Cantina Astoria immigrazionista e campione dell’antirazzismo strumentale. E questi qua sarebbero patrioti veneti? Ma per piacere!

Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

Un altro imprenditore veneto moralmente corrotto, che pensa solo ai soldi, che poi non gli verranno: perché i sodomiti sono quattro gatti; e perché Dio maledice i soldi male acquisiti. E nulla più ha in odio il Padreterno che i 4 peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio (omicidio volontario, oppressione dei poveri da parte dei governanti, frode della mercede agli operai da parte degl’imprenditori e peccato impuro contro natura). Gli ampezzani stessi, ancorché bergoglizzati, detesterebbero il nome di costui nei secoli, se solo sapessero, capissero o quando, ormai troppo tardi, assaggeranno le carezze di Dio. Esiste nulla di più folle di chiamarsi i castighi addosso da soli? e’ proprio vero che quos Deus perdere vult, dementat prius, ovvero che coloro che Dio vuole perder, prima li acceca.

Questi sono i “compatrioti” che abbiamo. Non so se sia sodomita pure lui, dato l’entusiasmo che mostra nella cosa; né se le pecore e le capre estive, di contorno alla festa gay friendly siano un incentivo o uno sfogo anche alla matta bestialità, perché no? Ma c’è un limite a tutto. Dove si può andare con gente così? Per favore, regalate a questo Zanettin un catechismo di San Pio X, anziché il libretto rosso di Mao-Bergoglio. M.G.R.

Il Gazzettino – edizione di Belluno – domenica 22 febbraio 2015 http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/BELLUNO/antiquario_zanettin_cortina_gay_pride/notizie/1197168.shtm

«Facciamo un gay pride a Cortina prima che ci pensi Bormio»

La proposta dell’antiquario Claudio Zanettin: «D’inverno potremmo puntare sullo sport, d’estate sui pic nic»

PER APPROFONDIRE: cortina, gay pride, antiquario

 

gay pride antiquario

 

 

 

 

 

di Marco Dibona

CORTINA – Cortina è una destinazione ideale per organizzare un gay pride, un incontro di omosessuali. Ne è convinto Claudio Zanettin, molto noto per l’attività imprenditoriale e culturale, nella sua galleria di antiquariato. «Propongo – spiega Zanettin – un gay pride di altissima qualità, fatto per bene, incentrato sullo sport. Se fosse d’inverno, si potrebbero fare gare di sci, snowboard, sci di fondo, slittino, pattinaggio artistico, partite di hockey, pattinaggio di velocità, curling, golf invernale, gare equestri e polo invernale, salto con gli sci. Purtroppo non possiamo più permetterci gare di bob, salto dal trampolino e nuoto in piscina». In quanto ad una versione estiva del raduno, Zanettin propone: «Vedrei un picnic, in una tipica malga, con un paesaggio fantastico. Vorrei anche mucche, pecore e capre. Si potrebbero proporre gite a piedi, in mountain bike, arrampicate su roccia, equitazione, polo estivo, golf, tiro con l’arco di campagna. Si possono fare attività all’aria aperta, nella natura, con eventi culturali, i concerti di musica classica del festival Dino Ciani, le visite ai musei. Non mi limiterei a Cortina, ma integrerei con visite a Venezia, Asolo, Vicenza, la gipsoteca del Canova a Possagno». Sulla valenza turistica di un simile evento, Zanettin sottolinea: «Conosco gay , lesbiche e bisex, anche personaggi famosi, che incomincerei ad invitare, per un gay pride. Bormio sta per diventare una località gay friendly: non vorrei sorpassasse Cortina. Negli Stati Uniti c’è Aspen, in Colorado, sede del “premier gay ski winter”; a quel punto potremmo fare un gemellaggio con Aspen». Intende inoltrare la sua proposta ad amministratori, rappresentanti istituzionali, organizzatori di eventi, giornalisti, in paese e fuori. «Inoltre vorrei proporre di avere anche a Cortina degli hotel “gay friendly”: ho controllato in internet ed ho visto che già ce ne sono. Il mio pensiero, con queste iniziative, è di rilanciare Cortina, in qualche modo. Io amo Cortina, in tutti i sensi». Sull’omosessualità, Zanettin commenta: «In India i gay vengono bruciati vivi, in Russia mandati a vivere in Siberia, negli stati islamici li gettano dalla torre, nella Germania di Hitler finirono nei campi di sterminio. Io rispetto tutto e tutti».

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