Il “Sinedrio”, non il Sinodo, della Morale Naturale e Cristiana

di Redazione
«Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare». Questa dura espressione del vangelo di San Marco (9,42), conosciuta anche da San Matteo e da San Luca, acquista una terribile attualità. È il primo anello di una catena di espressioni dure di giudizio da parte di Gesù Cristo: «Se la tua mano ti è motivo di scandalo…», «E se il tuo piede ti è motivo di scandalo…», «E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo…» (Mc 9,43-48). E solo un verbo fa seguito a ciò: “tagliare” e “gettare via”. Perché è meglio entrare in cielo mutilati che bruciare nel fuoco inestinguibile dell’inferno con il corpo intatto.
 

Veniamo ora alla “Relatio post disceptationem” del Relatore generale, Card. Péter Erdő, 13.10.2014, che è la relazione riassuntiva della prima settimana di lavori del sinodo e quella che orienta le sue conclusioni:

Punto 52 del Synod14 – 11a Congregazione generale: “Senza negare le problematiche morali connesse alle unioni omosessuali si prende atto che vi sono casi in cui il mutuo sostegno fino al sacrificio costituisce un appoggio prezioso per la vita dei partners. Inoltre, la Chiesa ha attenzione speciale verso i bambini che vivono con coppie dello stesso sesso, ribadendo che al primo posto vanno messi sempre le esigenze e i diritti dei piccoli. (MA IL PRIMO DIRITTO DEI BAMBINI NON E’ PIU’ QUELLO DI AVERE MAMMA E PAPA’ E DI NON “VIVERE CON COPPIE DELLO STESSO SESSO”????? n.d.r.)
Dice a ragione il Prof. Roberto De Mattei su Il Foglio del 15/10/2014: …”Non cadono solo due comandamenti, il sesto e il nono, che proibiscono pensieri ed atti impuri al di fuori del matrimonio, ma scompare l’idea di un oggettivo ordine naturale e divino riassunto dal Decalogo. Non esistono atti intrinsecamente illeciti, verità e valori morali per i quali si deve essere disposti a dare anche la vita (n. 51 e n. 94)…

COSA INSEGNA SAN PAOLO, L’APOSTOLO DELLE GENTI, IN TEMA DI SODOMIA:

“Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che si

addiceva al loro traviamento…..E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.” (Rm 1, 26/32)
“…Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio” (1 Cor.6,9/10)
“…La legge non è fatta per il giusto, ma per i non giusti e riottosi, per gli empi e di peccatori, per gli scellerati e i profani, per i parricidi e matricidi e omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti[1][1], per i ladri d’uomini, i bugiardi, gli spergiuri…”(1 Tm. 1,9)

IL SINODO (O IL “SINEDRIO DELLA MORALE CATTOLICA”):

«Le persone omosessuali hanno doti e qualità da offrire alla comunità cristiana: siamo in grado di accogliere queste persone, garantendo loro uno spazio di fraternità nelle nostre comunità? Spesso esse desiderano incontrare una Chiesa che sia casa accogliente per loro. Le nostre comunità sono in grado di esserlo accettando e valutando il loro orientamento sessuale, senza compromettere la dottrina cattolica su famiglia e matrimonio?». È questo l’interrogativo lanciato dal cardinale Péter Erdő durante la sua Relatio post disceptationem in occasione del Sinodo dei Vescovi.
A qualcuno tanto è bastato per parlare di apertura della Chiesa nei confronti dell’omosessualità, anche se il cardinale non ha mancato di rimarcare che così non è che che, se di cambiamento si tratta, bisognerà comunque attendere prima di poter tastare con mano qualcosa di concreto.
«La questione omosessuale -ha aggiunto il religioso- ci interpella in una seria riflessione su come elaborare cammini realistici di crescita affettiva e di maturità umana ed evangelica integrando la dimensione sessuale: si presenta quindi come un’importante sfida educativa. La Chiesa peraltro afferma che le unioni fra persone dello stesso sesso non possono essere equiparate al matrimonio fra uomo e donna. Non è nemmeno accettabile che si vogliano esercitare pressioni sull’atteggiamento dei pastori o che organismi internazionali condizionino aiuti finanziari all’introduzione di normative ispirate all’ideologia del gender».
Insomma, la Chiesa continuerà a spingere affinché l’istituto del matrimonio deve essere sia una prerogativa legata all’orientamento sessuale e non della condotta morale delle persone (in altre parole, andrà benissimo benedire l’unione fra un vecchio ereditario e una diciottenne, ma non l’amore fra due uomini o due donne che hanno percorso un’intera vita di aiuto reciproco).
L’uomo ha poi concluso: «Senza negare le problematiche morali connesse alle unioni omosessuali si prende atto che vi sono casi in cui il mutuo sostegno fino al sacrificio costituisce un appoggio prezioso per la vita dei partners. Inoltre, la Chiesa ha attenzione speciale verso i bambini che vivono con coppie dello stesso sesso, ribadendo che al primo posto vanno messi sempre le esigenze e i diritti dei piccoli».

