STORIA ESEMPLARE DELLA MANOMISSIONE DI UN MESSAGGIO CRUCIALE

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

ARAI

Papa Pacelli ricevette, nel dicembre del 1940, in piena guerra, una lettera di suor Lucia in cui erano rinnovate le richieste, gli avvisi e le promesse contenuti nel Messaggio di Fatima.

Convinto della sua enorme importanza, egli cercò di diffonderlo perché fosse accolto da tutti.

Così, nei primi mesi del 1942 il “secondo segreto” di Fatima, riguardante la richiesta di “consacrazione della Russia” con la promessa della sua conversione all’unità cattolica e alla pace, fu pubblicato in due libri, col più alto patrocinio ecclesiale.

Il primo libro, Madonna di Fatima, di Don Luigi Moresco, fu stampato dalla Poliglotta vaticana, con l’introduzione dell’Arcivescovo di Milano, il Cardinale Ildefonso Schuster, che ne fece motivo centrale di una sua vibrante pastorale il 18 aprile di quell’anno.

Il secondo, Le Meraviglie di Fatima, del gesuita portoghese P. Luis Gonzaga da Fonseca, del Pontificio Istituto Biblico di Roma, fu apertamente lodato e ebbe un grande successo editoriale.

Il 31 ottobre 1942 Pio XII, in ossequio alla richiesta della Vergine di Fatima (ma senza la partecipazione dei Vescovi), consacrava il mondo al Cuore Immacolato di Maria, col radiomessaggio Benedicite Deum caeli: “Regina della Pace, pregate per noi e date al mondo in guerra la pace, che i popoli sospirano: la pace nella verità, nella giustizia, nella carità di Cristo. Dategli la pace delle armi e la pace delle anime, affinché nella tranquillità dell’ordine si dilati il Regno di Dio”.

In quei giorni, lo attesta perfino Winston Churchill nei suoi diari della Seconda Grande Guerra, avveniva quel che lui descrisse con le parole: the turning of the hinge of fate, cioè la svolta nel destino della guerra. È improbabile che questo statista seguisse gli interventi mariani, quindi l’osservazione sulla data speciale, viene da uno statista alieno a Fatima.

Data la svolta, suor Lucia scrisse nel mese successivo: ‘Dio ha manifestato compiacimento per l’atto compiuto dal Papa, anche se rimane incompleto riguardo ai termini della Sua volontà. A causa di esso anticiperà la fine della guerra, ma la conversione della Russia è rimandata’ (FGS, p. 88).

Pio XII voleva adempiere la consacrazione richiesta dalla Madonna di Fatima; perciò mantenne le intenzioni di preghiere per la conversione della Russia. Il Vaticano continuava tuttavia con la politica diplomatica della priorità verso le grandi potenze.

Ciò traspare dal contatto di Pio XII col presidente Franklin Delano Roosevelt, che portò alla manomissione del Segreto di Fatima e al conseguente stravolgimento della missione diplomatica da parte di un importante chierico vaticano.

Deliberatamente manomesse alcune parole di Maria a Fatima

Riguardo al Messaggio, infatti, in entrambe quelle pubblicazioni citate poc’anzi, le parole di Maria erano state deliberatamente cambiate. Dove era detto: “Se ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace, altrimenti essa spargerà i suoi errori nel mondo, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa”, dove la Madonna chiedeva la consacrazione della “Russia”, essa fu sostituita dal termine “mondo”.

Inoltre, dopo la parola “altrimenti”, “essa” (la Russia), fu sostituita dalla vaga espressione “propaganda empia”, attribuibile non specificamente al flagello dell’ateismo e del comunismo sovietico, ma egualmente al nazismo tedesco e quant’altro.

Consideriamo quest’episodio emblematico poiché riguarda da un lato gli avvisi del Messaggio di Fatima e dall’altro la cecità politica che portò ai nefasti accordi di Yalta.

