VERGOGNA NELLA VERGOGNA: UN’ALIENAZIONE SCIAGURATA

L’EDITORIALE DEL VENERDI

BERGOGLIO CON IMAM

di Arai Daniele

Dal Portogallo qualche notizia sul terribile naufragio di domenica nel Mediterraneo.

La prima nave ad arrivare sul luogo della carretta che aveva diffuso messaggio di pericolo era un cargo che batteva bandiera portoghese, e proprio il suo arrivo può avere provocato la tragedia secondo due ipotesi indicate dai superstiti. La prima che l’ondulazione del mare causata dall’avvicinamento della nave grossa alla più piccola l’abbia fatto rovesciare. La seconda che sia stato lo spostamento in blocco dei suoi occupanti attratti dall’avvicinamento della nave soccorritrice. Lo dicono i sopravvissuti arrivatinella serata di lunedì a Catania, in Sicilia, ammettendo che il naufragio di Domenica nel Mediterraneopotrebbe essere stato causato dal cargo battente bandiera mercantile portoghese venuto in suo aiuto. Leinformazioni sono state fornite alla televisione statunitense CNN da Carlotta Assami, alta portavoce del Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. “Quando furono vicini, le due barche – piccole e grandi -scioccarono. La nave è la ‘King Jacob’, un cargo con quasi 10 tonnellate di carico. La bandiera eraportoghese, perché il cargo è registrato a Madeira. All’arrivo sul posto, il suo comandante Mark Clark,indica che “il cargo era a velocità molto bassa quando avvicinava la zona e non poteva aver causatograndi onde”… e ha salvato 22 delle 900 vittime.

 

Resta l’inquietante e emblematico fatto per cui nelle attuali condizioni dell’esodo di dimensioni bibliche perfino l’intenzione di portare un aiuto occasionale possa determinare un aggravarsi di ogni conseguenza. Adesso queste saranno legalizzate!

Si potrà dire lo stesso dalle contraddittorie iniziative di una disunione europea sempre più cretina e immorale? Infatti, per il disastroso intervento in Libia, specialmente secondo oscuri interessi del governo Sarkosy, ma che ha avuto l’adesione di altri governi rincretiniti, è alla radice non solo di quest’immane disastro, ma pure di quello del Mali e oltre fino alla Nigeria con Hollande. Possono i governanti non sapere che l’enorme scarico di arme e le distruzioni innescate in luoghi del Pianeta già devastati da lotte interne, arrecano conseguenze incontrollabili… per gli altri?

 

Un noto analista portoghese, il generale Loureiro dos Santos specialista in geostrategia, lo ripete e avanza la sua soluzione per fermare l’immigrazione clandestina dalla Libia: “Si deve andare lì per mettere qualcuno che aiuti un generale alla guida di una parte della Libia che può e deve essere sostenuta dall’Occidente con mezzi militari per ripristinare l’ordine. Altrimenti la questione dell’immigrazione non ha soluzione”, dice.
Mi vien da pensare: ma prima non bastava un colonnello? E poi, se tanti paesi erano d’accordo per la morte e distruzione in vasta scala, perché ora non si accordano per andare lì almeno per affondare queste carrette di tanto traffico disumano?

 

Ad ogni modo questo argomento, che sembrava essere anche quello di Renzi, si fonda sul fatto che: “Non è la prima volta che le Nazioni Unite convalidano interventi di questo tipo. Le Nazioni Unite hanno fatto altri interventi militari che hanno avuto luogo e sempre derivate da situazioni d’instabilità e di difficoltà a rispondere alle chiamate di alcuni enti locali. Si sta ripetendo la situazione.” ! Ecco, si cava un buco con le armi e dopo lo si riempie di altre armi, in nome dell’ONU (per raddoppiare il guadagno)! Renzi, invece, ha detto lunedì, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il capo del governo di Malta a Roma, che non è sul tavolo un possibile intervento militare in Libia, come parte della soluzione alla crisi attuale con gli immigrati provenienti dall’Africa… l’unico modo per arginare il flusso migratorio nel Mediterraneo è impedire l’azione dei trafficanti che organizzano i viaggi. Impedire dall’Italia? Far finta di donare un caso simile forse via twitter! Ma un altro portoghese, il già primo ministro del governo socialista che ha iniziato il naufragio economico del Portogallo, Antonio Guterres, ora Alto Commissario dell’ONU per i Rifugiati, già critico dell’accoglienza italiana, ora chiede che si ritorni all’operazione «Mare vostro» (ordinata pure da «altri»)!

