L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Lunedì pomeriggio, il site LifeSiteNews.com. ha intervistato il Cardinale Raymond Burke, rimosso dalla Segnatura Apostolica, la corte suprema del Vaticano, poco prima di quest’assemblea conciliare. Lui sapeva delle intenzioni di agevolare una nuova misericordia bergogliesca indipendente dalla Fede. Aveva, quindi, dichiarato quel che pensa di tale “sinodo democrático” per introdurre novità gradite al sentimentalismo mondano, ma contrarie alla Rivelazione. Ecco la causa del suo allontanamento.
Ora il Cardinale afferma: “Va sottolineato che ciascun vescovo ha una responsabilità precisa in materia. Talvolta invece accade che i singoli vescovi esitino nel fare qualcosa perché aspettano l’iniziativa delle conferenze episcopali nazionali”. E mette in guardia da tale tendenza burocratica alla “verità su commissione” nell’organizzazione della Chiesa.
Le dichiarazioni, ha proseguito il Cardinale, sono solo una parte di questo messaggio. “È ben altra cosa incoraggiare la gente a manifestare attivamente il loro desiderio che la legge morale sia rispettata”. Ha spiegato poi Burke che anche in una società “pluralistica” la legge morale è universale e perciò può e deve essere espressa nella legislazione.
Il Cardinale è noto nel mondo per essere una delle voci più forti all’interno della Curia Vaticana in difesa degli insegnamenti della Chiesa sulla sacralità della vita umana in tutti i suoi stadi. Il Cardinale ha spiegato che, tutto sommato, tra i cardinali “c’è preoccupazione” riguardo all’aborto. “Tuttavia, il modo pratico in cui essi credono che debba essere testimoniata la difesa della vita è tutto un altro discorso… Credo che in alcuni paesi vi sia una grande esitazione tra i prelati nel partecipare a manifestazioni pubbliche. Molti di loro lo vedono come un coinvolgimento in una sorta di attività politica, inadatta al ruolo di un ecclesiastico”. il problema dell’aborto – così come quello della diffusione dei mezzi di contraccezione – deve far parte delle priorità: “Mi sembra che il diritto alla vita costituisca la prima istanza di giustizia sociale”.
Riguardo a questo sinodo, sapendo che esso è “manipolato dagli organizzatori del Segretariato Generale”, Burke chiede che «il papa Francesco intervenga»! E dice: “I fedeli e i pastori guardano al Vicario di Cristo per la conferma nella fede e per le pratiche cattoliche relative al matrimonio, che è la prima cellula della vita della Chiesa.” E sul testo diffuso: “Il documento manca di solido fondamento nella Scrittura e nel Magistero. In un tema su cui la Chiesa ha un insegnamento molto ricco e chiaro, dà l’impressione di inventare un insegnamento totalmente nuovo sul matrimonio e la famiglia, che un Padre sinodale ha chiamato “rivoluzionario”. Esso invoca in modo ripetuto e confuso principi che non sono definiti, per esempio, la legge della gradualità”(!)
Il Cardinale afferma: “penso che soprattutto tra i più giovani vi sia grande interesse sulla questione. La gente ha compreso che la cultura sta andando in bancarotta e sta facendo del proprio meglio per far fronte alla situazione”… Certo, i laici devono fare la loro parte, una parte davvero importante in tutte le aree della vita pubblica nel dare testimonianza del Vangelo; ma essi dipendono dai preti e dai vescovi per avere insegnamento ed esempio su come affrontare la situazione. Hanno bisogno di una leadership, questo è il punto”.

La testimonianza di questo porporato, conosciuto inoltre per aver ordinato dei sacerdoti nel Rito Cattolico tradizionale, è a un tempo chiarificatrice e patetica. Chiede che «il papa» e confermi nella fede, sapendo che testo diffuso che“manca di fondamento nella Scrittura e nel Magistero» è proprio quello voluto dal suo «papa»; chiarisce, per esempio, quale sia la responsabilità di ogni vescovo cattolico, che le conferenze episcopali nazionali umiliano col loro sistema di comitati (soviet) e di commissioni, ma come vescovo è complice dei frutti della chiesa democratizzata dal Vaticano 2º.
Il risultato sono le “verità su commissione” ben ricordate, ma lasciando da parte la sua perfida matrice conciliare. Parimenti il Cardinale sente di dover ricordare l’ovvio, e cioè che la Legge morale non è “pluralistica” ma universale e così andrebbe inserita in ogni legge umana. Eppure, con il diritto alla «libertà religiosa» della «Dignitatis humanae» del V2, pure la morale diviene relativa alle kulture klash! Mentre l’anima della Società cristiana, la Chiesa, da molto è emarginata dal corpo sociale, in speciale per opera delle rivoluzioni americana e francese, oggi riverite dai «papi conciliari». E se “c’è preoccupazione” di molti preti riguardo all’aborto, “il modo pratico in cui essi credono che debba essere testimoniata la difesa della vita è tutto un altro discorso”…
Lo stesso si dica ora riguardo alle nuove «dottrine» e «principi» avanzati da questo sinodo per la nuova famiglia, che contraddicendo e censurando la Rivelazione, perfino il nuovo capo per le questioni di fede conciliare non sa come arginare. Sì, ma se piacciono a Bergoglio, che proprio in vista di esse ha convocato tale sinodo, che fare?
