Netanyahu si rivolge all’Onu: Isis e Hamas sono due facce della stessa medaglia

Segnalazione Quelsi

by Simone Enea Ricco

NETANIAUIl 29 Settembre il Premier israeliano Netanyahu si è rivolto all’Assemblea delle Nazioni Unite con un lungo discorso allo scopo di chiarire quanto accaduto in palestina nei mesi passati.
Signore e Signori, il popolo d’Israele prega per la pace. Ma le nostre speranze e la speranza del mondo per la pace sono in pericolo” così inizia il discorso denso di preoccupazioni del Primo Ministro, accusato di mentire da parte dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina.
Netanyahu non comincia cercando giustificazioni, parla dell’Islam militante in rapida diffusione in ogni parte del mondo, definendolo “un cancro che attacca una particolare parte del corpo. Ma, se è lasciato incontrollato, il cancro si sviluppa, dà metastasi su aree sempre più vaste“.

L’argomentazione chiave dell’intero discorso risiede in questa semplice affermazione: Hamas come l’Isis, Boko Haram in Nigeria, Ash-Shabab in Somalia, Hezbollah in Libano, An-Nusrah in Siria, l’Esercito del Mahdi in Iraq, i rami di Al-Qaeda in Yemen, Libia, Filippine, India e altrove. Tutti i militanti islamisti hanno in comune il desiderio di porre l’Islam sul trono del mondo.
Netanyahu cita Khaled Meshaal, il leader di Hamas, e lo paragona a Abu Bakr al-Baghdad, califfo di ISIS, accomunando le affermazioni dei due terroristi a quelle del ministro degli Esteri iraniano Zarif.
Attacca il Primo Ministro iraniano Rouhani, reo di aver “versato lacrime di coccodrillo” nell’Assemblea dell’Onu, e richiede con forza la denuclearizzazione dell’Iran, perché in futuro per colpa delle politiche dell’ONU, tentato da un accordo che rimuova le sanzioni in cambio di un supporto contro l’Isis, rischieremmo che “lo stato più pericoloso al mondo nella regione più pericolosa del mondo, potrebbe realizzare facilmente le armi più pericolose del mondo”.
La scorsa settimana, molti dei paesi rappresentati qui hanno giustamente applaudito il presidente Obama per aver guidato lo sforzo di affrontare l’ISIS. – ha specificato il premier sottolineando il doppiopesismo delle Nazioni Unite – E ancora settimane prima, alcuni di questi stessi paesi, gli stessi paesi che oggi sostengono la lotta contro l’ISIS, si sono opposti a Israele per aver affrontato Hamas. Essi evidentemente non capiscono che ISIS e Hamas sono rami dello stesso albero velenoso“.

Il premier israeliano non ci sta a lasciare spazio all’Iran: “Una cosa è confrontarsi con militanti islamici in pick-up, armati di fucili Kalashnikov. Un’altra cosa affrontare militanti islamici armati con armi di distruzione di massa” sottolineando nuovamente la minaccia iraniana del nucleare con un paragone scottante “Signori, volete lasciare che l’ISIS arricchisca l’uranio?“.
Difende Israele, denunciando la campagna mediatica di terrore di Hamas che non permette la fuga dei civili prima dei bombardamenti, così da diffondere immagini strazianti: “Israele ha distribuito volantini, fatto telefonate, ha inviato messaggi di testo, ha fatto avvisi in arabo alla televisione palestinese, sempre per permettere di evacuare i civili palestinesi dalle aree che doveva colpire. Nessun altro paese e nessun altro esercito nella storia sono andati così in là per evitare vittime tra la popolazione civile dei loro nemici“.

Per finire, Netanyahu attacca Il Consiglio per i Diritti Umani che, indagando Israele piuttosto che Hamas per crimini di guerra, “ha tradito la sua nobile missione di proteggere gli innocenti” e “sta inviando così un messaggio chiaro ai terroristi ovunque: utilizzate i civili come scudi umani“.
Una linea dura, per rimarcare il diritto alla difesa di Israele e del mondo intero.
Dura sì, ma non errata, perché le similitudini dell’islamismo militante che sta terrorizzando il mondo citate da Netanyahu non si possono ignorare e spesso sono sotto gli occhi di tutti.
Il Middle East Media Research Institute (MEMRI) ha diffuso lo scorso 26 Settembre questo sconvolgente video, nel quale un bambino yemenita inneggia alla morte di Israele e dell’America.

http://www.memritv.org/embedded_player/index.php?clip_id=4519

Il discorso di Netanyahu è stato interamente tradotto in italiano dal professor Ugo Volle. La traduzione è disponibile sul sito Informazione Corretta

Simone Enea Ricco | ottobre 1, 2014 alle 12:05 pm | Etichette: discorso netanyahuhamas,islamisraelenetanyahuonu | Categorie: MondoPolitica ed Economia | URL:http://wp.me/p3RTK9-5×9

 

 

Una Risposta

  • Nenche io ci sto a lasciare tali fandonie in giro !
    Infatti e’ noto che la religione islamica in se’ e’ violenta ed e’ noto pure che gli Usa sono alle dipendenze politiche ed economiche da Israele tramite le lobbies ebraiche che negli Usa comandano.
    Ma che si faccia un discorso paragonando l’Isis all’Iran , non solo e’ ridicolo, ma e’ persino profondamente offensivo del modo di agire persiano da sempre.
    Non esiste terrorismo organizzato dall’Iran, bensi’ esiste terrorismo organizzato dall’Arabia saudita che ha colonizzato di moschee il Kossovo, che colonizza la Cecenia e che cerca di colonizzare alla sua religione ogni parte del mondo che puo’.
    Ma certo, Netanyhau non puo’ parlare dell’alleata degli Usa, come di loro, quindi deve prendersela con la nazione indipendente dalle lobbies economiche mondiali, poiche’ turba il nuovo ordine mondiale che stanno cercando di creare, chiesa ex-cattolica benedicente con i suoi pseudo-papi.

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