Per descriverlo ci riferiamo all’articolo “Profezie di Guerra” pubblicato nell’ottobre 1981 da Civiltà Cattolica, dove lo storico gesuita P. Robert Graham S.J. (designato per difendere l’operato durante la guerra di Pio XII da denigratorie campagne) documenta le conseguenze dell’ingenua manomissione clericale del Messaggio di Fatima compiuta nel 1942, in piena guerra.

Le ‘manipolazioni’ del testo autentico del ‘Secondo Segreto’

Durante la guerra Pio XII non fece accenno alle rivelazioni di Fatima né consacrò la “Russia” esplicitamente. Ciò avvenne solo dopo la guerra, il 7 luglio 1952, con l’enciclica “Sacro vergente anno”. Comunque era inevitabile che il “Segreto di Fatima” e la “Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria” venissero considerati connessi tra loro, sia in Italia sia nel resto d’Europa.

In Germania, gli osservatori e la polizia nazista, sempre sospettosa d’ogni movimento del Papa, videro nella “Consacrazione” un pericolo per il fronte interno tedesco. I suoi capi notavano con irritazione crescente come il riferimento alla “consacrazione” venisse ripetuta in Italia, Francia, Olanda, Belgio e perfino in Germania. Per loro ciò aveva un sempre più chiaro significato “anti-Asse”[1]. E infatti, dall’inizio del 1943 la “Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria” e il tema della “conversione della Russia” assunsero una connotazione filo-Alleati, anti-Asse.

Fu specialmente in Inghilterra, da parte del cardinale Hinsley, arcivescovo di Westminster, che le parole del Papa furono spiegate e interpretate per gli scopi della propaganda alleata.

Nella sua Pastorale quaresimale del 1943, il cardinale scriveva: “Il Santo Padre allude inequivocabilmente alla Russia, il cui popolo, ora, sta difendendo eroicamente la Patria e i suoi focolari domestici dall’invasore…”.

Anche in Francia, il gesto di Pio XII fu interpretato malamente da L. Delébeque, editorialista di “L’Action Française”, che il 18 febbraio 1943 commentava una lettera di una lettrice che riportava “voci” sulle “rivelazioni” di Fatima trasmesse a Pio XII, per cui i successi russi erano da attribuirsi alla Santa Vergine, che stava per convertire la Russia. Quest’ultima avrebbe poi invaso l’Europa con i suoi crociati cattolici per ristabilirvi l’ordine e la Religione. Incredibile!

Se così fosse stato, il pericolo comunista non sarebbe più esistito! Fu perciò sensata la risposta che diede “La Semaine Catholique”, il Bollettino diocesano di Friburgo (Svizzera), ricordando che fin dal 1930 Pio XI aveva ordinato delle preghiere, da recitare alla fine della Messa, “per la Russia”: erano preghiere per la sua conversione!

Fatima fu trasformata quindi una fortuna inaspettata per la propaganda alleata e una spina, invece, nel fianco del nazismo, che pretendeva di ergersi contro una minaccia mortale per l’Europa: il bolscevismo. Per questo, la propaganda alleata sfruttò fino in fondo questo tema religioso, assai adatto per raggiungere la coscienza di molti.

Gli “Alleati” dovevano, però, ringraziare i primi divulgatori del “Secondo Segreto” di Fatima per aver “alterato” il testo, in modo da renderlo particolarmente adatto ai loro scopi.

Se l’emendamento del “secondo segreto” fu veramente compiuto nel 1942 con lo scopo d’evitare ogni strumentalizzazione politica, l’intento venne certamente invertito.

Possibile che gli editori non avessero immaginato che con l’espressione “la Russia si convertirà” avrebbero dato in mano a quel “alleato” un’arma potente e di ampia risonanza? Potevano non prevedere che sopprimendo l’accenno alla Russia, allora URSS, come causa di persecuzioni e di guerre, avrebbero rimosso un argomento utile a ricordare che la minaccia più grande era costituita dal comunismo? È probabile che Goebbels avrebbe respinto con disprezzo l’uso di un tema religioso per il suo lavoro, ma in altre zone di influenza nazista, come per esempio in Francia, il richiamo al “pericolo comunista” sarebbe stato accolto con attenzione.

