HALLOWEEN = Festa delle zucche (vuote…)

di Matteo Castagna

Si avvicina il 31 Ottobre, normalmente la Vigilia di Ognissanti, ma da qualche decennio anche in Italia divenuta per qualcuno la cosiddetta festa di Halloween, forma contratta dell’espressione inglese “All Hallows Eve” che significa proprio “Vigilia di Ognissanti” ma con significato reale ben diverso, come vedremo qui, grazie agli studi di valenti sacerdoti e non solo. Il Circolo Christus Rex manterrà la tradizione di sempre, invitando tutti alla recita di un Santo Rosario alla Madonna, Colei che schiaccia la testa del Serpente, affinché plachi l’ira di Dio di fronte a chi si metterà a “festeggiare” Satana. Meglio recitare le preghiere in famiglia o in gruppo e, anche se in luoghi differenti, alle 18.30, in unione d’intenti.

Il 31 Ottobre, infatti, è una data importante non soltanto nella “cultura” celtica, ma anche nel satanismo. È uno dei quattro sabba delle streghe. I primi tre segnavano il tempo per le stagioni “benefiche”: il risveglio della terra dopo l’inverno, il tempo della semina, il tempo della messe. Il quarto sabba marcava l’arrivo dell’inverno e la “sconfitta” del sole: freddo, fame e morte. 

La festa cattolica di Tutti i Santi non ha niente a che vedere con quella di Halloween. Fu instaurata da Papa Gregorio IV nell’840, e dal 1048 la sua celebrazione (originariamente in Maggio) fu spostata al 1 Novembre al fine di detronizzare il culto a Samhain. Una volta, dunque, le feste pagane venivano sostituite negli stessi giorni da feste cristiane; oggi si assiste al tentativo contrario: in coincidenza con le feste cristiane di Ognissanti e dei fedeli defunti, si cerca di diffondere nella cultura e nei costumi una festa pagana estranea e ostile al clima e al contesto di preghiera e di vera fede delle due feste cristiane.

Samhain era il Signore degli Inferi che, con l’arrivo dell’inverno, cancellava la potenza del dio sole, suo eterno rivale. Samhain venne così tradizionalmente identificato con il dio dei morti, o semplicemente con la luna, che spesso appare nell’iconografia di Halloween. Samhain è anche il nome gaelico del mese che corrispondeva suppergiù a novembre. Il giorno di Samhain segnava dunque l’inizio invernale della metà dell’anno, e fu chiamato per questo “il giorno in mezzo agli anni”. L’essere “in mezzo agli anni” veniva considerato un momento magico: le barriere tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti si assottigliavano tanto da permettere a questi ultimi di tornare sulla terra comunicare con i vivi. I Celti credevano che in questo giorno gli spiriti malvagi dei morti, ritornavano per creare confusione e caos fra i viventi. La festa doveva placare Samhain e gli spiriti dei defunti. All’inizio, in questa giornata, si onoravano tutti i morti, compresi i primi santi cristiani, ma con il passare del tempo, incredibilmente, questi spiriti assunsero un connotato diabolico e malvagio. Fu così che, durante le celebrazioni per Halloween, apparvero rappresentazioni di fantasmi, scheletri, simboli della morte, del diavolo e di altre creature maligne, come le streghe. Pipistrelli, gatti neri, luna piena, streghe, fantasmi hanno invece poco a che vedere con la iniziale e celtica vigilia di Samhain. Qualcuno li ha aggiunti abusivamente. Nella cerimonia celtica però era già presente un particolare che ha fatto da apripista all’inglobamento di simboli esoterici: i partecipanti dovevano vestirsi con pelli e teste d’animali, al fine di acquistare la forza dell’animale rappresentato e spaventare così gli spiriti malvagi che erano presenti.

