I “ricchi contratti di Expo” rifiutati. Giovani pelandroni? No, giornalisti disonesti e superficiali

Segnalazione Quelsi

 

by Riccardo Ghezzi

manu pompeo

 

 

 

 

Oggi l’Italia si è risvegliata con una notizia choc: i giovani d’oggi non hanno voglia di lavorare. Sono viziati e si permettono pure il lusso di rifiutare un ricco contratto di 1300-1500 euro al mese offerto da Expo. Tutti i giornali ne parlano, la radio pure. E l’indignazione sui social network non si è fatta attendere. “Parassiti”, “meritano di morire di fame”, “buoni a nulla”. Giudizi senz’altro frettolosi, alimentati da una campagna stampa discutibile. Sono le stesse testate e i giornalisti ha formulare ipotesi in realtà prive di riscontro: “stipendi troppo bassi”, “turni massacranti”, “desiderio di non rinunciare alle vacanze”. Uno schiaffo alla povertà e alla disoccupazione, insomma. Secondo le cattive penne.

In realtà sono gli stessi giornalisti a non fornire sufficienti informazioni. Non si sa quali fossero i profili professionali richieste, le mansioni, le reali tipologie contrattuali. E, ovviamente, non vi è alcuna certezza sulle motivazioni dei “rifiuti”. Sappiamo solo ciò che viene scritto: un’agenzia interinale, la Manpower, ha selezionato 646 giovani under 29 a fronte di ben 27.000 richieste pervenute. Costoro avrebbero dovuto occuparsi dei padiglioni espositivi di Expo 2015. Come detto, nient’altro viene specificato, neppure sulle mansioni e le competenze richieste. In realtà capiamo anche che i 1300-15000 euro citati nei titoloni sono il compenso mensile massimo. Ci sono anche stipendi inferiori. E non di poco, come vedremo.

La semplice lettura dei vari articoli fa sorgere qualche dubbio. Innanzitutto 646 persone che vengono selezionate vincendo una “concorrenza” di ben 27.000 rappresentano verosimilmente figure di un certo prestigio. Avranno senz’altro un buon curriculum e significative esperienze lavorative alla spalle. Molto probabilmente, non hanno alcun bisogno di lavorare. Hanno già un lavoro ben retribuito, oppure l’hanno trovato durante la selezione. Non tutti quelli che presentano la propria candidatura presso le agenzie interinali sono disoccupati alla disperata ricerca di un lavoro. Alcuni, semplicemente, desiderano qualcosa di meglio, oppure fare nuove esperienze, sondare il terreno. Potrebbe essere stato il caso dei 646 selezionati, un’élite in mezzo a un oceano di 27.000 domande. Semplicemente, il lavoro in Expo non faceva al caso loro, per vari motivi: un’altra occupazione meglio retribuita oppure più stabile e sicura rispetto ad un lavoro stagionale di sei mesi.

Lo stesso vale per la seconda ondata di selezionati, poi la terza e la quarta e così via. Quello che sappiamo dalla Manpower è semplicemente che “non è stato facile trovare 600 profili” perché i primi selezionati rifiutavano, non si presentavano, si defilavano. Ma non c’è alcun elemento per sostenere l’ipotesi che i motivi alla base fossero la pigrizia o il desiderio di non rovinarsi le vacanze.

Esilaranti alcuni titoli, come quello dell’Huffington Post: “Si lavora troppo, tenetevi i 1500 euro”. Un virgolettato che farebbe pensare a una dichiarazione di uno dei giovani “Choosy”, in realtà nessuno ha pronunciato questa frase. Anzi, proprio all’Huffington Post ha risposto una giovane selezionata e “choosy”.

Stando al dettagliato commento di questa ragazza in risposta all’Huffington Post (ma anche Il Corriere, Repubblica, Giornalettismo e altri non hanno scherzato affatto), non tutti gli stipendi promessi erano di 1500 euro al mese. Nel suo caso, solo 500 per occuparsi di comunicazione e social network. Una schiavitù. Ma non è neppure per il misero stipendio che la ragazza ha rifiutato, bensì per evidenti problemi organizzativi in fase di selezione. E soprattutto, per il fatto che già aveva un’occupazione. Evidentemente, la sua candidatura in Expo era solo un sondaggio per valutare un’opportunità.

Altro che choosy. I giovani d’oggi sono già abbastanza bistrattati. Fomentare campagne stampa sulla base della superficialità di certi giornalisti, loro sì cattivi professionisti, non è corretto.

Riccardo Ghezzi | aprile 22, 2015 alle 12:46 pm | Etichette: contrattidisinformazione,disoccupazioneexpogiornalistigiovaniInformazionelavoro | Categorie: Dall’Italia | URL:http://wp.me/p3RTK9-8UL

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