La “destra” degli intellettuali francesi

di Redazione

La propaganda mediatica fa apparire il Front National di Marine Le Pen come un movimento di estrema destra. La realtà è ben diversa, come spesso ci viene testimoniato da amici francesi, che differenziano il F.N. di Jean Marie, padre della attuale leader con l’attuale, visto un po’ come noi qui in Italia vedevamo Alleanza Nazionale o Forza Italia. La demagogia della Le Pen le porta consensi, ma ella si pone a piè pari nel Sistema ed in Europa rifiuta alleanze coi movimenti seriamente contro il Sistema stesso, proprio perché, altrimenti, dovrebbe mantenere le posizioni No Euro, No immigrazione, No Nato che tanto sbandiera. Ma è tanto fumo e niente arrosto. O meglio, l’arrosto è costituito dalle poltrone che il consenso di persone ingannate dalla propaganda riesce ad attribuirle. Nulla più…

Segnalazione Quelsi

LE POINT

Fino a poco tempo fa baluardo della sinistra, gli intellettuali “hanno cambiato sponda”, scrive il periodico liberale Le Point, e oggi sono sempre di più schierati a destra. D’altronde non è la prima volta che l'”intelligencija” francese si pone su posizioni reazionarie, conservatrici e nazionaliste: prima della seconda guerra mondiale il movimento “Action Française” ne rappresentava una grossa fetta; dopo la parentesi collaborazionista di Vichy, la maggior parte degli intellettuali conservatori trovò rifugio nel movimento tradizionalista degli “ussari” opposti all’esistenzialismo di Jean-Paul Sartre.

Adesso però la destra francese si trova di fronte ad un bivio, il lepenismo da una parte (criticato da Eric Zemmour, editorialista de Le Figaro, il quale afferma che “il FN, dalle presidenziali del 2012, è divenuto un partito di sinistra”) e i libertari di centro dall’altra, ma come al solito non sa decidersi. Il motivo dell’attuale popolarità degli intellettuali tradizionalisti è dovuta proprio a questa incertezza della “droite” conservatrice, decimata da lotte intestine e oramai isolata e quasi più ascoltata, nonché una volta al potere incapace di mantenere le promesse fatte quando era all’opposizione.

La nuova avanguardia tradizionale è guidata dagli intellettuali che, sempre secondo Le Point, “hanno ancora delle idee”: il filosofo Alain Finkielkraut, membro dell’Acadèmie française, il già nominato Eric Zemmour, il quale condanna l’egemonia culturale della sinistra affermando che “l’ideologia antirazzista e multiculturale della globalizzazione sarà per il Ventunesimo secolo quello che il nazionalismo è stato per il Diciannovesimo e il totalitarismo per il Ventesimo”, e lo scrittore Michel Houellebecq.

Redazione | marzo 8, 2015 alle 3:41 pm | Etichette: Alain Finkielkrautdestraeric zemmour,francesifranciaintellettuali francesilepenismoMichel Houellebecq | Categorie: Mondo,Politica ed Economia | URL: http://wp.me/p3RTK9-7ps

 

 

 

 

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