Per venerare Samhain, la terribile divinità della notte, si praticavano in particolare due riti divinatori 1) l’immersione delle mele 2) la spellatura della mela. Il primo era una divinazione per un matrimonio: la prima persona che mordeva una mela si sarebbe sposata l’anno seguente. Invece sbucciare la mela era una divinazione sulla durata della vita: più lungo era il pezzo di mela sbucciato senza romperlo, più lunga sarebbe stata la vita di chi la sbucciava.
I quattro animali tipici di Halloween sono stati associati, a partire dal Medioevo, alle streghe, di cui si credeva che fossero servitori demoniaci, chiamati famigli. Quando le streghe cominciarono a essere collegate ad Halloween, anche i famigli ne divennero delle icone.
Pipistrello. Simbolo molto popolare di Halloween. Il pipistrello è connesso alla stregoneria e alla morte in molte culture diverse: questa associazione nasce dall’usanza di volare di notte e di dimorare in caverne e rovine. Il sangue di pipistrello è usato nella magia nera per preparare pozioni magiche.
Ragno. La superstizione vuole che il ragno sia portatore di cattive vibrazioni, capace di fare del male a uomini e animali anche solo con la vicinanza.
Gufo. Durante il Medioevo si credeva che nella notte di Halloween demoni in forma di gufi viaggiassero assieme alle streghe e ai loro gatti a bordo di manici di scopa per andare al Sabba delle Streghe.
Gatto. Infine, il gatto nero: quanti di voi tuttora fanno tre passi indietro quando un gatto nero taglia la strada? Per qualcuno, ancora oggi, i gatti neri sono creature sinistre portatrici di sfortuna. Ed è ancora una volta nell’epoca medievale che il gatto nero divenne simbolo del diavolo. I gatti neri vengono associati alle streghe per superstizione: si credeva infatti che le streghe potessero trasferire il loro spirito in un gatto, e per questo ne avevano sempre uno.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Halloween che ormai è entrata di diritto anche nelle nostre scuole dove viene attesa e festeggiata come un grande evento. Una ex strega ha confessato che Halloween non è nient’altro che una subdola iniziazione all’occulto. Infatti, quella notte le streghe compiono rituali e gettano maledizioni sui dolciumi prima della loro distribuzione per attrarre i giovani alla stregoneria e sollecitare l’interesse per l’occulto. Quindi questa pseudo-festa è solo uno dei tanti modi con cui si tenta di introdurre una mentalità esoterica nella nostra vita e nelle nostre tradizioni. Basti pensare a certe filastrocche imparate dai bambini che costituiscono vere e proprie evocazioni di spiriti maligni. Molti oggetti, poi, venduti per la festa di Halloween sono amuleti, talismani, manufatti usati nelle pratiche di stregoneria per siglare patti col diavolo affinché esaudisca i desideri degli uomini. Lo scopo principale di Halloween è la diffusione di una mentalità magico-demoniaca con cui si vuole sostituire la nostra cultura cristiana. Perfino la simbologia della festa di Halloween ha radici esoteriche. Anche le decorazioni dei costumi, utilizzati nella serata della festa, devono essere sfrontate per essere d’effetto. Arancione, nero e rosso – i colori del diavolo – sono quelli associati ad Halloween. Discoteche e pub poi organizzano feste ispirandosi al mondo dell’orrore e dei vampiri. Vari locali si presentano per il grande evento allestiti con tavoli a forma di bare, soffitti da cui pendono lunghe ragnatele, scheletri ovunque posizionati, bicchieri a forma di teschi, e i partecipanti completano l’atmosfera travestendosi rigorosamente da mostri o streghe, spesso con zucche sulla testa. La festa di Halloween si lega a un altro preoccupante fenomeno: la presenza di cartomanti e chiromanti nelle discoteche. Oltre a ballare, i ragazzi hanno così la possibilità di entrare in contatto con gli operatori dell’occulto e di farsi leggere i tarocchi in un angolo del locale. Fatto sta che Halloween col tempo è diventato anche un colossale business economico, tanto è vero che Telefono Blu stima in 120 milioni di euro la spesa per organizzare eventi pubblici e privati e un investimento di 150 milioni di euro per maschere ed abbigliamento. La Intesa consumatori (Adoc, Adusbef, Coda-cons e Federconsumatori) parla di un business di 260 milioni di euro. Ebbene, non resta che mettere al corrente un po’ tutti dei rischi di questa festa a cominciare dai docenti e dirigenti scolastici che hanno la grande possibilità di far capire ai loro alunni che la festa di Halloween non ha niente a che vedere con le nostre tradizioni. (Ultimo paragrafo tratto da “Luca Farnese, Il Settimanale di Padre Pio”)

 

Una Risposta

  • È facile cadere nell’errore di credere di poter giudicare chiunque altro. Ma non è così. Smettiamo di dire agli altri come dovrebbero vivere le loro vite e non guardiamoli come se fossero in “bianco o nero”. Il mondo va assaporato come qualcosa di sconosciuto e misterioso e ognuno decide di esplorarlo come meglio crede. Di ogni cosa esiste una via di mezzo, la tanto cara ” moderazione” che vi assicuro molti di noi sono capaci di esercitare. Chi sente di dare il suo “magico” tocco al mondo dovrebbe sentirsi malvagio?
    Perché non possiamo ammettere di essere tutti dei visitatori di passaggio che non ci hanno capito molto delle cose della vita o di qualsiasi altra cosa? Non potremmo limitarci a insegnare che ogni cosa può essere buona o cattiva e che in questo risiede la difficoltà della vita?

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