I due Francesco

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Segnalazione di Gianni Toffali

 

L’originale

 

Il santo coraggio della verità: quando il poverello d’Assisi sfidò il Sultano alla prova del fuoco

dalla Legenda Maior di san Bonaventura: 

SAN FRANCESCOA tredici anni dalla sua conversione, [Francesco] partì verso le regioni della Siria, affrontando coraggiosamente molti pericoli, alfine di potersi presentare al cospetto del Soldano di Babilonia.

Fra i cristiani e i saraceni era in corso una guerra implacabile: i due eserciti si trovavano accampati vicinissimi, l’uno di fronte all’altro, separati da una striscia di terra, che non si poteva attraversare senza pericolo di morte. Il Soldano aveva emanato un editto crudele: chiunque portasse la testa di un cristiano, avrebbe ricevuto il compenso di un bisante d’oro. Ma Francesco, l’intrepido soldato di Cristo, animato dalla speranza di poter realizzare presto il suo sogno, decise di tentare l’impresa, non atterrito dalla paura della morte, ma, anzi, desideroso di affrontarla.
Confortandosi nel Signore (1Sam 30,6), pregava fiducioso e ripeteva cantando quella parola del profeta: infatti anche se dovessi camminare in mezzo all’ombra di morte, non temerò alcun male, perché tu sei con me (Sal 22,4).

Partì, dunque, prendendo con sé un compagno, che si chiamava Illuminato ed era davvero illuminato e virtuoso.
Appena si furono avviati, incontrarono due pecorelle, il Santo si rallegrò e disse al compagno: «Abbi fiducia nel Signore (Sir 11,22), fratello, perché si sta realizzando in noi quella parola del Vangelo: “Ecco, vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”».

Avanzarono ancora e si imbatterono nelle sentinelle saracene, che, slanciandosi come lupi contro le pecore, catturarono i servi di Dio e, minacciandoli di morte, crudelmente e sprezzantemente li maltrattarono, li coprirono d’ingiurie e di percosse e li incatenarono. Finalmente, dopo averli malmenati in mille modi e calpestati, per disposizione della divina provvidenza, li portarono dal Sultano, come l’uomo di Dio voleva. Quel principe incominciò a indagare da chi, e a quale scopo e a quale titolo erano stati inviati e in che modo erano giunti fin là.
Francesco, il servo di Dio, con cuore intrepido rispose che egli era stato inviato non da uomini, ma da Dio Altissimo, per mostrare a lui e al suo popolo la via della salvezza e annunciare il Vangelo della verità.

E predicò al Soldano il Dio uno e trino e il Salvatore di tutti, Gesù Cristo, con tanto coraggio, con tanta forza e tanto fervore di spirito, da far vedere luminosamente che si stava realizzando con piena verità la promessa del Vangelo: «Io vi darò un linguaggio e una sapienza a cui nessuno dei vostri avversari potrà resistere o contraddire» (Lc 21,15).

Anche il Soldano, infatti, vedendo l’ammirevole fervore di spirito e la virtù dell’uomo di Dio, lo ascoltò volentieri e lo pregava vivamente di restare presso di lui. Ma il servo di Cristo, illuminato da un oracolo del cielo, gli disse: «Se, tu col tuo popolo, vuoi convertirti a Cristo, io resterò molto volentieri con voi. Se, invece, esiti ad abbandonare la legge di Maometto per la fede di Cristo, dà ordine di accendere un fuoco il più grande possibile: io, con i tuoi sacerdoti, entrerò nel fuoco e così, almeno, potrai conoscere quale fede, a ragion veduta, si deve ritenere più certa e più santa». Ma il Soldano, a lui: «Non credo che qualcuno dei miei sacerdoti abbia voglia di esporsi al fuoco o di affrontare la tortura per difendere la sua fede» (egli si era visto, infatti, scomparire immediatamente sotto gli occhi, uno dei suoi sacerdoti, famoso e d’età avanzata, appena udite le parole della sfida).

E il Santo a lui: «Se mi vuoi promettere, a nome tuo e a nome del tuo popolo, che passerete alla religione di Cristo, qualora io esca illeso dal fuoco, entrerò nel fuoco da solo. Se verrò bruciato, ciò venga imputato ai miei peccati; se, invece, la potenza divina mi farà uscire sano e salvo, riconoscerete Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio, come il vero Dio e signore, salvatore di tutti» (1Cor 1,24; Gv 17,3 e 4,42).