C’è da aggiungere che P. Fonseca ha voluto far sapere che la sua “manomissione” del Messaggio era stata apprezzata in alto loco!

Qual’era allora il pensiero di Pio XII che aveva voluto che il Messaggio di Fatima fosse conosciuto, avvalendosi per questo della collaborazione del Cardinale Schuster, e che aveva consacrato il mondo, con implicita menzione della Russia, secondo la richiesta trasmessagli da Lucia? Dai documenti pontifici emerge come il Papa si fosse ben guardato dal lasciar sfuggire “un solo segno di approvazione e d’incoraggiamento alla guerra intrapresa contro la Russia nel 1941”. Accadde, però, che Pio XII, il quale dall’aprile 1939 intratteneva corrispondenza col Presidente americano, il massone Franklin Roosevelt, nel 1941 subisse le pressioni diplomatiche di questo affinché accettasse un’interpretazione più tollerante della “Divini Redemptoris”, contraria ad ogni forma di collaborazione col comunismo “intrinsecamente perverso”.

In proposito fu inviato a Roma l’ambasciatore Myron Taylor, il quale dovette subito rendersi conto di come, anche tra i più vicini collaboratori del Papa, ci fosse, riguardo all’atteggiamento da assumere verso il comunismo, la stessa divisione di pareri che c’era tra gli arcivescovi americani: per esempio, quelli di Baltimora, Cincinnati e Boston erano cauti e realisti, come Mons. Tardini; quelli di New York, Cardinale Spellman ed altri, erano ottimisti e pragmatici, come l’onnipresente Montini.

Ebbene, con l’aiuto di questi ultimi, Taylor alla fine ottenne da Pio XII che il 20 settembre si rispondesse a Roosevelt sollevandolo da ogni obiezione di principio sulla questione di un aiuto degli americani all’URSS. In una lettera del 22.9.1942 all’ambasciatore Myron Taylor, Pio XII fece sapere: “Su richiesta del Presidente Roosevelt, il Vaticano ha interrotto ogni polemica col regime comunista, ma questo silenzio, che pesa sulle nostre coscienze, non è stato capito dai dirigenti sovietici che seguitano, in URSS e nei paesi occupati dalle truppe dell’Armata rossa, le persecuzioni contro la Chiesa e i fedeli.[2]

 

Dio faccia che il Mondo libero non abbia un giorno di che rimpiangere il nostro silenzio!” Oggi è ormai risaputo che la linea della diplomazia concordataria fu sovvertita da Montini che stabilì un “dialogo” col potere sovietico che stava spargendo nel mondo i nefasti “errori della Russia”, all’insaputa e contro il volere del Papa. La priorità diplomatica non era più dunque quella cattolica, ribadita a Fatima, della conversione, ma quella del dialogo. Così, nello stesso 1942, attraverso l’iniziativa di Montini presso Stalin, già si delineò “l’apertura” ai capi sovietici, rappresentanti di quel regime nemico della verità di Cristo, da parte di alcuni membri vaticani. Era la fede nella mediazione umana presso i signori del mondo che scalzava la fede nella mediazione di Maria presso l’unico Signore del Cielo e della terra. Su cosa volevano trattare? Ciò si vedrà più avanti ricordando infatti un episodio che è all’origine della grande demolizione cattolica (l’incontro Montini-Stalin). Era la primizia dei compromessi, contrari alla Provvidenza, che 20 anni dopo avrebbero portato un ‘concilio ecumenico’ a tacere sull’incombente minaccia comunista e a raggirare Fatima (cf. Sì sì no no, a. VIII, n.21: Il Vaticano II raggirò Fatima, Daniele).

 

Il Mondo libero deve rimpiangere il silenzio vaticano sugli errori “intrinsecamente perversi” della Russia sovietica. Oggi nessuno può ignorare come sia stata funesta, per l’intera umanità, la cecità dei capi occidentali – primo tra tutti Roosevelt! – che hanno acconsentito e firmato tali “Accordi di Yalta”, voluti dal sanguinario Stalin.

