Mattarella Presidente della Repubblica. Il centrodestra è morto

by Riccardo Ghezzi

MATTARELLA

L’elezione di Sergio Mattarella, giudice costituzionale scongelato per l’occasione dopo anni di silenzio, rappresenta forse la più fulgida vittoria di Matteo Renzi da quando è segretario Pd. Un capolavoro di strategia, ottenuto più per demerito dei suoi avversari che per meriti proprio. Il premier, dopo aver fatto fuori Letta, è riuscito a far approvare la legge elettorale che voleva grazie ai voti di Forza Italia, fregando la minoranza Pd, per poi sconfessare totalmente il “patto del Nazareno” proponendo un nome sgradito a Berlusconi e gradito a Sel e alle correnti anti-renziane del Pd come presidente della repubblica.

Sergio Mattarella, passato alla storia per essersi dimesso da ministro perché polemico contro la legge Mammì (che però, da parlamentare, ha votato e quindi contribuito a farla approvare), è un anti-berlusconiano per eccellenza: è stato lui a definire “inquietante” l’ingresso di Berlusconi nel Ppe, il Partito Popolare Europea. Quella tra Mattarella e Berlusconi è una storia di punzecchiature infinite che dura dal 1994. Non poteva certo essere questo il nome uscito dal “Patto del Nazareno”. Dunque Renzi ha preferito sconfessare l’accordo con l’amico-nemico, dopo essersene servito per la legge elettorale, e unire nuovamente il Pd e il centro-sinistra. Andrà avanti con la stessa maggioranza che aveva prima, dopo aver certificato la fine del Patto del Nazareno, facendo scodinzolare i vari Fassina, Bersani, Cuperlo, Civati. E persino Vendola e Scelta Civica. Un capolavoro, certo. Un capolavoro di slealtà, dal punto di vista di Berlusconi e del centro-destra. Un capolavoro tattico e strategico, se analizzato con freddo distacco. Ora Renzi dovrà tornare a dialogare con la minoranza interna, ma se andasse male può sempre tornare alle urne con la legge elettorale più congeniale a lui (e non a Berlusconi, evidentemente gabbato). E vincere, occupando il parlamento di fedelissimi.

Renzi ha vinto su tutta la linea. E il centro-destra? Non pervenuto. Alla luce dei risultati è verosimile pensare che persino una cinquantina di forzisti abbia votato per Mattarella. Saranno i fittiani? Oppure semplicemente Berlusconi era davvero d’accordo con Renzi e sta solo recitando la parte dell’offeso tradito? Probabilmente non lo sapremo mai. Non abbiamo neppure la consolazione di essere certi che con l’elezione di Mattarella a presidente della repubblica si sia concluso il patto del Nazareno. Sarebbe l’unica speranza, l’unica buona notizia per buona parte dell’elettorato di centro-destra che aspetta solo di ritrovare punti di riferimento in grado di rappresentare un’alternativa credibile al renzismo.

Non è più Berlusconi, evidentemente, questo punto di riferimento. Neppure Forza Italia, divisa tra falchi e colombe, incapace di leggere la situazione e di reagire. Incapace persino di proporre un proprio candidato al Quirinale, cosa che non era mai accaduta. Dopo il nome di Sergio Martino, purtroppo incautamente subito bruciato, non ne sono stati fatti altri. E i grandi elettori di Forza Italia che non hanno votato Mattarella si sono limitati alla scheda bianca. Una figuraccia. Salvini e Meloni, se non altro, il loro candidato di bandiera l’hanno trovato: Vittorio Feltri. Lega e Fdi però si sono auto-isolati, di fatto contribuendo a dividere ancora di più un centro-destra che gode di pessima salute.

Facile, troppo facile vincere per Renzi. Un uomo solo al comando. Non ha più avversari, li ha fatti fuori tutti, anche se sarebbe più corretto dire che si sono fatti fuori da soli. Lo ribadiamo oggi, dopo la debacle del centro-destra targata Mattarella. Renzi è ambizioso, smodatamente. Potrebbero non essere un difetto, in politica. Ma l’ex sindaco di Firenze lo è talmente tanto da non avere il tempo di pensare al bene dell’Italia. Non è il moderato che cercano i moderati, che pure l’hanno votato. Non è un liberale, non è un liberista, non può piacere all’elettorato storico del centro-destra. Ha gabbato Letta, Berlusconi e la sinistra del Pd, facciamo che non gabbi pure gli elettori. Matteo Renzi è un populista che si finge nemico del populismo. Non è la risposta giusta. Rinasca subito un centro-destra serio e responsabile che possa rappresentare un’alternativa più credibile dei grillini. Se davvero rinascerà una Balena Bianca, almeno non sia renziana.

Riccardo Ghezzi | gennaio 31, 2015 alle 12:28 pm | Etichette: centrodestrarenzismo | Categorie: ItaliaPolitica ed Economia | URL: http://wp.me/p3RTK9-6FP

 

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