La Crisi Ecclesiologica (Parte VII)

 

La rivoluzione ecclesiologica

Comparazione critica tra il magistero perenne della Chiesa Cattolica e le nuove teorie promulgate dal Concilio Vaticano II

 

A cura di Mons. Donald J. Sanborn[i]

 

Prefazione e traduzione di Federico Colombera

 

PARTE VII

(Link parte VI: http://www.agerecontra.it/?p=14245)

 

 

QUESITO I. Le chiese scismatiche e/o eretiche fanno parte della Chiesa di Cristo?

GLI INSEGNAMENTI DEL VATICANO II E I DOCUMENTI/SENTENZE SUCCESSIVE

 

LE DOTTRINE DELLA CHIESA CATTOLICA ROMANA

 

COMMENTO
[Una certa] comunione esiste specialmente con le Chiese orientali ortodosse: per quanto separate dalla Sede di Pietro, esse restano unite alla Chiesa Cattolica per mezzo di strettissimi vincoli, quali la successione apostolica e l’Eucaristia valida, e meritano perciò il titolo di Chiese particolari (Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della Chiesa intesa come comunione, 1992, 17). PIO XII

[Enciclica Mystici Corporis, 29 giugno 1943]

Come dunque nel vero ceto dei fedeli si ha un sol Corpo, un solo Spirito, un solo Signore e un solo Battesimo, così non si può avere che una sola Fede […], sicché chi abbia ricusato di ascoltare la Chiesa, deve, secondo l’ordine di Dio, ritenersi come etnico e pubblicano […]. Perciò quelli che son tra loro divisi per ragioni di fede o di governo, non possono vivere nell’unita di tale Corpo e per conseguenza neppure nel suo divino Spirito.

Gli eretici e gli scismatici sono dunque esclusi dal Corpo Mistico di Cristo, che coincide con la vera Chiesa di Cristo e si identifica perfettamente con la Chiesa Cattolica Romana. Quindi le sette eretiche/scismatiche non sono affatto “chiese particolari strettamente unite” a quest’ultima. E i loro membri sono piuttosto da considerarsi alla stregua dei pagani e/o “pubblicani.”
Perciò anche in queste Chiese [particolari] è presente e operante la Chiesa di Cristo, sebbene manchi la piena comunione con la Chiesa cattolica, in quanto non accettano la dottrina cattolica del Primato che, secondo il volere di Dio, il Vescovo di Roma oggettivamente ha ed esercita su tutta la Chiesa

(Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione Dominus Iesus, 2000, 17).

PIO XII

[Enciclica Mystici Corporis, 29 giugno 1943]

Si trovano […] in un pericoloso errore quelli che ritengono di poter aderire a Cristo, Capo della Chiesa, pur non aderendo fedelmente al suo Vicario in terra.

Eretici e scismatici ripudiano l’autorità del Romano Pontefice – e quindi è errato ritenerli comunque ‘uniti’   a Cristo, Capo della Chiesa.
La Chiesa universale è perciò il corpo delle Chiese [particolari] (Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della Chiesa intesa come comunione, 1992, 8).

 

PIO XII

[Enciclica Mystici Corporis, 29 giugno 1943]

Ciò che qui abbiamo detto della Chiesa universale deve asserirsi anche delle comunità particolari dei cristiani, sia orientali, sia latine, le quali costituiscono una sola Chiesa Cattolica. Poiché anch’esse sono governate da Gesù Cristo con la voce e l’autorità del Vescovo di ciascuna […]. Ma mentre fanno ciò, non son del tutto indipendenti, perché sono sottopost[e] alla debita autorità del Romano Pontefice, pur fruendo dell’ordinaria potestà di giurisdizione comunicata loro direttamente dallo stesso Sommo Pontefice.

Esiste dunque una sostanziale differenza tra l’ecclesiologia di Pio XII circa le “chiese particolari” e quella elaborata dal Vaticano II. Solamente le Chiese soggette al Romano Pontefice fanno legittimamente parte della categoria delle “comunità [cristiane] particolari”.
In quelle assemblee veramente plenarie delle comunità ecclesiali nei vari paesi, si attua il fondamentale capitolo II della “Lumen Gentium”, che tratta di molte “sfere” di appartenenza alla Chiesa quale Popolo di Dio, e del legame che esiste con essa, anche da parte di coloro che non vi appartengono ancora (Giovanni Paolo II, Discorso ai membri del Sacro Collegio e a tutti i collaboratori della Curia Romana, 28 giugno 1980).

 

PIO XII

[Ammonimento al Sant’Uffizio “Sul movimento ecumenico”, 20 dicembre 1949] [Perciò] la dottrina cattolica dev’essere promossa e spiegata nella sua totalità e integrità: è proibito ignorare o esprimere ambiguamente ciò che rientra a pieno titolo nella verità Cattolica rispetto alla vera natura e alle tappe della giustificazione, oppure circa la costituzione della Chiesa, il primato di giurisdizione del Romano Pontefice e, infine, riguardo all’unica, autentica comunione con la Chiesa di Cristo che, da parte di coloro che permangono in uno stato di separazione da Essa, si può ottenere solamente ritornandovi.
Il Concilio Vaticano II insegna esattamente ciò che Papa Pio XII condanna!

[i] Titolo originale dell’opera: “The New Ecclesiolgy. A Double-Column Comparison of the Vatican II Ecclesiology with the Teachings of the Catholic Church, Plus a Commentary.” Novus Ordo Watch, 2013, <http://www.traditionalmass.org/images/articles/ecclesiology.pdf>.

 

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