Con i patti di Yalta si condannarono al massacro, alla schiavitù, al terrore e all’ateizzazione forzata popoli interi; le conseguenze si diffusero per tutta la terra e per un lungo tempo di cui ancora oggi non si vede la fine, malgrado le apparenze! Troviamo un esempio del risultato immediato di Yalta nel “Libro nero del Comunismo”: Stalin si è fatto concedere dagli alleati il rimpatrio di tutti i russi che si trovavano nella zona occidentale, anche col ricorso alla forza. Furono rimpatriate oltre un milione e 300.000 persone, talvolta in circostanze tremende. (‘Il libro nero del comunismo’, Mondadori, 1998, p. 300).

L’Occidente temeva il diktat sovietico. In quell’occasione, per evitare che l’Unione Sovietica prendesse in ostaggio prigionieri alleati per ricattare gli occidentali, essi cedettero al ricatto del rimpatrio di tutti i cittadini russi o d’origine russa che avevano “scelto la libertà”.

Tale cedimento determinò lo stato d’animo che condizionò la politica dei paesi occidentali fino ad oggi: la mentalità del compromesso. In questo senso si seppe che Mons. Montini era andato anche oltre ogni “compromesso” diplomatico, recandosi, nel 1942 in Russia, dove incontrò addirittura Stalin, secondo quanto racconta il segretario del cardinale Tisserant, monsignor Roche. Per concederli che cosa? Forse adesione forzata degli «uniati» agli «ortodossi» del 1946!

Come abbiamo visto, quel silenzio sugli errori della Russia era strettamente legato al silenzio cui era stato ridotto il Messaggio della Madre di Dio del 1917, per la “manomissione” di quel profetico avviso: “La Russia spargerà i suoi errori nel mondo, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa!”. Non conveniva dirlo di un «alleato» e ecco che questo imperversò ferocemente per altri quarant’anni, condizionando pure il misero Vaticano 2, riassunto nell’articolo di A. Socci «Quel Patto scellerato fra Kgb e il “Papa Buono”» (Nov. 2010, su Libero), oppure il nostro «Accordo Montini-Stalin» sul quindicinale romano «Sì sì no no» (sett. 15, 1984).

Ecco la classe clericale che passò a guidare la rovina della Cittadella della Fede, dove oggi regna ogni sorta di ave e animale immondo.

[1] <Vedi “Rapporto” del capo della Gestapo, Heinrich Müller, del 18 dicembre1942, al Ministro per gli Affari Esteri intitolato: “L’erbreitung eines Friedensgebets Pius XII, in Italien” (=Diffusione di una preghiera per la pace di Pio XII, in Italia)

[2] Dal Doc. 6795, citato da Mons. Roche, p. 379 – cf. “Toute la Verité sur Fatima”, vol.3, Fr. Michel de la Sainte Trinité CRC, 1985, F-10260 Saint-Parres-lès-Vaudes).

15 Risposte

  • Ho sempre pensato, e lo scrivo qui come lo scrissi in altri contesti, che l’atteggiamento di Pio XII, così come quello di Benedetto XV, Pio XI – figuriamoci l’ostilità a Fatima dei papi successivi! – fu in definitiva, indiziario di incauta “cautela” e di disobbedienza al volere della Vergine. Inutile starla a menare con la virtù della prudenza. Il loro procrastinare e il tergiversare sono alla base del degrado ecclesiale che dal Concilio ad oggi sta deformando il volto della Sposa di cristo.

  • Proprio così. Pare perfino che l’amico abbia letto il mio «Tra Fatima e l’Abisso» del 1988, dove descrivo questa difficoltà e le sue conseguenze puntuali nella politica vaticana. Perciò adesso preparo una nuova versione italiana su questa triste storia, che riguarda più uno strano «mistero romano» che il «Segreto di Fatima». Comunque la conseguenza più catastrofica – piuttosto castigo – per il comportamento di falsa prudenza dei Papi di prima furono gli anticristi che seguirono. Mons. Castro Mayer, che presentò quel mio libro e Mgr Lefebvre l’avevano capito.

