AVANGUARDIA PER MASCHERARE ABBAGLI UNISONI?

L’EDITORIALE DEL VENERDI

Marcia XY

di Arai Daniele

Dove sono i milioni di cittadini che sembravano seguire questo corteo di capi di stato? Saranno stati allontanati dalle guardie che proteggevano tanti nomi eccelsi, o erano di un altro corteo accomunato a questo solo dalle foto dei media globali, pronti a diffondere veline e fotomontaggi del grande fratello? Ad ogni modo questa foto è un campione del regime dei «valori democratici» per le menzogne planetarie.

A differenza di altre analisi sul secolare «tradimento dei chierici» (vedi «La trahison des clercs» di Julien Benda), che sono critiche concentrate sull’intellighenzia repubblicana e democratica, come quella sorta dalla Rivoluzione in Francia, qui interessa il tradimento contro la Cristianità. Ma beninteso, non si tratta di tradimento della Massoneria o dei Giudei, che sono i suoi naturali nemici; si tratta del tradimento di quanti usano il nome di cristiani per arrivare a un abbraccio di compromesso con quanto vi si oppone. E nel calore di questo, allora, per spirito democratico e liberale accettano anche l’aborto ecc.

La Repubblica Italiana è un modello di questo tradimento istituzionale senza sosta a causa della «democrazia cristiana», ordinata a governare contro i Cattolici.

Così, abbiamo avuto governi di socialGrGtghhgisti e comunisti, che hanno implementato le loro sistematiche misure distruttive della Cristianità col dimesso avvallo democristiano. E ciò vale oggi per l’Europa, dove domina Angela Merkel, democristiana venuta dall’Est. Ella è reduce di una visita a Budapest in Ungheria, per strigliare il non liberale premier ungherese Viktor Orban, colpevole di resistere al diktat delle sanzioni alla Russia per la situazione in Ucraina, dichiarando che esse vanno contro l’interesse dell’Ungheria.

Non che l’Ungheria non abbia votato quelle sanzioni alla Russia in Consiglio europeo, ma, insieme alla Repubblica Ceca, hanno detto che le sanzioni erano nocive. Per l’occasione il primo ministro ungherese ha detto: “L’Europa si è tirata la zappa sui piedi da sola”. Per Orban, il presidente russo, Vladimir Putin, che l’ha definito un importante alleato di Mosca all’interno dell’Ue, è un leader con cui spartire non solo idee di resistenza alla politica monetaria del FMI, ma altre idee… cristiane! Quindi, sarebbe pure colpevole di seguire una politica tendente ad “un’apertura verso est”, non quella dei compromessi storici, democristiani e vaticani coi regimi comunisti, ma quello verso la Russia di Putin.

Naturalmente a Budapest continuano, perciò, manifestazioni contro l’attuale governo per chiedere “più democrazia!”, “via Orban“. Ma come si sa – lo dicono gli studiosi della materia – non vi sono grandi manifestazione di piazza che non siano finanziate. E oggi perfino una manifestazione anti «Wall Street» può essere promossa dai soldi di un George Soros! Intanto anche l’opposizione magiara critica le aperture fatte da Orban alla Russia, e la sfiducia verso Bruxelles, accusandolo di sbilanciare l’Ungheria verso Oriente (Russia e Cina). Per esempio, perché Orban ha firmato un accordo con la Russia per una centrale nucleare. Ma anche la Cina è interessata al l’Ungheria che rappresenta un centro economico strategico che ricerca un minimo d’indipendenza dalla pressione del grande mercato imperante. Infatti, non mancano altri strumenti d’intimidazione di quel governo mal visto dall’intellighenzia del grande mercato americano e UE. Basta saper che la moneta locale precipita, come il rublo in Russia e gli interessi sul debito pubblico ungherese salgono a razzo.

