La strategia della Cia e d’Israele

I francesi dimenticano che Hollande somministrò armi ai sirianiSegnalazione e commento di M.D.

Interessante questa analisi ,fuor dai denti, sulla strategia americana nel promuovere uno scontro di civiltà che ci fu già nella storia , per secoli, senza andare a stuzzicare la folla islamica…
Come spesso succede nella storia, questo articolo fa intravedere ben altri mandanti di quelli che vorrebbero farci credere.
E l’ultimo pianto ebraico sui morti nel negozio in Francia, morti cui peraltro va ogni rispetto (anche loro vittime designate di una strategia losca) indica forse dove gli stati europei, privi di politici di consistente cultura,  vogliono andare a parare.
Vero è che l’Islam non è “religione di pace” come uno pseudo-papa vorrebbe suggerire, ma si vuole arrivare a surrogare il credo cristiano con qualsiasi altro credo, piuttosto musulmano che cristiano, e, piuttosto che musulmano, talmudico!
Questa sembra la strategia politico-religiosa indotta dalle stragi organizzate e ben indirizzate.

Il più impopolare della storia tra i presidenti di Francia, Francois Hollande, in un’intervista al quotidiano francese ‘Vingt Minutes “, si vantava, pochi mesi fa, del fatto che la Francia aveva approvato l’invio di armi in Siria.
Hollande in quell’occasione chiamò i membri di queste organizzazioni terroristiche, “rivoluzionari siriani”, ignorando i crimini commessi contro la popolazione civile, così come la risoluzione 2170 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nella lotta al terrorismo.

I francesi dimenticano che Hollande somministrò armi ai siriani

È da segnalare infatti che alla diffusione di questo fenomeno pericoloso in Siria, Iraq, Libano e in tutto il Medio Oriente ha contribuito il fatto che i gruppi terroristici siano stati armati e generosamente finanziati dagli Stati Uniti, dalla Francia e dai suoi sostenitori nella regione.

Intanto proliferano le tesi e le scuole di pensiero intorno alla strage di Charlie Hebdo.

Il politologo Thierry Meyssan evidenzia che gli esecutori parlano bene il francese ed è molto probabile che siano francesi, che non giustifica la conclusione che si sia trattato di un incidente franco-francese. Al contrario, il fatto che si tratti di forze professionali ci obbliga a separare questi  esecutori da chi ha dato l’ordine di realizzare l’operazione. E nulla dimostra che quest’ultimi siano francesi.
“È un riflesso normale, ma intellettualmente sbagliato credere che noi conosciamo i nostri aggressori nel momento in cui subiamo l’aggressione. Questo è più logico, quando si tratta di criminalità ordinaria e corrente. Ma non è così quando si parla di politica estera”.

Una chiave di lettura interessante arriva dal portale El espia digital che si pone parecchi dubbi in merito al terribile episodio avvenuto a Parigi.

Chi ha dato gli ordini che hanno portato all’esecuzione dell’attacco sapeva che stava causando una spaccatura tra i musulmani francesi e i francesi non musulmani. Il settimanale francese satirico Charlie Hebdo era specializzato in provocazioni anti-musulmane, di cui la maggioranza dei musulmani in Francia sono stati vittime, direttamente o indirettamente. Sebbene sicuramente i musulmani di Francia abbiano condannato questo attacco, gli sarà difficile sentire per le vittime lo stesso dolore che hanno i lettori della pubblicazione. E non mancheranno quelli che la interpreteranno come una forma di complicità con gli assassini.

Ecco perché, invece di considerare questo attacco estremamente sanguinoso come una vendetta islamista contro il settimanale che ha pubblicato in Francia le vignette di Maometto e ripetutamente ha dedicato la sua prima pagina a fumetti anti-musulmani, sarebbe più logico pensare che questo è il primo episodio di una processo tendente a creare una situazione di guerra civile.

La strategia dello “scontro di civiltà” è stato concepita a Tel Aviv e Washington

L’ideologia e la strategia dei Fratelli Musulmani e di al-Qaeda  non predica di provocare una guerra civile nell’Occidente, ma, al contrario, di scatenare la guerra civile in “Oriente” e separare i due mondi ermeticamente. Né Qutb, né nessuno dei suoi successori sono stati chiamati a provocare scontri tra musulmani e non musulmani nel terreno di quest’ultimi.

Al contrario, chi ha formulato  la strategia dello “scontro di civiltà” era Bernard Lewis e lo fece perché gli fu commissionato dal Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti. Questa strategia è stata successivamente divulgata da Samuel Huntington, che la presenta non come una strategia di conquista, ma come una situazione che potrebbe arrivare a verificarsi. L’obiettivo era quello di convincere la gente dei paesi membri della Nato che era inevitabile uno scontro, giustificando così il carattere preventivo di quella che sarebbe la “guerra al terrorismo”.

