenza bibblica, anche se ottenuto dai mezzi militari più moderni a servizio di una nuova nazione di composizione etnica/religiosa indefinita. Inffati la maggioranza di origine kazara non è mai stato «popolo eletto».

Molti ebrei ortodossi sono duramente contro la potente nuova Israele per ragioni religiose; vedono in ciò una trasgressione ai disegni divini, per cui, tale trionfo sionista non porta gloria né bene a nessuno.

Per contro, il cattolicesimo nominale in atto, cioè la falsa rappresentanza del Vaticano conciliare, si manifesta davanti a questo fatto con piena concordanza in ogni occasione e con le ampie aperture che ocorrono dal tempo di Giovanni 23 e ora con Bergoglio in modo perfino sbragato. Non importa a loro le ingiustizie commesse dai sionisti per espellere arabi e anche cristiani da quelle terre, né i milioni di rifugiati e la guerra continua che ora distrugge Gaza.

Poiché tale «dominio» è una realtà di peso nell’equilibrio politico mondiale della terra, si deve riconoscere che l’ascesa ebrea impondo una sua “memoria”corrisponde direttamente alla decadenza cristiana e cattolica della propria memoria; quella del Verbo incarnato. Tutto mentre la nuova Roma vuole aggiornare sempre più tale Memoria secondo una fede «evoluta con la modernità» a una «cultura» religiosa invasata dal relativismo ecumenista delle direttive antireligiose prevalenti.

Sì perché il modernismo «cristiano» segue tale linea e nei nostri tempi accolse la «fiction» evoluzionista del famigerato Teilhard de Chardin, che proietta Cristo in un punto Omega nell’evoluzione storica!

Come rientra la storia attuale dell’ascesa ebrea/ decadenza cristiana di simile evoluzione?

È presto visto seguendo la cronaca: non si tratta affato di un bene, ma di un castigo pendente sul mondo.

Se il Signore lo permette, è per schiarire ogni memoria su quanto condannato dalla Chiesa ma ripreso nella perfida ambiguità dal Vaticano 2º che produce frutti sempre più velenosi e letali.

Di quale empia apertura si tratta in speciale?

Si tratta della «nuova idea» religiosa ecumenista da introdurre con la «Nostra aetate».

 L’«evoluzione storica» di senso ebraico entra in Vaticano

Oggi si sa che essa doveva essere l’idea ispiratrice del Vaticano 2º, come rivelato dai suoi artefici laici.

Per fare solo due nomi: lo scrittore Jean Guitton, amico di Paolo 6º e lo storico progressista Henri Fesquet. Quest’ultimo nel suo massiccio «Diario del Concilio» se la prende con astio con quei cattolici laici che alla vigilia della promungazione della «Nostra aetate» scrissero in unissono nelle loro pubblicazioni in varie lingue che si trattava di: «Una dichiarazione degna di un antipapa. » (ib., p. 967). Inoltre, un libello di 4 pagine ricevuto dai vescovi preceduto dal titolo: «Nessun Concilio e nessun Papa possono condannare Gesù, la Chiesa cattolica, apostolica e romana, i suoi pontefici (Il libello enumera 15 papi «antisemiti», da Nicola I (IX secolo) fino a Leone XIII) e i Concili più illustri. Ora la dichiarazione sugli ebrei comporta implicitamente una tale condanna, e, per questa eminente ragione deve essere respinta». Nel testo si leggono queste parole: «Gli ebrei desiderano ora spingere la Chiesa a condannarsi tacitamente e a mutar parere davanti a tutto il mondo. È evidente che solo un antipapa o un conciliabolo possono approvare una dichiarazione del genere. È quanto pensano con noi un numero crescente di cattolici sparsi nel mondo decisi a operare nel modo che si farà necessario per salvare la Chiesa da tale ignominia».

“Che firme vi sono in fondo al pamphlet? Trentun movimenti cattolici tra i quali per la Francia le riviste «Itinéraires, Nouvelles de chrétienté», la «Cité catholique» la cui rivista «Verbe» (che si chiama ora «Permanences»), è ben nota, l’«Action Fatima-la-Salette », e il « Movimento tradizionalista cattolico ».

