A proposito di “don” Ariel Levi e dei cosiddetti conservatori

Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

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Segnalo che il Levi è incardinato nella diocesi di San Marino-Montefeltro. Sul suo profilo facebook, che non poteva mancare, dice di sé di lavorare presso Bonanno editore, a Roma, oltre che in ambito ecclesiale.

Ora, premesso che nell’annuario del vicariato dell’Urbe non compare il suo nome, nemmeno nel clero foresto che sta a Roma, pregasi di dare un’occhiata qui sotto:

http://it.wikipedia.org/wiki/Bonanno_Editore (Bonanno, di ascendenze laiciste e risorgimentaliste, è ora editore specializzato in esoterismo: che ci fa un prete qui? o è una copertura?)

A causa di don Gallo e delle critiche portate a Bagnasco, allorché comunicò il transex Luxuria, il Levi ha subito una ramanzina dal suo “vescovo” conciliare Negri, per motivi che fanno onore al primo e ben poco al Negri, è da credere:

http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/pennabilli-28-maggio-2013-circa-lintervento-di-don-ariel-levi-di-gualdo/

Per questo risulta tanto più inaspettato, oltre che intinto nel fango e intriso di passioni sregolate e di volgarità gratuite, il suo attacco ai tradizionalisti. Purtroppo la crisi nella Chiesa è la crisi dei preti, ed è crisi di Fede. Ma per entrare nella Gerusalemme celeste serve la stessa fede dei nostri Padri e della Chiesa. Il passaporto falso di quella conciliare, oscena caricatura della prima, non basta, non vale.

Colpendo modernisti e tradizionalisti, Levi e soci terzaforzisti avrebbero potuto difendere il perenne Magistero, la Tradizione e la Chiesa dai tanti nemici che l’insidiano, a cominciare da Jorge Mario e dalla nidiata dei suoi predecessori conciliari, tutti “santi” ovviamente, ratione conciliaboli. Invece hanno miseramente finito per adeguarsi e riversarsi nel nuovo corso vaticanosecondista, del quale non sono divenuti che un insignificante torrentello, finendo così per disgustare tutti: a Dio spiacenti e a’ nimici sui … (Inferno, canto III, 63).

I conti si fanno alla fine, con la Chiesa e con Dio: quando la restaurazione ci restituirà la Santa Chiesa non più sfigurata dai traditori, vi sarà bene da ridere (per alcuni) e da tremare (per altri).

 

4 Risposte

  • Una domanda: ma Ariel Levi di Gualdo esiste, è un falso intenettiano o è semplicemente un finto prete alla Frederick Rolfe, meglio noto come Baron Corvo? Come Lei giustamente nota, non compare il suo nome nell’annuario del vicariato dell’Urbe, ma questa è lungi dall’essere l’unica prova a sostegno della mia tesi secondo cui Levi di Gualdo altro non sarebbe che una bufala internettiana. In una breve nota biografica reperibile qui (http://www.napolimagazine.com/cultura-gossip/articolo/libri-e-satana-si-fece-trino-levi-di-gualdo) si afferma che il nostro “Nasce nella Maremma Toscana [come dire che uno è nato nelle Murge o in Polesine: perché non si specifica il nome del comune?], vive in Emilia Romagna (1990-2002) e per tre anni in Sicilia nella città di Siracusa (2003-2006), dove in età adulta scopre la vocazione al sacerdozio. Viene formato dal teologo gesuita Peter Gumpel [dove? quando? presso quale istituto di formazione?], è ordinato diacono il 25 gennaio 2010 nella chiesa della badia primaziale di Sant’Anselmo in Urbe, consacrato sacerdote il successivo 1° maggio nella chiesa di Santa Prisca all’Aventino a Roma da Luigi Negri, vescovo della diocesi di San Marino – Montefeltro [nel 2010? dunque a 47 anni suonati, dato che altrove risulta nato nel 1963? E nel frattempo che lavoro faceva, oltre a vivere in Emilia Romagna e in Sicilia, il mantenuto?]. Svolge principalmente il ministero di predicatore, confessore e direttore spirituale [presso quale diocesi?]”. Non bastasse la misteriosa vaghezza di questi dati biografici, facendo una banale ricerca su google risulta che del cognome “Di Gualdo” non vi sia traccia in Italia, tanto meno di “Levi Di Gualdo”, che, qualora esistesse, dovrebbe fare riferimento a una famiglia ebraica di lungo lignaggio, di cui non esistono appunto tracce.

  • Ma c’è ancora gente che legge quel conclamato modernista visionario di Blondet? E’ del tutto inaffidabile ed eterodosso! Quanto al sig. Levi la pena che personalmente mi suscita è seconda solo a Socci et similia!

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