Marco Tosatti riferisce che “Il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard Müller, si è espresso contro la censura imposta agli interventi dei partecipanti al Sinodo. Secondo quanto riporta l’AP, il porporato tedesco ha detto a una delle televisioni cattoliche presenti in alcuni momenti dei lavori che “Tutti i cristiani hanno il diritto di essere informati sugli interventi dei loro vescovi. Attualmente invece l’informazione sul Sinodo è fornita dal Direttore della Sala Stampa, padre Federico Lombardi, coadiuvato da un sacerdote anglofono e da uno ispanofono. Nel briefing si offre un panorama generico della giornata, indicando i temi, ma non gli interventi in maniera citabile, né chi è autore degli interventi… Così, per esempio, un vescovo ha criticato duramente la proposta del card. Kasper di dare l’eucaristia ai divorziati risposati, affermando che si tratta di “Un rimedio peggiore della malattia”. Mentre un altro ha osservato che ci sono stati Papi anche prima del 2014, e che non si può dire che non fossero misericordiosi. Un altro ha osservato che oltre a dire sempre misericordia dobbiamo evangelizzare di più; ci si riferisce spesso alla formazione, ma la si disattende per paura di non essere capiti. Al che il card. Kasper ha ripetuto che sì, lui ha preso l’iniziativa, ma che prima aveva chiesto al «papa»… come si voleva dimostrare!
Voice of the Family: rapporto di un “tradimento”
“Kasper dovrebbe chiedere scusa per i commenti sprezzanti circa vescovi africani”. Infatti, uno di questi ha paragonato la proposta sinodale a un’approvazione della poligamia.
Catholic Pro-Family, una coalizione internazionale di 15 gruppi pro-famiglia respinge poi la relazione preliminare del Sinodo, definendolo “tradimento”, in una dichiarazione di lunedì mattina. Il suo portavoce britannico per la Famiglia, John Smeaton, ha detto che “coloro che stanno controllando il Sinodo hanno tradito i genitori cattolici. “La relazione preliminare del Sinodo è uno dei peggiori documenti ufficiali prodotti nella storia della Chiesa”. “Speriamo”, ha detto Smeaton, “il rapporto è preliminare a fini di discussione, piuttosto che una proposta definitiva.” Quanto inganno!
Qui basta ricordare che la dottrina della morale cattolica insegnata dalla Chiesa da sempre, chiama i fedeli alla prevenzione riguardo a quanto definisce buono o cattivo, lecito o illecito. Perciò di fronte alla tentazione umana in questione di sesso e in vista della famiglia cristiana, chiama all’esercizio della virtù, alla modestia, al pudore e al vero amore nel suo elemento spirituale. Perciò vuole la protezione della verginità e la difesa della donna, centro della famiglia, da bambina fino al matrimonio. Scritturale è poi la descrizione della «Donna forte», come cardine della società umana. Tutto il contrario del femminismo moderno; del diritto di abbracciare la vocazione militare e il mitra, per meglio ingannare una sua triste «realizzazione ugualitaria» come vuole la moda e i nemici dell’essere umano creato da Dio. Quale famiglia cristiana senza tornare ai principi cardini dettati dal Signore ma oggi raggirati dai Suoi stessi consacrati? Qui servirebbe rileggere il Profeta Malachia, che mette in sequenza le offese a Dio, a cominciare dal Culto del Sacrificio perpetuo, per poi arrivare al matrimonio:
«Le labbra del sacerdote custodiscano la scienza e l’insegnamento che si ricerca dalla sua bocca. Sì, egli è il messaggero del Signore degli eserciti. Voi invece deviate dal mio cammino e fate inciampare molti con l’insegnamento; avete infranto l’alleanza di Levi, dice il Signore degli eserciti. Io pure vi rendo spregevoli e ignobili davanti a tutto il popolo, perché non custodite le mie vie e non v’interessate dell’insegnamento. (Mal 2, 7-9) Anche quest’altra cosa fate: ricoprite di lacrime, di pianti e di lamenti l’altare del Signore, perché non si volge più alla vostra offerta né più la gradisce dalle vostre mani! E vi domandate: «Perché?». Perché il Signore è testimone tra te e la donna della tua giovinezza che tu perfidamente tradisci, benché ella sia tua consorte e la donna del tuo patto! E non ha egli fatto un essere solo, di carne in cui è spirito? E che cosa cerca quest’essere unico? Una posterità donata da Dio. Vegliate dunque sul vostro spirito e non tradire la donna della tua giovinezza. Io infatti odio il ripudio, dice il Signore, Dio d’Israele, e chi copre d’ingiustizia la sua veste, dice il Signore degli eserciti. Vegliate dunque sul vostro spirito e non tradite! Voi stancate il Signore con i vostri discorsi. Voi chiedete: «Perché lo stanchiamo?». Perché dite: «Chiunque fa il male è buono agli occhi del Signore; in essi si compiace!», oppure: «Dov’è Dio giudice?». (ib. 2, 10-17)
«Vi verrò incontro per il giudizio, e sarò un testimone pronto contro gli indovini, contro gli adulteri, contro quelli che giurano il falso, contro chi trattiene la mercede all’operaio, contro chi opprime vedova, orfano, forestiero, perché essi non mi temono, dice il Signore degli eserciti. Sì, io sono il Signore e non muto, e voi siete figli di Giacobbe e non cambiate. Dai giorni dei vostri padri vi allontanate dai miei precetti e non li osservate! (ib. 3, 5-7).