L’opposizione che scende in piazza per manifestare il proprio dissenso nei confronti di Orban, sarà per caso opposta anche alla politica del FMI? Non sembra che ciò preoccupi più d’implementare il matrimonio gay o l’aborto. Così, tale opposizione testimonia un attaccamento all’ONU e all’UE in queste scelte e deve averlo fatto anche in questa visita, per la conoscenza dei media globalisti, e della Merkel in Ungheria.

Qui penso di aver già parlato della visita del vice presidente dell’Ungheria a Fatima. Ora, una reazione alla legislazione anti-naturale occidentale è in atto in Ungheria. «Si tratta della recentemente approvata Costituzione ungherese – la Magyarország Alaptörvénye. In realtà, pare che non vi sia – cronologicamente – nessun altro testo costituzionale più moderno di questo Codice Politico ungherese, approvato il 25 aprile 2011 e che inizia con i primi versi del Himnusz, Inno nazionale di Ungheria, del 1844: «Isten, áldd meg a magyart!», – Dio benedica gli ungheresi! «Sotto la rubrica “fondamentali”, la nuova Costituzione dell’Ungheria dice essere il matrimonio l’istituzione tra un uomo e una donna e che la famiglia è la base per la sopravvivenza della nazione.

Non mancarano fin dall’inizio, voci indignate contro tale Costituzione, che è duramente avversata dal presente nuovo europeismo anticristiano. Si capisce, questa Costituzione riconosce in modo espresso le radici cristiane dell’Ungheria come indicato nel preambolo della norma costituzionale: “Noi, i membri del Parlamento eletto il 25 aprile 2010, siamo consapevoli della nostra responsabilità di uomini di fronte a Dio. Siamo orgogliosi del fatto che, un millennio fa, il nostro re, Santo Stefano ci ha fatto parte del Cristianesimo europeo. Riconosciamo il ruolo che il Cristianesimo ha svolto nella preservazione della nostra nazione.”

A Fatima vi è la bella Via Sacra con sculture in pietra di ottima fattura offerta dagli ungheresi esiliati nel 1956 dal loro paese per liberare l’Ungheria dal dominio comunista. Inoltre, devo dire che quando nel mio sito ho pubblicato il «Delenda Vaticano 2» in più lingue, mi è stato inviato in seguito lo stesso grido in ungherese, come segue: “Non solo non dobbiamo al magistero conciliare, come tale, alcuna ubbidienza in nessun punto, ma dobbiamo affrontarlo con un’intransigente ed incessante opposizione cattolica”. – “Nem csak nem vagyunk kötelesek engedelmeskedni a zsinat tanításainak, mint olyannak, bármely pontban, hanem egy állandó és hajthatatlan katolikus ellenállást kell kifejtenünk ellene”. E per la Merkel: “Wir schulden dem konziliaren Lehramt als solchem nicht nur keinerlei Gehorsam worin auch immer, sondern wir müssen ihm unerbittlich und kompromißlos katholischen Widerstand leisten.”

I due brevi discorsi che rispecchiano le contraddizioni presenti

Dice Orban: “Pensiamo che la democrazia non debba essere necessariamente liberale. E se qualcuno ci dice che la democrazia debba essere liberale, significa che si vuole privilegiare una ideologia, un privilegio che non voliamo dare”.

Risponde la Merkel: “Il partito dal quale vengo, quello dei cristiani democratici, ha tre radici, quella cristiano-sociale, quella liberale e quella conservatrice. Per questo siamo il partito del popolo. Di modo che la parola illiberale non ha nulla che vedere con la democrazia”. 

Ora, non c’è bisogno di scomodare Donoso Cortés nel suo magistrale “Ensayo sobre el Catolicismo, el Liberalismo y el Socialismo”, per sapere che il Liberalismo supera il Socialismo nei danni che provoca alla società e pure alla Religione, poiché apre a tutte le idee e finisce per porre il bene accanto al male. Il «male» sarebbe non essere liberali! E in questo modo ammette e giustifica non solo ogni socialismo, come pure ogni islamismo, basta che siano «moderati». Ma qui siamo già nel campo religioso, per cui i demo-cristiani giunti al vertice Vaticano, vedi Paolo 6º, hanno proclamato il diritto alla «libertà di coscienza e di religione» che, essendo al cospetto di Dio, rappresenta niente meno che un «diritto» ad ignorare e negare il vero Signore, per via religiosa.

