Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

di Eloisa Moretti Clementi
I lavori per la costruzione dello scolmatore sul torrente Fereggiano e del terzo lotto della copertura del Bisagno sono incagliati da tre anni, eppure i dirigenti del Comune di Genova hanno ricevuto premi di risultato e persino una medaglia dalla presidenza della Repubblica per l’impegno nella prevenzione del rischio idrogeologico. 
Bonus ed emolumenti anche sostanziosi, pari al 10-15 per cento della retribuzione complessiva, previsti dal programma esecutivo di gestione che, ogni anno, fissa gli obiettivi per i dirigenti comunali. Laura Petacchi, dirigente dell’Area tecnica, ha ricevuto una retribuzione di risultato di 17.614 euro lordi per il suo impegno nel «monitoraggio dei cantieri» e nel «coordinamento dei processi connessi all’attuazione di opere infrastrutturali strategiche» e alla «messa in sicurezza del territorio».

GLI STIPENDI
Un premio che, all’indomani di un’alluvione che ha causato una vittima e danni stimati in 300 milioni tra pubblico e privato, suona come una beffa. Eppure non è un caso isolato: sono quattro i dirigenti di Palazzo Tursi che hanno ricevuto complessivamente oltre 40mila euro approvati nel bilancio 2013. Tra questi c’è anche Stefano Pinasco, imputato insieme ad altri funzionari nel processo per un’altra alluvione, quella che colpì il ponente genovese nel 2010.

Oggi Pinasco si occupa di manutenzione delle infrastrutture e del verde, con competenze specifiche sullo scolmatore del Bisagno. Il suo stipendio annuo è di 109 mila euro, ingrossato di oltre novemila euro di bonus grazie ai presunti risultati ottenuti. Lo stesso vale per Enrico Vincenzi, dirigente nel settore delle opere idrauliche, che ha beneficiato di un premio di 6 mila euro, nonostante tra i suoi compiti ci fosse quel «monitoraggio del territorio» che non è bastato né a prevenire né a contenere gli effetti dell’alluvione.

Infine, la dirigente più nota ai cittadini genovesi, in questi giorni presenza fissa nel centro operativo del Comune, all’interno del grattacielo chiamato “Matitone” da dove è stata coordinata l’emergenza: si chiama Monica Bocchiardo ed è dirigente del settore servizi territoriali della Protezione Civile. «Mitigazione del rischio per gli edifici ubicati nelle aree di maggior rischio idrogeologico. Sviluppo e promozione della conoscenza delle attività di Protezione civile»: questi i suoi obiettivi secondo il programma esecutivo di gestione. Risultati raggiunti, a quanto pare: la sua retribuzione di risultato è stata infatti di 7.171,74 (lordo annuo 93.886,75).

LE PROTESTE
Un’indecenza, per molti genovesi alluvionati e anche per l’opposizione in Consiglio comunale. Ieri il consigliere Enrico Musso, ex candidato sindaco sconfitto al ballottaggio da Marco Doria, ha pubblicato i dati sulla sua pagina Facebook, che è stata presa d’assalto da commentatori infuriati contro l’amministrazione. «Non provo nessun imbarazzo – ha replicato a Sky Tg24 la diretta interessata – Sono stata premiata per l’attività di informazione e di diffusione di una cultura di protezione civile nelle scuole, come prevedevano gli obiettivi».

La dirigente rivendica il lavoro svolto: «Io non posso conseguire un premio per fermare l’acqua con le mani. Abbiamo mitigato il rischio, lavorando insieme alle altre istituzioni, per raggiungere una maggiore sicurezza degli abitanti – ha aggiunto Monica Bocchiardo – Io devo salvare vite umane, purtroppo una è mancata ma, grazie al sistema che abbiamo messo in piedi, sono sicura che le famiglie possono stare più tranquille quando i bambini sono a scuola».

Lunedì 13 Ottobre 2014, 06:12 – Ultimo aggiornamento: 07:53