Ecco il numero degli altri movimenti classificati per nazionalità: USA (3), Italia (3), Messico (3), Spagna (2), Argentina (2), Portogallo (2), Cile (2), Germania (1), Austria (1), Brasile (1), Ecuador (1), Venezuela (1), Giordania (1). La Francia – come si vede – con cinque movimenti, ha il triste privilegio di essere in testa [ma non è in nessun modo unica]. Aggiungiamo che è difficilissimo interpretare i voti negativi di cui abbiamo parlato sopra: 10 astensioni più 250 non placet.” [sorprendente è solo la sorpresa di Fesquet!].

Già nella Cabbala – interpretazione mistica e cosmologica e quindi dogmatica della Torah, predomina l’idea evoluzionista per cui dal poco del passato procede il molto del futuro, dalle rade “curiosità” della storia passata si procede verso il controllo dell’avvenire; idea per cui la memoria ha interesse solo strumentale, solo per il politicamente corretto dei poteri dominanti dell’evoluto “uomo nuovo”. Ecco le idee sussurrate da uno spirito anticristo, mirante a elevarsi sopra qualsiasi idea di Dio; idea che svilirà così quello che è sacro e oggetto di venerazione riducendo le anime a senti­menti religiosi decadenti e mondani.

In tal modo siamo arrivati oggi al contrario di un’evoluzione; siamo a capo di una tragica involuzione umana. A questo punto, il potere di giudizio affidato da Dio alla Sede delle Verità, a Pietro e successori, è preso dalla Sinagoga che giudica tutto e tutti. E la Rivoluzione finale si riveste del sommo inganno: il cristianesimo ecumenista che si scusa e si aggiorna a ogni ideologia e credenza per opera dei suoi nuovi «luminari» : dai fratelli maggiori della prima negazione ai neonati del giudeo-cristianesimo!

Le tre grandi «alienazioni umane» sono nelle Sacre Scritture

Una volta individuato nel linguaggio comune il senso del termine “alienazione” come quello che meglio descrive un costante e pervicace rifiuto della Verità nella storia del pensiero umano, si potranno distinguere le tre tappe decisive dell’alienazione riguardo al Verbo di Dio e alla Sua memoria. Proprio questo termine – alienazione- adoperato dalle idee rivoluzionarie contro il pensiero religioso, qui aiuta a decifrare l’intero corso storico della rivoluzione, cresciuta e moltiplicatasi per divenire la rivoluzione finale dell’Anticristo.

Dalla Prima, l’alienante ribellione originale, si è arrivati alle rivoluzioni moderne velate da infinite alienazioni d’aspetto religioso col divieto di cercare la verità nei campi minati dei poteri dominanti. Così, l’Olocausto è l’ultima religione per sostituire la Resurrezione come evento divino nella storia umana. Perciò, si rischia la prigione se lo si riduce, come fanno gli storici revisionisti in base ad investigazioni ritenute “sacrileghe”. Nei nostri giorni fu la stessa voce vaticana a confermarlo: “Chi nega il fatto della Shoah non sa nulla ne’ del mistero di Dio, ne’ della Croce di Cristo”. Lo afferma il portavoce vaticano, padre Lombardi, in nota trasmessa dalla Radio Vaticana. L’accostamento tra la Shoah e il mistero di Dio e della Croce rende “tanto piu’ grave”, per il portavoce papale, la negazione dell’Olocausto quando “viene dalla bocca di un sacerdote o di un vescovo, cioe’ di un ministro cristiano, sia unito o no con la Chiesa cattolica”. Ecco, un’alienazione della Memoria cristiana, divenuta obbligatoria a favore dell’evoluzione di un «potere storico»; conseguenza naturale del progresso del pensiero moderno – dalla Croce di Cristo alla Shoah – eco vaticano accordato, pur accenando alla Croce, all’ultimo ululato del modernismo dominante. 

