“Marò rilasciati in cambio di 18 trafficanti di droga indiani”

 

 

CHE DU MAROMagdi Cristiano Allam: “I due marò saranno rilasciati in cambio di 18 spacciatori di droga indiani!
Il generale Fernando Termentini, il più attento ed appassionato osservatore della vicenda dei nostri due marò, ha appena scritto nel suo blog: “Fonti di stampa ci dicono che per i marò si fa sempre più reale l’ipotesi dello scambio di prigionieri. Un negoziato silenzioso sviluppato per chiudere la vicenda attraverso un link diretto fra Palazzo Chigi e l’ufficio del primo ministro indiano, Narendra Modi. L’Italia potrebbe, infatti, in cambio di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, consegnare a Delhi 18 marinai indiani arrestati in flagranza di reato a bordo di una nave carica con 40 tonnellate di stupefacenti in navigazione nelle acque territoriali italiane”.
Fermo restando la soddisfazione per il ritorno definitivo in patria di due onesti servitori dello Stato, ci domandiamo se l’Italia sia ancora uno Stato di diritto o se invece si sia trasformata in un’associazione di stampo mafiosa che tratta da anni con la criminalità organizzata che lucra sulla tratta dei clandestini, che alimenta le proprie casse imponendo imposte sulle sigarette, l’alcol e la benzina, ed ora scopriamo accettando di barattare la vita dei nostri militari con quella di delinquenti comuni.”

L’articolo di Fernando Termentini:

Fonti di stampa ci dicono che per i marò si fa sempre più reale l’ipotesi dello scambio di prigionieri. Un negoziato silenzioso sviluppato per chiudere la vicenda attraverso un link diretto fra Palazzo Chigi e l’ufficio del primo ministro indiano, Narendra Modi. L’Italia potrebbe, infatti, in cambio di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone,  consegnare a Delhi 18 marinai indiani arrestati in flagranza di reato a bordo di una nave carica con 40 tonnellate di stupefacenti in navigazione nelle acque territoriali italiane.

 

Viene quindi abbandonata l’internazionalizzazione tramite arbitrato, anche se sbandierata dai Ministri responsabili della gestione della vicenda come   “tecnicamente” pronta, per dare spazio ad una diplomazia bilaterale segreta che di fatto, però, di diplomatico non ha nulla se la trattativa viene sviluppata per uno scambio di prigionieri secondo un accordo bilaterale sottoscritto fra India ed Italia nell’agosto del 2012.

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Una Risposta

  • Prigionieri politici non sono, e nemmeno di guerra.
    Non vedo perché trementina veda l’accusa di omicidio come tanto più onorevole che quella di narcotraffico.
    Comunque gli eroi del Cermis non si sono offesi per lo scambio con la Baraldini condannata per terrorismo

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