 

Quale è in verità il problema di coscienza che pende sulla mentalità che governa oggi l’Italia e questo mondo allo sbaraglio? Quello della difesa dell’ordine interno, scosso da un’immigrazione clandestina senza limiti, com’è ed era la preoccupazione di altre nazioni e oggi in modo duro dall’Australia? Mai. Pare che a suscitare l’azione da applicare abbia per copertura le esclamazioni di !vergogna! venute da Bergoglio (e lavorate da quelli altri) già all’origine di quell’operazione «mare vostro a carico nostro». Chi può assicurare, però, che questa non sia piuttosto dalle parti delle cause della porta aperta a ogni traffico – come previsto subito da alcuni analisti (Lutvak-Consulting) – nel ventre molle di un’Italia immersa in un alienante senso di vergogna conciliare? Sì, perché con il Vaticano 2, la nuova religione conciliare s’è dotata finalmente di «salvatori» (veri demolitori) secondo i diritti laici dei 200 anni d’illuminismo (Ratzinger).

 

Oggi perfino Maurizio Blondet, che al primo «vergogna» bergoglione si è levato a suo favore, ora al secondo sa di dover reagire col titolo: «Legalizzare l’immigrazione», ordina Rothschild», che vuole «smantellare la fortezza europea». Eppure, quella che contava, la fortezza romana, è demolita da dentro e da tempo dalle idee conciliari di Montini/Maritain e nuovi filosofi del charlie, che hanno prodotto le caricature tragiche dei «papi conciliari», tristi figure che accusano pure il silenzio di Dio!
Tali esclamazioni implicano o un’accusa vaga – non si capisce a chi – o allora è un’auto accusa in coscienza. Ma con quest’ultima, per assumersi la responsabilità di tale ecatombe umana, implica la presunzione dell’onnipotenza di soluzioni teorico-pratiche. In tal senso ricadono quelle idee avanzate da Renzi e compari: trovare, per impedire, il traffico umano dei viaggi della morte, organizzato altrove! Ma se non si riesce neanche a conoscere e impedire i traffici illeciti interni, si avventa la soluzione di farlo in una terra di nessuno completamente fuori controllo! Tutto per non essere marchiato con l’anonima «vergogna» d’esternazione bergogliesca!

Sono «vergogna» e «mea culpa» addossati per via traversa all’altra Chiesa, quella vera dell’Ordine cristiano che condannava errori ed eresie; la Chiesa dell’Inquisizione e del Magistero fondato sulla Legge naturale e divina, della difesa, pure con le «guerre giuste», della propria civiltà e Fede in Europa e in patria, come a Lepanto e Vienna. Eppure questa è la Chiesa delle Missioni e delle conversioni che salvavano nella sua origine la vita civile, da trasmettere anche ai popoli di «culture tribali», per il bene generale.

Non passa più per la testa di qualcuno che i poveri fuggiaschi di un Africa sanguinolenta, che rischiano la vita per approdare in quel che resta di una Europa – una volta cristiana – non fuggono proprio dal vuoto di una cristianità compassionevole? O la ricercata carità moderna sarebbe quella del consumismo edonistico associato al buonismo prostituito dall’impunità del «chi sono io per giudicare»!