Quando tale alienazione della Memoria cristiana raggiunge na Sede della Verità, non è doveroso per il Cattolico capire che si tratta dell’ora davvero cruciale per l’intera storia umana a causa della giustificazione di quanti rifiutaro il Verbo? Quest’ora non va descritta come causata dalla TERZA decisiva alienazioni in rapporto alla Parola di Dio; dopo la Prima fatale – l’originale – e la SECONDA, del Popolo eletto? Alla fine del tempo delle nazioni, questa “cristiana” non è prevista nel Vangelo come della grande apostasia?

Per superare la prima, originale, del Peccato di rifiuto della Sua Parola, Dio formò un popolo per preparare la venuta del Messia Redentore. Ma il Verbo divino incarnato fu rifiutato dagli Ebrei, che alienarono la propria elezione a favore dell’idea di un evoluto regno terreno, che oggi, pare a molti, giunse il porto.

Per superare questa seconda grande alienazione storica, Dio inviò il Suo Spirito a formare la Chiesa, in cui imprimesse la Sua stessa autorità, e il potere del «katéchon», per frenare la scalata continua degli inganni anticristi contrari al Verbo divino.

Quanto profetizzato per sempre su questa triplice alienazione che condiziona l’intera storia umana, fu affidato alla Memoria cattolica di quella santa apostolica Sede romana, oggi interamente alienata dalla sua missione di conversione. A questa Sede in speciale era legato, nel bene e nel male, il giudizio sulla salvezza delle anime nell’altra vita e dell’Ordine cristiano per raggiungerlo in questo mondo.

La profezia di Fatima sulla “liquidazione” della memoria cattolica

La memoria del potere conferito a Pietro è ordinata al soprannaturale rivelato, una memoria storica legata intimamente alla Religione stessa del Cristianesimo che è memoria della Parola e dei segni sacramentali per la sua preservazione, difesa e diffusione. Tutto derivato dalla memoria della Passione di Cristo, crocefisso, morto e risorto, per essere perseguitato fino alla fine dei tempi come Segno di contraddizione col mondo.

Per capire quel che succede nel presente, per cui ogni giudizio sul comportamento politico, sociale e religioso dei popoli e perfino di Roma è velatamente ripreso dalla Sinagoga, ricordiamo un fatto decisivo della Storia Sacra che è negli Atti degli Apostoli (4 e 12). Mentre Pietro e Giovanni facevano miracoli e parlavano al popolo sul potere del Nome del Messia risorto, “sopravvennero i sacerdoti, il comandante del tempio e i sadducei, non potendo tollerare che essi insegnassero al popolo e annunciassero in Gesù la risurrezione dai morti. Misero loro le mani addosso e li posero in prigione… Il giorno seguente i capi dei Giudei, gli anziani e gli scribi si riunirono in Gerusalemme, con il sommo sacerdote Anna, con Caifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano alle famiglie dei sommi sacerdoti. Fecero comparire gli apostoli e si misero a interrogarli: «In virtù di quale forza e in nome di chi voi avete fatto ciò?». Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, rispose loro: «Capi del popolo e anziani, noi oggi siamo interrogati in giudizio per aver fatto del bene a un povero malato! Ci si chiede in virtù di chi costui è stato risanato. Sappiatelo tutti voi e tutto il popolo d’Israele: è nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, che voi avete crocefisso, ma che Dio è risuscitato dai morti!” Essi, però, “intimarono loro di non pronunciare più alcuna parola, né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Vi pare giusto davanti a Dio ascoltare voi piuttosto che Dio?”

Era chiaro che l’autorità di Dio per fare miracoli e predicare non era più del Sinecrio, ma passata a Pietro.

Non solo, quando Pietro fu chiuso in prigione, “in mezzo a due soldati, legato con catene, mentre le sentinelle davanti alla porta facevano la guardia, l’angelo di Dio gli si avvicinò in una luce risplendette”… e lo liberò. Era chiaro che le chiavi del potere della giustizia divina erano tolte al Sinedrio e conferite alla Chiesa affidata a Pietro. Ciò è di fede per la Chiesa di Cristo Re e Giudice, e insegnato fino al tempo di Papa Pio XII, ma non più dalla Chiesa conciliare che si scusa e cerca il giudizio dei rabbini.