Ma il Soldano gli rispose che non osava accettare questa sfida, per timore di una sedizione popolare. Tuttavia gli offrì molti doni preziosi; ma l’uomo di Dio, avido non di cose mondane ma della salvezza delle anime, li disprezzò tutti come fango.

Vedendo quanto perfettamente il Santo disprezzasse le cose del mondo, il Soldano ne fu ammirato e concepì verso di lui devozione ancora maggiore. E, benché non volesse passare alla fede cristiana, o forse non osasse, pure pregò devotamente il servo di Cristo di accettare quei doni per distribuirli ai cristiani poveri e alle chiese, a salvezza dell’anima sua. Ma il Santo, poiché voleva restare libero dal peso del denaro e poiché non vedeva nell’animo del Soldano la radice della vera pietà, non volle assolutamente accondiscendere.

Vedendo, inoltre, che non faceva progressi nella conversione di quella gente e che non poteva realizzare il suo sogno, preammonito da una rivelazione divina, ritornò nei paesi cristiani.

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La brutta copia

IL LAICO CORAGGIO DELLA RELATIVISMO: QUANDO L’ECUMENICO CALO’ LE BRAGHE  ALL’ISLAM

ECUMENISMO APOSTATA 

 

 

 

 

 

 

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/preghiera-dellimam-allincontro-col-papa-allah-facci-battere-1039228.html

La preghiera dell’imam all’incontro col Papa: “Allah, facci battere gli infedeli”

Alla preghiera per la pace con Abu Mazen e Peres, un imam invoca la guerra santa leggendo davanti a Bergoglio la Sura II del Corano

Sergio Rame – Dom, 20/07/2014 – 13:09

“Tu  sei il nostro patrono, dacci la vittoria sui miscredenti”. L’imam sunnita palestinese scandisce la Sura II del Corano. (che per Bergoglio è “libro di pace” n.d.r.)

LA TRIADE

 

 

 

 

 

 

 

 

Non si trova in mosche, ma nei Giardini vaticani e, a qualche metro da lui, c’è anchepapa Francesco. È l’8 giugno, domenica di Pentecoste. In Vaticano, a pregare col Pontefice per la pace in Medioriente, ci sono Abu Mazen e Shimon Peres. Ma la Sura II pronunciata dall’imam non è stata concordata. Si tratta di uno strappo al protocollo che in molti hanno avvertito come un affronto.

L’incidente, riportato da Andrea Morigi su Libero, è stato a lungo tenuto sotto traccia. Il testo letto dall’imam sunnita palestinese non era quello concordato e i toni duri contro i miscredenti non sono certo in linea con lo spirito della giornata promossa da Bergoglio durante il viaggio in Terrasanta“Lì per lì – racconta Morigi – i dignitari delle tre religioni monoteiste non si scompongono. Quelli che conoscono l’arabo fanno finta di nulla, anche se le riprese filmate dell’evento li mostrano decisamente imbarazzati”. Papa Francesco, invece, non è in grado di cogliere l’entità dell’accaduto. A livello ufficiale lo strappo viene subito minimizzato: padre Bernd Hagenkord, gesuita responsabile delle trasmissioni in tedesco di Radio Vaticana, cerca di dare un’altra lettura alla Sura II del Corano. Peccato che il passaggio letto dall’imam venga immediatamente censurato proprio da Radio Vaticana.

A far scoppiare lo scandalo ci pensa Hamed Abdel-Samad, uno scrittore arabo-tedesco che traduce il versetto e lo pubblica in rete.

