Il Napolitano terzo

Segnalazione Quelsi.

NAPOLITANO MATTARELLA

by Cristiano Mario Sabbatini

Con l’elezione di Sergio Mattarella a Capo dello Stato può considerarsi concluso o no il cosiddetto Patto del Nazareno? Se il 14 dicembre scorso Libero, via Franco Bechis, pubblicava la velina che a Silvio Berlusconi, fra i tanti possibili candidati della sinistra al Colle, il nome di Sergio Matterella non sarebbe dispiaciuto, la domanda avrebbe una risposta del tutto scontata: NO, il Patto del Nazareno continua e l’elezione del ‘nuovo’ inquilino del Quirinale non lo sfiora del tutto.

Cosa c’è, però, che è andato storto, dall’annuncio di Silvio Berlusconi sul voto di bandiera a Martino alla sbiadita scheda bianca con la quale i parlamentari di Forza Italia hanno accompagnato l’elezione di Sergio Mattarella, per l’avvio di questo settennato che potremmo definire senz’altro un Napolitano terzo? Vediamo di utilizzare la logica per inquadrare gli avvenimenti. Se, come testimonia l’articolo richiamato in incipit di Libero, il nome di Sergio Mattarell, non avrebbe dovuto far saltare dalla sedia un Silvio Berlusconi (sulla difensiva, evidentemente), nonostante la nota avversione del primo nei confronti dell’ex-Cavaliere, perché mai quest’ultimo avrebbe dovuto lasciarsi andare a quella esternazione sul voto di bandiera al Prof. Martino, quando sapeva benissimo che non avrebbe potuto avere luogo, neanche come testimonianza di fede, senza andare a rompere le uova nel paniere del suo Patto con il governo?

Berlusconi è del tutto impazzito oppure dal 31 dicembre scorso alla data precedente al colloquio con Renzi per il nome al Quirinale era stato indotto a ritenere di poter aspirare a di più, in merito all’uomo da eleggere al Colle? Delle due l’una: o Berlusconi è pronto per una casa di riposo oppure il suo inossidabile team Letta-Verdini lo ha lasciato ritenere che si potesse spuntare senza problemi un nome meno imbarazzante di quello di Mattarella per il Colle. Non c’è alternativa, non si può spiegare in nessun altro modo il fatto di esternare una dichiarazione come quella fatta sul prof. Martino, quando si avesse la sicurezza che, per il bene del Patto, non solo Mattarella sia funzionale, ma anche l’unico nome possibile spuntabile per non metterlo a repentaglio quel ‘patto’.

In effetti, l’unica altra spiegazione a questo corto-circuito, può essere soltanto quella che le due alternative siano entrambe vere ossia che ad essere rincoglioniti e da casa di riposo siano entrambi: l”ex-Cavaliere ed il suo ‘dream team’ Letta-Verdini. Ora, per chiarire l’arcano, vi è solo da vedere quanto ci metterà Silvio Berlusconi a mondarsi dalla conclamata inadeguatezza dei suoi 2 consiglieri del Patto e a fare tabula rasa di tutta la vecchia dirigenza del suo partito, ormai neanche più in grado di fargli evitare le pessime figure come quella incassata in questa elezione del Presidente della Repubblica.

Ne va, oltre che del destino e delle speranze di quei cittadini, paradigma di milioni di italiani, che ieri, al freddo e al gelo, davanti a Montecitorio, per Martino e per una rivoluzione tradita che non hanno dimenticato, aspettavano almeno un segno flebile di riscatto, anche dell’ultima possibilità per Silvio Berlusconi di essere ricordato dalla parte ‘buona’ della storia. Con figure ed ingenuità politiche o retroscena poco commentabili come quelli di questi giorni, non ci potrà riuscire, serve di più.

Cristiano Mario Sabbatini | gennaio 31, 2015 alle 3:56 pm | Etichette: berlusconimattarella,napolitanopatto del nazareno | Categorie: ItaliaPolitica ed Economia | URL:http://wp.me/p3RTK9-6Gm

 

 

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