La reazione laica al Vaticano 2º che va ravvivata

Qui è indispensabile ricordare il caso di un manifesto della reazione laica alla svolta nella Chiesa, quando, alla fine del Vaticano 2º fu adottata la dichiarazione “Nostra aetate”, riguardante un’ignobile defezione a riguardo di altre credenze e degli Ebrei, che implica una vera inversione della dottrina e della missione cattolica. L’hò già ricordarlo seguendo, non le pubblicazioni della Tradizione, ma quanto riporta il voluminoso libro del suo nemico, il progressista Henri Fesquet nel suo “Diario del Concilio” (Tutto il Concilio giorno per giorno, 16 ottobre 1965, p. 966).

“Si deve dire che la dichiarazione, come è stata votata, ha salvato l’essenziale!” Sí, la restituzione della cattedra di giudizio al giudaismo!… “Il Vaticano II ha realizzato la volontà di Giovanni XXIII biasimando severamente «’antisemitismo» e la Chiesa ha riconosciuto implicitamente le sue colpe passate in tale materia, che sono pesanti, durevoli e numerose(!) La nuova mentalità ecunenica ha vinto i pregiudizi di un tempo. A questo riguardo, il voto di venerdì inaugura una pagina bianca nella storia dei rapporti tra Roma e gli Ebrei. Fino all’ultimo giorno gli antisemiti cattolici [l’accusa di sempre] si sono coalizzati per cercare di imbavagliare il Concilio. Abbiamo già segnalato il pamphlet italiano di Don Zaga. Un altro è di Léon de Poncins, che accusa i vescovi che hanno approvato il testo dell’anno scorso d’«incoscienza».”

Il “Mistero d’iniquità” aggiornato dal Vaticano 2º é messo in atto nel suo seguito multi decennale. Ricordiamoci che esso non ha per causa prima i nemici della Chiesa, ma l’abbandono delle sue difese, che sono nel retto pensiero e nella memoria dei cattolici. Già San Paolo insegnava: “prima del Mistero d’iniquità deve venire l’apostasia”. Abbiamo ricordato che durante il Vaticano 2º vi fu l’azione del Coetus Internationalis Patrum che riuniva centinaia di Cardinali e Vescovi di tutto il mondo per difendere la fede “alla luce della dottrina tradizionale della Chiesa e gli insegnamenti dei Sovrani Pontefici”. Queste iniziative ostacolarono l’avanzata dei liberali, ma fino a che punto? Può tale legittima e vitale reazione cattolica finire perché prelati e chierici si stancano d’essere classificati scismatici e proprio da quella disinformazione che rincara la dose di veleno contro la memoria della Chiesa?

C’è stata, quindi, una presa di posizione di fronte all’inganno di tipo evoluzionista e giudaizzante da parte di prelati come i vescovi Marcel Lefebvre e Antonio de Castro Mayer. Anche dei laici cattolici reagirono con alcune pubblicazioni e prese di posizione. Eppure, tale testimonianza sembra scemare sempre più nella reazione di difesa dell’onore verso l’autorità della Santa Madre Chiesa. Infatti, sospetandosi la presenza di un antipapa e di un conciliabolo, sospetti di deviare la vita cristiana dalla retta via, come accade da mezzo secolo, non si era forse un danno troppo grave per stare inermi senza disporre una difesa proporzionata? Mancavano forse alla Chiesa strumenti per impedire ai suoi demolitori di agire? No di certo, le leggi non mancano nella società perfetta che è la Chiesa; mancò il coraggio dei suoi figli davanti a degli «anticristi in Vaticano» presi per papi.

Così, la testimonianza del grave pericolo che correva la Chiesa e la Cristianità non ebbe seguito, ma causò la divisione e il crollo della testimonianza cattolica. Si crede di onorare il Papato onorando degli anticristi!