 

In realtà se l’esodo clandestino è fatto da una massa di rifugiati dalla Libia, Somalia, Nigeria, Sudan, Etiopia, Irak, Siria, ecc., cui presto si aggiungerà quella dall’Arabia e del Africa del sud, questo si deve anzitutto all’orrore verso il nuovo disordine islamico, non affrontato per quel che è nella sua estensione da nessun nuovo ordine democratico mondiale, e tanto meno, nel piano della verità, dalla chiesa conciliare ecumenista dei Bergoglio con la perfida «Nostra aetate». Eppure, «l’Islam più che una religione come il cristianesimo, è una teologia politica come il marxismo. Scrive Socci: «Il laicissimo Bertrand Russel in un suo saggio sul bolscevismo scriveva che fra le religioni il bolscevismo doveva essere paragonato piuttosto all’Islam che al cristianesimo. Quest’ultimo infatti è una religione personale con una sua spiritualità, una mistica, una teologia. Invece “Islamismo e Bolscevismo sono religioni pratiche, sociali, non spirituali, impegnate a conquistare il dominio del mondo terreno. I loro fondatori non avrebbero resistito alla terza tentazione nel deserto di cui parla il Vangelo”. L’Islam infatti comporta un’ideologia totalitaria simile al comunismo, ma anche al fascismo e al nazismo (Eric Voegelin ha ampiamente mostrato che sono diverse maschere riemergenti della gnosi). Come ha spiegato Samir Khalil Samir, “l’Islam nasce fin dall’inizio come progetto socio-politico e anche militare: ciò è evidente sia nel Corano sia nella Sunna, nella tradizione che include la vita e i detti di Maometto. Per un musulmano religione e politica sono indissolubili”.

Ora, da quanto si sa, la maggior parte dei rifugiati o pseudo tali sono mussulmani. E alcuni lo dimostrano uccidendo cristiani già nei barconi clandestini. Seguono perciò le idee di gran dominio mondiale di Maometto, terribile duce di una teologia politica di conquista a ferro e fuoco per espandere il suo dominio sul mondo, piano che ha una lunghissima durata: «A chi crede che oggi il problema sia rappresentato solo da pochi fondamentalisti violenti e non dall’Islam in sé, risponde Samuel Huntington: “Millequattrocento anni di storia dimostrano il contrario. L’Islam è l’unica civiltà ad aver messo in serio pericolo, e per ben due volte, la sopravvivenza dell’Occidente”.

Continua Socci: «Credere che siano cose del passato o limitate – oggi – ad Al Qaeda e all’Isis è da illusi (del resto chi ha inventato e sostiene l’Isis?). L’Islam per sua natura punta al mondo intero. Monsignor Bernardini, arcivescovo di Smirne, al Sinodo dei vescovi del 1999 riferì: “Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un certo punto con calma e sicurezza: ‘Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo’ ”.

 

L’alienazione conciliare per l’incretinimento terminale del mondo

In passato ho scritto, seguendo il linguaggio delle classiche categorie filosofiche, sulle alienazioni anglicane e americaniste che inquinano il mondo del pensare e perciò del credere e dell’agire umano. Ma l’alienazione conciliare è andata oltre.

Consideravo la Storia fino ai nostri tempi perché la gran confusione internazionale dell’ora presente è legata al fatto che l’egemonia mondiale degli Stati Uniti dell’America del Nord, erede di un pensare britannico, non corrisponde a un modello di civiltà ordinata al vero e al bene, e perciò non è in grado di generare e diffondere la pace, che è la tranquillità dell’ordine; del vero Ordine. Si trattata, perciò, di una forma d’alienazione del Vero, che segna in modo univoco il retto pensiero che riguarda la vita umana, com’essa fu voluta e creata da Dio. E le «culture» europee moderne? Basta considerare il modo come «importano» l’avanzata dell’islamismo globale, per capire l’origine dei buchi neri del suo modello rivoluzionario e suicida (v. Augusto Del Noce, il suicidio della rivoluzione), che sono in una grave, sistematica «alienazione religiosa».

