L’F-35B potrà trasportare solo 4 bombe rispetto alle 8 previste

Segnalazione Quelsi

F35

by Franco Iacch

Scoppia un’altra grana per la versione B dell’ F-35, quella cioè a decollo corto ed atterraggio verticale (trenta quelli acquistati dall’Italia). A causa di una “svista” nel design, la stiva interna dell’F-35B risulta essere troppo piccola per trasportare le nuove Small Diameter Bomb II. La SDB-II è una bomba di nuova generazione progettata proprio per l’F-35. L’F-35B è stato progettato per trasportare internamente otto SDB-II. Queste bombe permetterebbero al pilota dell’F-35 di colpire otto diversi bersagli a 40 chilometri di distanza e con assoluta precisione. Le SDB-II sono progettate per modificare la propria rotta in volo e seguire gli obiettivi attraverso sistemi di guida laser infrarossi o in movimento.

L’F-35B, però, può ospitare solo quattro SDB-II a causa della stiva interna che è significativamente più piccola delle versioni A e C per via del design del velivolo Stovl. La Marina USA voleva equipaggiare subito gli F-35B con le SDB-II, ma ha preferito portare avanti l’integrazione sugli F/A-18 Super Hornet. Ma ci sarebbe dell’altro perché il software necessario per implementare le SDB-II farà parte del Block 4, il cui rilascio è previsto nel 2022. Per farla breve. L’F-35B potrà trasportare internamente soltanto quattro delle otto munizioni previste e non potrà utilizzarle prima del 2022 a causa del software che sarà disponibile proprio in quell’anno.

Il Pentagono – si legge nella nota ufficiale – conosce il problema SDB-II fin dal 2007. Pesanti modifiche sono state apportate al velivolo per consentire di trasportare le SDB-II anche se ormai il design è quello. Il Corpo dei Marine ha già ricevuto 34 velivoli. Il ritardo nell’attuazione delle munizioni SDB-II non influenzerà la capacità del velivolo di volare, ma limiterà le operazioni che l’F-35B sarà in grado di svolgere. Il Pentagono dovrebbe acquistare 2443 Joint Strike Fighter per una spesa complessiva di 400 miliardi dollari, il 70 per cento in più rispetto alle proiezioni originali e per un numero maggiore di velivoli, mentre i 10 paesi alleati acquisteranno 721 caccia. Il contratto di produzione dello Joint Strike Fighter è stato assegnato alla Lockheed nel 2001. Ad oggi, 109 caccia sono stati consegnati mentre lo sviluppo e la sperimentazione continuano.

Il programma Small Diameter Bomb II Il programma Small Diameter Bomb II ha un costo di 4,1 miliardi dollari per 17 mila munizioni, cinquemila delle quali per la Marina USA. Il sofisticato sistema d’arma prodotto da Raytheon, andrà a sostituire la versione precedente costruita dalla Boeing. Secondo Raytheon, il programma SDB-II si avvicina alla fine della sua fase di sviluppo ed una decisione sull’avvio della produzione sarà presa a breve. Certamente – spiegano dalla società – il modulo SDB-II non sarà alterato per soddisfare le esigenze di spazio dell’F-35B ed auspichiamo la riprogettazione della stiva interna entro il 2016. Il Regno Unito è il secondo acquirente dell’F-35B dietro il Corpo dei Marine, con 138 velivoli. L’Italia ha acquistato trenta F-34B e sessanta F-35A. Il Regno Unito non si è ancora impegnato ad acquistare l’SDB-II, ma è consapevole del problema della stiva interna. L’Italia, invece, sarebbe già stata informata. Sapevamo del problema della stiva interna dell’F-35 – chiariscono dal Pentagono – ma abbiamo preferito posticipare la questione in attesa di un sufficiente livello di maturità del caccia. Gli altri sistemi d’arma legati al software Block 4 sono l’AGM-154 Weapon Joint Stand-Off, lo Joint Strike Missile della norvegese Kongsberg, il SOM turco e l’AIM-9X Sidewinder Block II.

Franco Iacch per Difesaonline (foto: Lockheed Martin / Raytheon)

Franco Iacch | marzo 3, 2015 alle 11:15 pm | Etichette: bombef35f35b | Categorie: Attualità | URL: http://wp.me/p3RTK9-7hL

 

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