 

 

 

5 Risposte

  • Bergoglio: si inchina come un peccatore dianzi al primate anglicano, ai patriarchi ortodossi (ponendoli in evidente imbarazzo), a pastore luterane, abbracciandoli e chiedendone la benedizione, ma non si inginocchia davanti al SS.o sacramento, non abbraccia i cattolici tradizionalisti (quelli del clero li epura, bastonandoli sonoramente), con i quali non si sente in comunione. Questi ultimi, anzi, li addita ai non credenti, paragonandoli ai terroristi islamici, agli assassini dell’Isis…e questo è un papa ? un cattolico ? un cristiano ? No, NO, NO, cari fratelli nella fede in Gesù Cristo, unico e vero Salvatore del mondo, questi è un vero e proprio Attila della Chiesa di Cristo. Ma anche Attila fu fermato, prima che distruggesse la città santa, e proprio da un papa, coraggioso e incurante del pericolo. Chissà che non avvenga così anche stavolta; magari lo fermasse proprio il papa che ha rimpiazzato, colui che hanno costretto a farsi da parte per avere mano libera e portare a termine velocemente l’opera di demolizione della chiesa Cattolica.
    Ah, se il caro Ratzinger si arrabbiasse santamente, in un ultimo, coraggioso slancio di zelo per la Chiesa di Cristo (che non è proprietà privata di Begoglio e soci), potrebbe far piazza pulita in un colpo solo di cardinali, vescovi e sacerdoti modernisti (pardon, neomodernisti, o progressisti) e riportare la Chiesa al suo antico splendore, all’epoca dei papi preconciliari. Che bello sarebbe !
    Signore Gesù, Maria SS.ma, Madre della Chiesa e Madre nostra (immeritata) venite presto in nostro aiuto, affinché si possa veder realizzato questo grande sogno: la restituzione all’umanità della Vostra Chiesa, la vera Chiesa Cattolica

  • Caro Cattolico, se Bergoglio non fosse papa, allora neppure Ratzinger lo sarebbe: Ratzinger non è quel tradizionalista che molti credono, è soltanto più prudente e meno progressista di Bergoglio!
    Al C.V. 2 era fra i modernisti e poi divenne talmente “tradizionalista”…che finì pure lui ad Assisi!
    Avrebbe potuto rigettare il C.V.2, avrebbe potuto rimuovere i vescovi e i cardinali eretici (ma preferì promuoverli); è vero che difese i principi non negoziabili ma non cacciò nessun vescovo/cardinale che quei principi li calpestavano (se mi sbaglio sono gradite correzioni), si limitò a cacciare vescovi coinvolti nella pedofilia o in altri scandali che indispettivano il mondo: ma ne cacciò almeno uno per motivi puramente dottrinali?
    Persino Gallo, Ciotti, Farinella e De Capitani sotto il suo pontificato hanno fatto quel che hanno voluto.
    Non reagì neppure quando alcuni eretici vescovi e cardinali tedeschi fecero la loro sacrilega (e ovviamente invalida) apertura alla pillola del giorno dopo!
    Con stima,
    Diego

  • D’accordissimo con Diego ! Finiamola con i rimpianti su “papi” dimessi che si sono dimessi non perchè “dimessi” di atteggiamento, ma perchè innovatori e rivoluzionari nei fatti, nella dottrina e negli atteggiamenti.
    Ratzinger era il consigliere “teologico” di Woityla…

  • Qualcuno dica a Bergoglio che il corano tutto è tranne un libro della pace, visto che indica anche in quali e quanti modi si possano e debbano ammazzare gli “infedeli”:taglio della testa, fracassare il cranio, tagliare uno per uno dita mani piedi ecc.ecc.. che Dario Argento in confronto fa film da oratorio domenicale. Se Bergoglio è tanto ignorante in proposito si taccia, che fa più bella figura. E se invece è ben consapevole e mente sapendo di mentire allora è un infiltrato e prima lo si capisce e prima si può porre rimedio a tale infamante situazione. “Se lo conosci lo eviti”, penso che sia ben applicabile un concetto molto usato in altra perniciosa situazione ad alto rischio. Cattolico, condivido le sue parole una per una. Grazie per averle espresse e prego che prima o poi siano pronunciate da chi possa nel merito agire per competente ruolo gerarchico. Madre del Buon Consiglio, prega per noi e per la Chiesa, una santa cattolica apostolica.

  • Papa Orgoglio con la faccia da bietolone, fatesti meglio a farti protestante, bestemmiare in TV e commettere ogni genere di peccati, Dio potrebbe cercare di convertirti e satana almeno ti stimerebbe un po’ di piu’. Vergognati!

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