«Sono duri i vostri discorsi contro di me, dice il Signore degli eserciti. E voi domandate: «Che abbiamo detto contro di te?». Voi dite: «E’ vano servire Dio: che profitto c’è nell’osservare i suoi precetti, marciare in lutto davanti al Signore degli eserciti? Dobbiamo piuttosto proclamare beati gli arroganti: prosperano coloro che fanno il male, tentano Dio, eppure la scampano!». (ib. 13-15). Sì, ecco il giorno arriva, incandescente come una fornace. Tutti gli arroganti e tutti i malvagi saranno stoppia. Li incendierà il giorno che arriva, dice il Signore degli eserciti, cosicché non resti loro radice e germoglio. (ib. 19-20)
Si sa che il confessato «principio» dei novatori è la «gradualità»: due passi in avanti, uno in dietro! È così a Roma da più di mezzo secolo, mentre molti si dicono speranzosi che la trama possa cambiare mentre tale classe clericale resta al comando! Si vede che questi signori non imparano niente della storia del Vaticano 2º, di cui questo sinodo sotto Bergoglio, anche se non va interamente in porto, rappresenta il più sconcio e flagrante tentativo anti-dottrinale per giungere a una morale autonoma dalla Rivelazione. Tutto come piace al dannato mondo gnostico, ecumenista e illuminista odierno.
In questo senso, non posso che ripetere quanto detto qui dall’amico Professor Antonio Diano sulla morbosa tendenza a illudersi di vincere qualche scaramuccia nella guerra religiosa che vuole abbattere, in nome del «papa», la stessa Rivelazione divina.
«Si guardino i tatticisti, i deboli, i “conservatori” in genere dal ritenere che questo sinodo sia un diavolo a 4 teste contro il quale BISOGNA mobilitarsi perché ora “si sta esagerando”, faremmo proprio il gioco di Kasper e di Bergoglio che creano attorno a loro un coretto da oratorio di cardinali “oppositori [davvero?] al nuovo corso” per illudere i fedeli che qualcuno nelle curie possa (o voglia) essere in grado di fare da contraltare a quelle presunte “esagerazioni”; quindi basterebbe allinearsi con la “resistenza” a Bergoglio e già saremmo a buon punto. Questa visione – nel migliore dei casi – ingenua è diffusa in realtà onde un cavallo di Troia irenista e conservatore s’illuda di poter penetrare nei gangli del potere e modificarne le derive troppo progressiste. «NO!!! O si comprende bene che la lotta contro il sinodo (in sé doverosa, certamente) e per la famiglia è una delle tappe NORMALI ancorché irrinunciabili e qualificanti dell’opera di restaurazione cattolica e di ritorno alla Regalità di Cristo in cui consiste la buona battaglia, o coltiveremo l’illusione suicida che un “eccesso” di Bergoglio e di Kasper sia un’ “esagerazione” degli stessi conciliari che si possa rintuzzare meritevolmente, magari poi tirando un sospiro di sollievo se si porta a casa una più moderata soluzione “giuridica”, magari già pronta nei cassetti delle segreterie di Bergoglio e Kasper. Il serpente non si distrae mai, la nostra non è una battaglia che un giorno si combatte negli uffici e un altro in trincea, ma una guerra formidabile e sempre a tutto campo. Il demonio non è cattivo a ore, è furbo e coerente, così come i suoi sgherri.»

Abbiamo letto qui dichiarazioni di quanti si sono pronunciati contro il rapporto preliminare di tale sinodo, ma che non fanno la minima menzione delle origini, della causa della deviazione epocale costituita dalla rivoluzione conciliare, che ora continua e si amplia. Probabilmente il rapporto finale, in vista di un’opposizione consistente, sarà cauto e vergato con una trovata bergogliana del’ambigua senza contegno. E tutto rimarrà come prima, peggio di prima, fino al completo disfacimento conciliare.
Che Dio abbia pietà di questa generazione!