Il fatto è che i Papi già alla fine Ottocento avevano capito a cosa avrebbe portato tale social-democrazia cristiana. Non furono seguiti nemmeno quando il loro grande avversario, della rivoluzione culturale, Antonio Gramsci, lasciò chiara quale sarebbe la loro fine; “coinvolgiamo i Cattolici nella collaborazione con noi e poi li facciamo fuori” (Quaderni dal Carcere). Gramsci vedeva, già allora (anni Venti), un papato e un cattolicesimo come una floscia corrente politica, conseguenza inevitabile del “pensiero democristiano” che faceva leva sulla “dottrina sociale della Chiesa”, come su di un «programma politico», anche senza o in contromano alla Religione. In tal senso, si sono pure avverate le sue parole al riguardo: “Il Papato [con San Pio X] ha colpito il modernismo come tendenza riformatrice della Chiesa, ma ha sviluppato [con Benedetto XV]il popolarismo, cioè la base economico-sociale del modernismo”. Infatti, l’ammissione dei valori e dei metodi democratici comportava l’idea che la socio-politica fosse la priorità cui la religione doveva servire… L’idea democristiana è essenzialmente un capovolgimento del rapporto tra politica e religione: l’uomo (la politica) al posto di Dio (la religione), contrapponendo la religione dell’uomo a quella di Dio. Ma a questo punto:  “Il socialismo è precisamente la religione che ammazzerà il cristianesimo” (Gramsci, ‘Audacia e fede’, in Avanti!, in ‘Sotto la Mole’, 1916-20. Einaudi, Torino 1960, p.148). “La filosofia della praxis” – nome con cui indica il materialismo dialettico e storico –“presuppone tutto questo passato culturale, la Rinascita e la Riforma, la filosofia tedesca e la rivoluzione francese, il calvinismo e l’economia classica inglese, il liberalismo laico e lo storicismo che è alla base di tutta la concezione moderna della vita. La filosofia della praxis è il coronamento di tutto questo movimento di riforma morale e intellettuale […]: riforma protestante + rivoluzione francese […]”.

Il «nuovo ordine abortista» si fonda su tale utopismo democratista, non meno dello sfondamento di un «disordine islamita» prossimo futuro.

Di modo che, breve si toccherà con mano tutto il ridicolo delle finte avanguardie liberali per mascherare certi abbagli unisoni di demo-cristiani e socialisti, che finiscono la loro «resistenza» in sinagoga.

Ma tant’è, si tratta di un mondo che non sa nemmeno riconoscere che il Papa cattolico, con tutto il suo seguito fedele, è stato tolto di mezzo dal 1958, come dal Terzo Segreto di Fatima, più chiaro nel 1960. La fosca nube del mascherato degrado democristiano non lascia che lo si riconosca e si è arrivati a Bergoglio in Vaticano e al democristiano di sinistra Mattarella sul Colle, come previsto: è il trionfo fugace del demo-liberalismo morbido aperto ai nemici e duro con la verità testimoniata dai veri Cattolici. Durerà ancora poco, ma per rimediare i danni perpetrati ci vorrà un miracolo grande come la Russia, possibile solo se ascoltiamo la domanda del Signore attraverso Maria.

2 Risposte

  • fra poco usciranno gli apostoli degli ultimi tempi coloro che sono ancora al coperto ;verranno chiamati alle armi con la Spada con doppia lama dalla Santissima Madre del Signore e protetti dal Suo Mantello e guidati da San Michele Arcangelo porteranno la Parola al mondo Amen. Defensor Fidei

  • A proposito di Russia non dimentichiamo, però, l’attacco vigliacco all’ultimo Sacro Romano Impero…prudenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *