DISORDINE UNIVERSALE: MANCANO VESCOVI O FANNO MANCARE IL PAPA?

Stamattina, a seguito delle polemiche scatenate dai centri sociali con l’occupazione di ATER dell’altro ieri e seguite da scritte di fronte all’ingresso: “Nè Dio, né Patria, né famiglia”, il nostro Responsabile Nazionale è stato ospite di Sandro Benedetti su Radio Verona per presentare la conferenza internazionale che si terrà stasera alle 20.30 presso la sala conferenze di A.T.E.R. (zona San Zeno) a Verona dal titolo: “L’Europa dei Popoli – Dio, Patria, Famiglia” con relatori lo stesso Matteo Castagna, il Prof. Antonio Diano, l’on. Karl Richter di N.P.D. e il Segretario Nazionale di Forza Nuova Roberto Fiore. La serata sarà presentata da Simone Costa. Non mancate e non fatevi intimidire, è tutto confermato e la legalità è garantita. Stasera, alle 19.00 su www.radiofn.eu  lo stesso Castagna sfaterà la “leggenda nera” sulle Crociate.

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L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Si dica subito che l’altro modo di nominare il «disordine universale» è «disordine cattolico», sia per ragioni etimologiche, cattolico = universale, sia per quanto riguarda il vero «ordine» terreno dell’umanità decaduta, portato da Nostro Signore Gesù Cristo.

Sì perché il cattolico sa che il Cristianesimo è il «sistema» dell’ordine possibile in questo mondo nella società umana, creata da Dio e redenta dal Suo Verbo. E non si dica che siamo nel campo della sola religione. No, questo è determinativo di quell’ordine civile nella vita umana di questo mondo materiale, perché ordinato a quello mentale e spirituale.

E a questo punto, poiché è esso che fa compiere il vero progresso delle civiltà ordinate, quando declina e manca è la Storia a registrare il suo risultato in un disordine crescente e incontenibile, come in questo periodo. Per ripetere con Donoso Cortés, il grande pensatore cattolico spagnolo dell’Ottocento: «Nel passato gli errori stavano nei libri, in tal modo che se non si cercasse in essi, non si potevano incontrare da nessuna parte, mentre ai nostri giorni l’errore non si limita ai soli libri, ma anche fuori dei libri; nelle istituzioni, nelle leggi, nei giornali, nei discorsi, nei dialoghi, nelle aule, nei circoli, nei focolari, nel foro, tanto in ciò che si dice come in ciò che si tace» («Lett. cardinal Fornari», 19.06.1852).

In quel tempo non c’era ancora né cinema, né TV, né internet. Ma allora l’intellighenzia rivoluzionaria sapeva che musica suonare per incantare e deviare i cattolici. E Gramsci ha fatto scuola, tanto insidiosa per la vita mentale delle anime quanto la scuola di Francoforte con Adorno, Marcuse, ecc., con le rivendicazioni rivoluzionarie che nel ‘68 seguirono quelle del «diritto alla libertà di coscienza e di religione» del 1962/1965. Infatti, il rovesciamento del Cristianesimo nel mondo seguì le maledette trovate dell’infido Vaticano 2.

Può il cattolico non sentire il dovere in questa paurosa crisi che investe la Chiesa e che dura da più di mezzo secolo, di professare l’assenza di chi è autorità apostolica per preservare e difendere la Fede integra e pura di fronte ai falsi pastori che cercano di cambiarla? Essi oggi occupano la Sede Apostolica e non si può immaginare una crisi più completa, soprattutto perché quasi tutta una generazione li riconosce come papi e pure “santi”.

Il mistero è tale che anche coloro che hanno occhi per vedere necessitarono di anni per riconoscere che si richiede la pubblica testimonianza della Fede trasmessa dalla Chiesa, senza interruzioni contro i «falsi cristi e falsi pastori» che la spezzano.

Ma la piena testimonianza dei falsi pastori richiede la presenza di uno vero, se non si vuole inventare una Chiesa senza l’autorità in Nome di Gesù Cristo. Allora, alcuni si sono messi in guardia contro il pericolo di un “conclavismo” selvaggio, inteso come un abusato e ridicolo esercizio di «decisionismo» di un gruppo per creare una autorità religiosa universale dal nulla. Vero, ma c’era anche da ricordare quel “conclavismo” più fatale, perché distrugge il principio del vero conclave cattolico, che solo vale per eleggere un cattolico di provata fede per ricevere il potere pontificio direttamente da Dio e non dal conclave, cui altrimenti sarebbe attribuito potere assoluto! (Vedi «A graça do Conclave e a cilada conclavista», promariana, 25.09.2010).

Rimane il dilemma: ma fino a che non sia riconosciuta la nullità dei conclavi che hanno eletto modernisti e filo massoni, come continuare la vita religiosa senza vescovi che possano contestare la falsa autorità? Alcuni come il Padre Belmont dicono che si deve lasciare tutto come è nella mani del Signore, riconoscendo solo l’autorità «materialiter» dei falsi cristi, per non trasgredire le leggi precedenti della Chiesa a proposito. Invoca il passaggio biblico delle figlie di Lot per indicare il risultato disastroso di un’iniziativa spuria.

Padre Ricossa, invece, riconoscendo pure lui solo l’autorità «materialiter» dei falsi cristi,  risponde a questo autore in “Digitus Dei non est hic”, suplemento ao n43 de Sodalitium, per giustificare la consacrazione di vescovi. Padre Ricossa è l’autore di alcuni buoni scritti, così come Padre Belmont, ma su questa materia sanno di essersi messi in un vicolo cieco riconoscendo una «autorità materialiter insostituibile» nei «papi conciliari» che si succedono. Dovrebbero, quindi, pregare il Cielo che, attraverso questi stessi, resti ancora qualche piccolo foro di uscita, che ovviamente dipenderebbe dall’esclusiva «volontà dei deviati»!

Dal momento che l’assenza di autorità divina, è la peggiore disgrazia per la costruzione di una vera giustizia e dell’ordine nella società umana, viviamo un tempo de sommo inganno il che indica la fine delle nazioni cristiane a causa del suo degrado umano (Lc 21, 24). Eppure, Nostro Signore opera attraverso gli uomini. Quindi non si può concludere senza menzionare l’azione necessaria per i cattolici che amano la Santa Madre Chiesa: Testimoniare l’inganno affinché sia superato.

Infatti si deve pregare l’aiuto divino, per operare secondo le proprie limitate condizioni, ma per il ritorno del Papa cattolico, che manca. Questa necessità di un papa, più che di un vescovo, dovrebbe portare a miglior consiglio preti e fedeli della compagnia «materialiter» che continuano, dopo tanti anni ostinati sulla stessa «inezia» (anti Bolla) … indegna da cattolici intelligenti, perché riconoscono un papato falso, ma intoccabile!

Dicono: un conclave elegge «canonicamente» un chierico che avrà l’autorità di Dio se e quando “vuol fare il bene della Chiesa”! E se non lo vuol fare perché seguiva già prima altri piani secondo un altro vangelo? Allora non avrà la piena autorità, ma la funzione sarebbe sua a causa del conclave! E tutto dipenderà dalla possibilità di una sua conversione! Ma il posto d’autorità divina sarebbe solo suo, a Roma e nel mondo: «realtà» che sarebbe confermata canonicamente!

Basta pensare cattolicamente, leggendo la Bolla «Cum ex apostolatus» per capire che la questione è messa dalla Chiesa seguendo il Diritto divino a monte del conclave. In parole semplici: 1 – l’indicato dal conclave per ricevere l’autorità di Dio dev’essere vero cattolico;

2 – il conclave può sbagliare anche con l’unanimità del voto dei cardinali (come lo fa da decenni eleggendo modernisti);

3 – Anche se questo sbaglio si conoscerà molto dopo a causa della limitazione dei fedeli (e di cotanti sinistri sofismi), ma sarà evidente nell’opera anticattolica dell’eletto papa, il conclave che lo ha eletto è nullo (si può dire pure esecrabile).

Altrimenti l’opera nefasta per la Fede operata da tale infiltrato che per arti demoniache passava per cattolico, sarebbe da attribuirsi a Dio, che (senza saperlo?) gli avrebbe conferito (pensano) in modo immediato, non per mezzo della Chiesa, il sommo potere sulla Fede (per corromperla?).

Quindi, questa «tesi materialiter», che poi ha pure figliato una spuria successione materialiter a perdere di vista (che ha messo P. Nitoglia in crisi), è estremamente deleteria in sé stessa, corrompe le anime e lo fa con la superbia di cancellare una Bolla papale con la «tesi» di un accademico.

Ora, l’esercizio concreto di una funzione non può essere in contrasto con la definizione del «principio costitutivo» della stessa funzione.

Il principio costitutivo dell’autorità papale nella Chiesa è la Legge di Dio e dei suoi comandamenti-vincolanti.

La dichiarazione del «diritto alla libertà religiosa» è direttamente contraria al principio della Chiesa. Rappresenta quindi una rinuncia tacita, non solo alla sua Fede, ma alla funzione di autorità nella Chiesa (§ Can. 188, 4).

Ciò imposta la vacanza dell’ufficio papale, sempre che questo non fosse stato già in precedenza vacante a causa della fede deviata dell’«eletto papa». Il fatto è che nuovi vescovi non risolvono l’immane problema del papa fatto mancare dal 1958 con una occupazione spuria, già più chiara nel 1960, dai fatti ben come dalla Profezia di Fatima.

Ai figli della Chiesa spetta riconoscere il fatto e testimoniarlo meglio tardi che mai nella carità, per amore all’Opera nata dal potere del Sangue versato da Nostro Signore Gesù Cristo e costituita con un Vicario che solo Lo rappresenta diretta e infallibilmente in questioni di Fede. “…docemus et divinitus revelatum dogma esse definimus: Romanum Pontificem, cum ex cathedra loquitur, id est, cum omnium Christianorum pastoris et doctoris munere fungens pro suprema sua Apostolica auctoritate doctrinam de fide vel moribus ab universa Ecclesia tenendam definit, per assistentiam divinam ipsi in beato Petro promissam, ea infallibilitate pollere, qua divinus Redemptor Ecclesiam suam in definienda doctrina de fide vel moribus instructam esse voluit; ideoque eiusmodi Romani Pontificis definitiones ex sese, non autem ex consensu Ecclesiae, irreformabiles esse.” [Concilio Vaticano – 2.Sess. IV, cap. 4, DB, 1839.]

I vescovi ricevono il potere di giurisdizione mediatamente dal Romano Pontefice e non immediatamente dal Signore, come lo riceve il Papa. È l’insegnamento della Mystici Corporis di Pio XII, ricordato dal Cardinale Ottaviani. Solo nella continuità di questa funzione e del suo stesso Vangelo è riconoscibile un papa vero.

Al contrario: «Anche se noi stessi o un angelo disceso dal cielo venisse ad annunciarvi un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia egli anatema! … Adesso io cerco forse di conciliarmi gli uomini o Dio? Se ancora cercassi di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo.» (Gl 1, 8…10)

Il problema più grave di questa generazione è quello di non aver amato abbastanza la funzione sacra e imprescindibile del Papa, per Chi rappresenta: accettando qualsiasi falso cristo nel suo posto; l’aver preso l’«altro» come se fosse il «dolce Gesù in terra! Il che implica in pieno cadere in quanto predetto dal Signore:“Io sono venuto nel Nome del Padre mio e voi non Mi avete accolto. Se venisse un altro nel suo proprio nome, lo accogliereste. Come potete credere voi, che vi glorificate gli uni gli altri e non cercate la gloria che viene dal solo Dio?” (Gv 5, 43-44)

4 Risposte

  • Caro Arai, parleremo presto insieme di alcune novità nella comprensione dottrinale della crisi suggeritemi da un amico carissimo e molto preparato.
    Ci risentiamo la prossima settimana.
    In Christo D.N.

  • Con piacere, caro amico. Intanto copio qui una frase che mi è arrivata in cui San Tommaso d’Aquino ci mostra chiaramente il grandissimo valore delle profezie divine (Sum.Th.II-II,Q. 174, art.6):
    “La profezia come si è detto (art. 2) è ordinata la conoscenza della Verità divina-la cui considerazione non solo ci istruisce sulla Fede, ma anche ci guida nell’operare, secondo le parole del salmo (42,3): “manda la tua verità e la tua luce: siano esse a guidarmi”… Per quanto riguarda infine la guida degli atti umani, la rivelazione profetica varia NON secondo la successione dei tempi MA secondo la gravità delle circostanze: poiché sta scritto (Pr. 29,18) che “senza la rivelazione profetica il popolo diventa sfrenato”.Perciò in tutti tempi gli uomini furono istruiti da Dio sulla loro condotta, come era richiesto dalla salvezza degli eletti”.
    Infine San Tommaso specifica:
    “in ogni tempo non mancarono mai persone dotate di spirito profetico-non per rivelare nuove dottrine di Fede, ma per guidare la condotta degli uomini”.

  • Il bravissimo Arai è l’unico che dice pane al pane e vino al vino. Io non riesco a capire come molti possano continuare a vedere chi siano gli orridi golpisti da Roncalli in poi, senza trarne le giuste e logiche conclusioni. Ormai riesco solo a pensare alla malafede. Viva Cristo Re, viva la Madre Maria Ss, viva San Giuseppe!

  • Sì, proprio così, caro Arai. La tesi del “papa materiale” ci consegna tutti alla grande cloaca di tutte le eresie (modernismo) per rovistare una qualche autorità autenticamente Cattolica. Quando parla dell’accettazione del nuovo eletto dal conclave a fare o non fare il Bene della Chiesa, essa trascura molti punti logici di causalità: 1. Non si può accettare o rifiutare qualcosa che non è stato proposto. 2. Cosa intendono i modernisti del conclave e il nuovo designato papa per bene della Chiesa? 3. Un eretico non può diventare Papa Cattolico. 4. Un albero di una specie produce solo frutti e altri alberi della stessa specie. Le ibridazioni, emulsioni di elementi, camuffamenti ingannevoli, sono artifici innaturali dove l’elemento “materiale” spesso è centrifugato e irriconoscibile…..
    Ci salvi la Santa vergine.

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