Fonte: http://gayburg.blogspot.com/2014/10/sinodo-le-persone-omosessuali-hanno.html#ixzz3G6J8Xp00

Segnalazione di Gianni Toffali

Commento sulla Famiglia:

Vi inviterei a guardare questo video (almeno dal minuto 38 fino al  01,08 ):

https://www.youtube.com/watch?v=2pKpHSU_rjQ&index=40&list=PLU9h-3S-hfw8wIMfyTiIW1lBvXni5XvgW

RISO AMARO:

“Fedeltà coniugali post sinodali”:

“Cara, cosa hanno detto al telegiornale? Beh – risponde la mogliettina mentre si toglie il tacco 12 – che la Chiesa finalmente si modernizza. Vedrai arriveranno a benedire le seconde nozze. Ah – dice lui, mentre accende il tablet e si scaraventa sul divano – finalmente l’hanno capito che erano rimasti indietro di 200 anni…comunque stai tranquilla perché, per ora, io voglio bene solo a te. Sì, sì – risponde lei dalla cabina armadio – Anch’io, per ora, voglio bene solo a te”.

IN TUTTO QUESTO CONTESTO GIUBILANO I SITI E LE ASSOCIAZIONI OMOSESSUALISTI.

MENTRE, PER IL DISCUSSO PAOLO VI, SU CUI SECONDO DON LUIGI VILLA VI SAREBBERO PROVE DI OMOSESSUALITA’,  DOMENICA 19 OTTOBRE SI PREPARA LA “PSEUDO-BEATIFICAZIONE” (COMUNQUE, OVVIAMENTE, INVALIDA PERCHE’ PROMOSSA DA PASTORI DECADUTI DALL’ AUTORITA’)

2 Risposte

  • Il titolo di questo articolo è emblematico e già dice tutto, contenendo in sé già il giudizio su cosa stia avvenendo in queste ore a Roma come avvenne in altre particolari ore a Gerusalemme. Si è deciso di mettere a morte Cristo con la morte più infamante e si contattato il giudadi turno, colui che doveva venderlo e farlo arrestare con un bacio. Il bacio che sbandiera tenerezza e misericordia a destra e a manca mentre trafisce Cristo di cui è vicario. Ma se non esiste un dio cattolico, come ha precisato all’amico di merende Scalfari, si può sapere di chi è vicario? È come disse Gesù di giuda, il figlio della perdizione. Il dramma terribile è che giuda ha capito che aveva sparso sangue innocente e pur togliendosi la vita, non ne ha trascinati altri con sé, se non indirettamente. Mentre colui che sta, da sommo sacerdote del sinedrio romano, decidendo di nuovo della morte in croce del Giusto, sta, non solo impuccando se stesso, ma milioni di anime che si perdono e si perderanno con lui e dopo di lui. E lo scandalo maggiore è che nelle prime fila figurano tutti i suoi degni collaboratori cbe da temoo attendevano la morte del Cristo. Non so se li vedremo con gli occhi penzolanti con le viscere di fuori, ma dall’alto Quancuno li vede già, o almeno, vede com’è ridotto lo stato delle loro anime. Preghiamo per loro, per i nemici della fede perché si convertano. E se già alcuni sono nell’impenitenza finale, almeno non scandalizzino nessuno dei piccoli. O facciano meno danni possibili.

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