“Il Santo” crea il calendario interreligioso con le festività cattoliche, ebraiche, islamiche, ortodosse

L’apostasia, prevista nel Vangelo, galoppa attraverso questo gravissimo messaggio sincretista del mensile conciliare più letto al mondo

Segnalazione di Gianni Toffali

Il calendario 2015 di Sant’Antonio (povero S. Antonio…n.d.r.)

PADOVA Epifania, lunedì dell’Angelo, San Giuseppe Lavoratore per il primo maggio… Le feste cattoliche sono segnate in rosso e, come in tutti i calendari che appendiamo ai muri di casa, accanto al numero del giorno c’è il nome del santo «quotidiano». In questo calendario «ultra particolare», però, un angolo della casella del 3 gennaio è occupato dalla mezzaluna con stella e, accanto al simbolo dell’Islam, dall’indicazione della festa musulmana per la nascita del profeta: il Mawlid Al-Nabi. Dove sta lo straordinario? Nel fatto che a mettere sullo stesso piano (di carta ma anche ideale) due religioni che, forse mai come dalla strage del terrore che ha ucciso Charlie Hebdo e insanguinato Parigi il 7 gennaio scorso, rischiano di essere lette come volti di due mondi in guerra, sia stato il mensile cattolico più diffuso nel mondo: il calendario che raccoglie le festività cattoliche, quelle musulmane ma anche ebraiche e ortodosse, è una iniziativa del Messaggero di Sant’Antonio e del suo direttore, padre Fabio Scarsato. Il Messaggero è il colosso editoriale che i frati minori della basilica del Santo di Padova recapitano a quasi un milione di famiglie in Italia e all’estero.Nota bene: estero qui vuole dire praticamente tutto il mondo. «Ci sono tre o quattro abbonamenti anche nello Yemen… », dice frate Fabio, che ha preso le redini della rivista dallo «storico» direttore, don Ugo Sartorio, più o meno un anno fa. Un’apertura non da poco quella di padre Scarsato, anche se toni e filo logico delle parole con cui la motiva alimentano il dubbio che, in chi sta «fuori», possa spesso mancare una percezione vera dello stato di avanzamento della riflessione sul confronto tra religioni interno alla chiesa cattolica. «La scelta è dettata da un dato di realtà. Queste persone – spiega il frate cappuccino – vivono in mezzo a noi. Non possiamo più pensare di vivere in Stati a compartimenti stagni. E’ l’ignoranza che crea mostri, ed è il non conoscere che ti fa avere paura dell’altro. Ecco, con il nostro calendario, che poi di questo si tratta, non di un libro, non c’è parola scritta, noi diciamo ai nostri lettori semplicemente che anche questi “altri” hanno feste religiose, hanno fede e credono in qualcosa». Rispondendo dal sito web del Messaggero ad un lettore, contrariato per la «linea dialogante » della rivista incarnata dal calendario 2015, Scarsato è andato ancora più a fondo nelle motivazioni, ricordando la Nostra Aetate e l’invito del Concilio Vaticano II a cambiare radicalmente «l’approccio al rapporto con musulmani, buddisti e fedeli di altre religioni».

La chiesa (conciliare, n.d.r.) stessa «esorta i suoi figli affinché… per mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci delle altre religioni… riconoscano, conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in essi». E’ la strada che l’ultimo erede di Pietro, papa Bergoglio, ha intrapreso e indicato con forza; la stessa che anche Carol Wojtyla prima (con gli incontri di preghiera ad Assisi) e Benedetto XVI poi, avevano segnato. Dialogo, apertura. Per il mese di luglio la redazione del Messaggero ha scelto la foto della delegazione islamica che omaggia il corpo di Sant’Antonio, durante l’ostensione del 2010. La prima fonte di questo atteggiamento? Padre Scarsato cita un libro: «Ce lo dice il Vangelo di fare agli altri tutto ciò che vorremmo che gli altri facessero a noi… L’amore e il rispetto verso ogni uomo, anche il cosidetto “nemico”, a cui ci esorta Gesù, è totale, gratuito e disinteressato». Un dubbio. La ferita di Parigi non ha cambiato il quadro? Nessuno ha scritto al Messaggero di Sant’Antonio per chiedere una retromarcia, protestare. «Guardi, ho risposto proprio oggi alla mail di un lettore che ci chiede il favore di mettere, nel calendario 2016, anche le festività di tutte le altre religioni. Non molliamo, andiamo avanti con questa cosa, è il suggerimento». La storia non fa salti all’indietro. Presto i frati del Santo daranno alle stampe un’edizione del Cantico delle creature di Francesco d’Assisi con commento di esperti cattolici, ebraici e buddisti. «E non solo esperti – chiude il direttore Scarsato -. Lo faremmo commentare a scrittori, registi, persone comuni e ragazzi». Quando sarà pronto? «A primavera». Stagione di rinascita. Un auspicio.

15 gennaio 2015

2 Risposte

  • che delinquenti tutti questi pastori che si comportano da briganti, povera chiesa cattolica apostolica romana, tutto corre veloce al traguardo finale, il male sta dilagando in tutto il corpo, e tutto una metastasi, ci saranno moltissimi dolori atroci per questa umanià depravata

  • Le gerarchie vaticane sono sataniste praticanti. E’ l’unica spiegazione che rispetti l’intelligenza di questi personaggi responsabili di questa apostasia. Altrimenti sarebbero dei deficienti in senso letterale, il che ovviamente non è possibile.

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