  • Bene Daniele, mi prenoto già da adesso all’acquisto del tuo libro.

  • Sig. Castagna, le segnalo che alcune righe del testo, nella parte finale su fondo più scuro, non sono complete e pertanto risultano illeggibili. le chiederei gentilmente di correggere il testo.

  • Ecco che Arai delinea quanto era in indizi precisi sui dubbi e “cautele” imprudenti dei papi di allora. Risuona così ben più evidente l’avvertimento di Gesù a Suor Lucia, quando enunciò che -non avendo voluto ascoltare avrebbero fatto la fine dei re di Francia- !
    Queste nuove informazioni dettagliate colmano la lacuna di informazioni che c’era riguardo a Fatima.
    E voglio aggiungere che “il raggiro” alla Madonna di Fatima, oltrechè portare la Russia al comunismo, permise che la Russia stessa aiutasse l’allora Mao, in Cina, in fragile ascesa, ottenendo armamenti e consiglieri che gli permisero con astuzia e frode di sconfiggere Kiang-kai-shek alla fine della guerra mondiale. Così, all’Urss comunista, si associò la Repubblica Popolare di Cina con le sue stragi terribili e persecuzioni ai cattolici ed ai missionari. Ed è ancora in piedi la Cina comunista ! Se la Russia, nonostante l’insipienza europea e la cautela papale,ora, per volere del Signore, ha cambiato il suo ruolo nel mondo, non così la Cina che ha assunto dentro di sè il peggio del comunismo e del capitalismo. Questo per non aver voluto ascoltare le parole che venivano dal Signore, tramite la Sua Mamma !

  • Che di fronte a un ben chiaro invito, se non addirittura diktat della Vergine, chiaramente autentico, visto il pieno riconoscimento di tali apparizioni, si risponde con la “cautela”, significa che si pretende di capirne di più del Cielo stesso, di decidere al posto di Dio, visto che la Vergine parla solo e sempre a nome di Dio, di mettere “ragioni umane” prima di quelle del Cielo, in definitiva è lo stesso che farsi Dio al posto di Dio. Questo è né più né meno, tirate le dovute somme, il comportamento non di qualche politico di turno ma nondimeno della Chiesa, e nelle sue più alte sfere! Cosa pensare? Come giudicare? Soprattutto, come ha giudicato il Cielo questo gravissimo peccato di omissione? Chi ha pagato e pagherà? Nel Giudizio, personale, ma soprattutto finale? Qui si è deciso all’incontrario del destino di popoli e nazioni ma anche e soprattutto dell’istituzione Chiesa, sposa di Cristo. A chi la si è venduta? Popolo mio, che male ti ho fatto?

  • Sul «comportamento della Chiesa, nelle sue più alte sfere», preferisco sempre parlare del comportamento di chi occupa le sue più alte sfere usando il santo Nome della Chiesa del Signore per la propria politica di segno umano.
    E si vede subito con quale conseguenze!

  • Può darsi, ma nel mio computer vedo le cinque righe del trafiletto su fondo più scuro verso la fine dell’articolo (“Come abbiamo visto…”) spostate leggermente a destra e quindi non incolonnate col testo restante; perciò le cinque righe risultano troncate.

  • Come abbiamo visto, quel silenzio sugli errori della Russia era strettamente legato al silenzio cui era stato ridotto il Messaggio della Madre di Dio del 1917, per la “manomissione” di quel profetico avviso: “La Russia spargerà i suoi errori nel mondo, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa!”. Non conveniva dirlo di un «alleato» e ecco che questo imperversò ferocemente per altri quarant’anni, condizionando pure il misero Vaticano 2, riassunto nell’articolo di A. Socci «Quel Patto scellerato fra Kgb e il “Papa Buono”» (Nov. 2010, su Libero), oppure il nostro «Accordo Montini-Stalin» sul quindicinale romano «Sì sì no no» (sett. 15, 1984).

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