di Redazione www.agerecontra.it 

TOSI VS REPORTDalle indagini della Digos è emerso che i faccendieri BORSATO E GIACOBBO hanno  registrato RANUCCI per relazionare Tosi sulle notizie di cui era venuto in possesso Report nel corso dell’ inchiesta.

Come già riferito per primi, è stata archiviata la denuncia di Tosi nei confronti del coautore di Report Sigfrido Ranucci, per tentata diffamazione.

Il sindaco di Verona dopo aver fatto registrare clandestinamente l’inviato della Rai,  il 21 febbraio scorso aveva consegnato le registrazioni in procura e lo aveva accusato di costruire un dossier falso su di lui a fini politici.  Accuse rilevatesi infondate in base una dettagliata ricostruzione della Digos di Padova sullo svolgimento dei fatti.  Secondo il Tribunale di Padova, che ha accolto la richiesta di archiviazione del Pm Roberti, il giornalista di Report ha effettuato diligentemente il suo lavoro di ricerca e verifica delle notizie.

Dalla ricostruzione della Digos è anche emerso che le  registrazioni ordinate a  Borsato e Giacobbo avevano lo scopo di scoprire le informazioni che fino a quel momento erano in possesso del giornalista, anche quelle di natura giudiziaria,  per poi  relazionare il sindaco Flavio Tosi.  (documento DIGOS)

Il caso era scoppiato quando  Tosi, saputo che Report stava svolgendo un’inchiesta sulla sua amministrazione, aveva incaricato Sergio Borsato e il faccendiere Massimo Giacobbo (il cui nome è recentemente assunto alle cronache accusato di tentata estorsione nei confronti del patron della Diesel Renzo Rosso) di filmare e registrare clandestinamente Sigfrido Ranucci. Al centro delle vicende giudiziarie un filmino hard compromettente per Tosi, del quale il giornalista di Report si era messo alla ricerca legittimamente, secondo il Gip Margherita Brunello, al fine di verificare se fosse effettivamente un’arma di ricatto in mano di soggetti che volevano esercitare un ricatto o pressioni nei confronti di un amministratore pubblico.

Tosi aveva accusato Ranucci di voler utilizzare soldi Rai per acquistare il video hard. Soldi che non sono mai stati  utilizzati e che erano entrati nei discorsi solo per una finta trattativa tesa ad accertare l’esistenza del filmato.

Dell’esistenza del filmato compromettente su Tosi ha parlato, nel corso degli interrogatori, anche l’ex dirigente della Lega, responsabile per gli enti locali, Mauro Sicchiero, che alla Digos ha confermato e descritto alcuni fotogrammi in possesso nel 2010 proprio di Sergio Borsato. Secondo la ricostruzione di Sicchiero, proprio Borsato all’epoca stava cercando di offrire ai dirigenti vicini a Bossi materiale compromettente su Tosi, al fine di fermare l’ascesa politica dell’esponente della corrente della Lega facente riferimento a Maroni.  Circostanza confermata dal sindaco di Vittorio Veneto Giannantonio  Da Re.