Negli anni che seguirono, divenne chiaro che tale libello d’accusa dello spirito “evoluzionista” del Vaticano rinunciatario della Fede era fondato ed evidente: solo la falsa autorità di un conciliabolo avrebbe potuto approvare dichiarazione secondo un piano ecumenistica profondamente antievangelico e anticattolico.

I redattori di quel manifesto mancarono, però, di non aver dato seguito all’accusa legittima e doverosa.

E i problemi riguardanti la fede non furono superati, ma aumentarono a tuttoggi. Anzi, ora dei cattolici probabilmente in beata buona fede seguono quanto dicono a sproposito i loro capi: che le religioni monoteiste hanno lo stesso Dio e possono accordarsi lasciando da parte le loro differenze. Non solo. ma che è giunta l’ora di varare una ‘ONU delle religioni» che vada oltre l’esistente «URI» (v. articolo).

Si accetta perfino la possibilità di una rivelazione abramitica, per cui, pur con tutte le dovute differenze, Dio è lo stesso nella fede di Ebrei, Cristiani e Mussulmani. La differenza sarebbe «solo» nella Santissima Trinità di Dio Uno e Trino, del Padre, del Figlio Gesù Cristo che si è incarnato e dello Spirito Santo?

E si lascia la «soluzione» alla «prudenza» degli esperti premi Nobel, come Perez e amici talmudisti!

Eppure Dio è Uno e Trino per tutti e per tutto; per il cattolico che crede nel Vangelo come per l’ateo che crede solo in se stesso; per l’ebreo del Talmud come per il mussulmano del Corano; per i mari come per l’universo; la Sua esistenza non dipende dalla fede di nessun uomo né dalla superbia di coglioni venerati. L’intelligenza umana può solo sfiorare quanto Dio rivela di Sé e della Sua volontà in Una sola Fede. Questa è la fede abramitica che ci è stata suscitata da Dio stesso, insegnando di non avere altri dèi davanti a Sé. Eppure, l’uomo da sempre pensa i suoi dèi con i suoi propri comandamenti. Dio rivela la Torah e l’uomo “pensa” il Talmud e la Cabbala. Dio si rivela in Gesù Cristo e l’uomo “pensa” i più variopinti demiurghi gnostici e perfino i santoni conciliari. Dio Si rivela Padre e Creatore e l’uomo si “pensa” fratello senza padri e creatore d’ideologie salvifiche. Insomma, l’uomo vuole “pensare” Dio alla pari, divenendo dio egli stesso col suo “cogito”, come è successo disgraziatamente a partire da Adamo ed Eva.

Siamo allo “spirito” che suscita l’evoluzione del “pensiero umano” nel senso di “creare” un nuovo dio. Questo è lo spirito della religione del progresso e della fraternità delle logge secondo l’“evolversi” verso tempi “adulti”; è la religione dell’uomo che si fa dio, cui è andato incontro con le braccia aperte Paolo 6º, per la sciagura di questa generazione. Ma dove è rimasto il giudizio e la memoria cattolica per cui non possiamo accettare tali aperture idolatriche e adulteri intrinsecamente perversi che seguirono il Vaticano 2º? Contraddizioni secondo la triplice tentazione dell’alienazione umana del Verbo di Dio che ora, nel tempo ormai scaduto delle nazioni raggiungono la loro estrema convergenza proprio a Roma, giustificando le parole di San Paolo riguardo al fatto che “tutti hanno peccato”? (Romani III, 23). A causa di una generale apostasia, che è alienazione della Memoria cattolica, per non dispiacere agli anticristi amici delle loge e sinagoga del mondo, un numeno infinito di «cristiani» vuol vedere la «bontà» dell’uomo decaduto, e per estensione ama ecumenisticamente le loro religioni, che sono la morte del Cristianesimo!

Una generazione che patirà sempre più in un futuro buio e crudele. Tutto fino a quando non vi sarà chi chiamerà le genti al gran ritorno di penitenza per la grande conversione alla Fede di Colui venuto nel Nome del Signore, l’Unico Salvatore, Benedetto nei secoli dei secoli! Fede e coraggio!