Non nel Cairo, a Riyadh o a Kabul dove lo “scontro di civiltà” è predicato, ma a Washington e Tel Aviv.
Chi ha dato l’ordine che ha portato all’attacco a Charlie Hebdo non era interessato ad accontentare jihadisti o talebani ma neoconservatori e liberali.

Chi era Charlie?

Ufficialmente, il settimanale francese Charlie Hebdo è stato creato nel 1992 dal giornalista Philippe Val, i vignettisti Gebe e Cabu e il cantante Renaud. Quello che non si dice è che è stato finanziato segretamente dall’allora presidente Francois Mitterrand con somme provenienti dai fondi segreti della Presidenza della Repubblica.

Charlie Hebdo è stato amministratore della Rete Voltaire, da cui si ritirò nel 1997 perché non era d’accordo con l’associazione. Il settimanale satirico quindi ha iniziato una campagna per la messa al bando del partito di estrema destra Fronte Nazionale (FN). Le relazioni sono peggiorate dopo, quando Charlie Hebdo ha attribuito gli attentati dell’11 settembre 2001 ad al-Qaeda mentre il Voltaire ha mostrato l’inconsistenza della versione ufficiale di questi fatti e ha accusato una fazione del gruppo di pressione militare-industriale degli Stati Uniti .

Infine, nel 2007, il direttore di Charlie Hebdo, si avvicinò all’allora presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy mentre quest’ultimo ordinò la rimozione del presidente della Rete Voltaire, che fu costretto all’esilio.

La “furia musulmana” della Cia. 

Secondo Manuel Freytas, niente di ciò che è inerente la sinuosa rete del “terrorismo islamico”, sfugge agli obiettivi della Cia, suo grande creatore e alimentatore storico. Il terrorismo è un’arma di guerra psicologica che l’impero statunitense ha utilizzato dall’11 settembre come nuovo scenario di un conflitto per giustificare l’invasione e il rovesciamento dei governi nei paesi petroliferi arabi musulmani.
Per Freytas, la “guerra del controterrorismo” ha per gli Stati Uniti, ed i suoi alleati della Nato, un valore di affari miliardari . L’operazione “terrorista islamico” che si sta sviluppando in Francia è assolutamente all’interno di questa strategia.

La strage dei 10 vignettisti “provocatori contro Maometto” ieri, è integrata agli attacchi alle moschee di oggi. E lo scopo è semplicemente quello di mantenere viva in Europa la psicosi della “furia musulmana” lanciata dalla Cia e dai servizi occidentali nel 2011.

La prima “rabbia musulmana” è stata lanciata per giustificare un attacco all’Iran. Nel febbraio 2006, nel corso di una escalation del conflitto nucleare con l’Iran nelle Nazioni Unite, e quando si cominciò a parlare di un attacco statunitense a quel paese, la rivista satirica francese Charlie Hebdo pubblicò dodici caricature di Maometto scatenando un processo globale di “rabbia musulmana “con la distruzione, morte, feriti, e l’incendio di ambasciate europee in Asia, Europa, Africa e Medio Oriente. L’operazione (originariamente guidata  dalla Cia) è stata eseguita per giustificare un attacco degli Stati Uniti e Israele all’Iran.

Nel marzo del 2010, e anche nel contesto di un altro attacco contro l’Iran, tre giornali svedesi pubblicarono una vignetta provocatoria raffigurante il profeta Maometto con il corpo di un cane, e scatenarono una seconda fase della furia musulmana con distruzione, morti, feriti, e incendi delle ambasciate europee in Asia, Europa, Africa e Medio Oriente. Stati Uniti, Israele e Unione europea hanno accusato l’Iran di essere “dietro” quelle gigantesche mobilitazioni di “rabbia musulmana” contro il mondo occidentale, ammonendo il governo di Teheran di organizzare e finanziare tali manifestazioni violente che durarono quasi una settimana. Due successivi sondaggi indicarono che la paura dell’Iran tra gli americani era salita e si considerò il gigante islamico come il “grande pericolo” per gli Stati Uniti. Maometto fu sostituito da Al Qaeda.

Ci sono voluti otto anni e coloro che hanno servito (la rivista Hebdo e i suoi disegnatori) come trampolino di lancio, sterminati da comandi “terroristi”, per giustificare una nuova fase di “rabbia musulmana”. L’obiettivo di oggi? Aggiornare e mantenere la strategia della “guerra antiterrorismo” che ha nel “terrorismo islamico” la sua base di sostegno psicologico e dottrinale. E l’operazione eseguita in Francia, forse sarà estesa in Gran Bretagna o in qualche altra potenza europea. E in questo contesto, appaiono nuove “minacce terroristiche” negli Stati Uniti. Niente di nuovo. La routine operativa della CIA e dei servizi Usa e europei per mantenere “viva” la strategia di conquista e di guerra intercapitalista con il “terrorismo islamico”.

Fonte: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=10013

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