 

Come osservato perfino da Rousseau, “non fu mai possibile costruire uno Stato senza che la religione ne stesse a fondamento”. E lo stesso Voltaire afferma che “dove esiste una società, la religione è assolutamente indispensabile”. Dato quindi che le società hanno bisogno di una fede assoluta e che alle fedi è legato un culto, s’instaurò oltre oceano il culto di una «democrazia assoluta». Poiché la rivoluzione americana fu una specie di prova generale su scala decentrata, da allora nell’ex-colonia venne impiantata la fede in una democrazia rivoluzionaria (vedi Tocqueville – La Démocratie en Amérique) il cui stabilirsi poté dimostrare ai massoni di Francia, reclutati tra i nobili e i vescovi – il capo della massoneria era il cugino del re -, l’operazione vincente.

E la successiva rivoluzione francese era destinata a colpire al cuore la più potente monarchia cattolica dell’epoca e con essa indirettamente la Chiesa per la sostituzione del suo Culto con quello della dea ragione, onorata sugli altari rivoluzionari. Tale culto diveniva così modello d’esportazione, e gli Usa divenivano, prima i depositari ufficiali e poi il vettore messianico della fede democratica – della razionalista sovranità umana – che da secoli s’impianta in ogni luogo per sostituire la fede nella sovranità divina del Cristianesimo insegnata dalla Chiesa. Oggi viviamo il suo esito, Ma in essa la resistenza sembra in parte bloccata da sussulti «materialiter» che riconoscono la «legalità di tutto il potere ai soviet conciliari (vedi https://promariana.wordpress.com/2015/04/20/1-commento-alla-conferenza-del-15-novembre-2014-a-milano-tenuta-dalli-m-b-c-istituto-madonna-del-buon-consigliio/)

 

Di fronte al dominio del vano americanismo modernista, la chiesa conciliare è passata all’azione ecumenista a 360º per cui l’uomo e gli stati non hanno bisogno della Verità, ma della libertà! Perciò si è accantonata qualsiasi missione per convertire alla fede cristiana; quella del «segno certissimo degli antichi e nuovi miracoli suscitati da Dio per il bene degli uomini». Coloro invece che introdussero sette erronee procedettero per vie del tutto contrarie, com’è evidente nel caso di Maometto, il quale allettò i popoli con la promessa di piaceri carnali, ai quali essi sono già propensi per la concupiscenza della carne. Inoltre diede precetti conformi a codeste promesse, sciogliendo le briglie alle passioni del piacere, in cui è facile farsi ubbidire dagli uomini carnali. In più egli non diede insegnamenti all’infuori di quelli che qualsiasi persona istruita può facilmente dare e comprendere col suo ingegno naturale; anzi, le verità stesse che egli insegnò sono mescolate a favole e a dottrine falsissime; neppure si poté servire di soprannaturali miracoli, che costituiscono la sola testimonianza adeguata della rivelazione divina. Né ebbe la testimonianza dei profeti precedenti; anzi egli guasta tutti gli insegnamenti del Vecchio e del Nuovo Testamento con racconti favolosi, come risulta dalla lettura della sua legge. Ecco perché con astuzia proibisce ai suoi seguaci di leggere il Vecchio e il Nuovo Testamento, per non essere tacciato di falsità.» Ma oggi vale solo la fede nel «miracolo»» della potenza delle armi, ed il risultato si vede in tutto il mondo.

 

Qui preferisco ripetere alcune voci che risuonano certamente più alto che la mia (tranne che per puntare all’origine del problema: «il disfattismo cattolico» provocato dalla bestia conciliare). Continua Socci: «Oltre alla Fallaci è rimasta inascoltata la voce del cardinale Biffi. Ecco le sue parole del 2000: “Oggi è in atto una delle più gravi e ampie aggressioni al Cristianesimo (e quindi alla realtà di Cristo) che la storia ricordi. Tutta

l’eredità del Vangelo viene progressivamente ripudiata dalle legislazioni, irrisa dai ‘signori dell’opinione’, scalzata dalle coscienze specialmente giovanili. Di tale ostilità, a volte violenta a volte subdola, non abbiamo ragione di stupirci”, perché era stato profetizzato nel Vangelo, “ci si può meravigliare invece degli uomini di Chiesa che non sanno o non vogliono prenderne atto”. Poi Biffi ricordò una sua intervista di alcuni anni prima, dove gli fu chiesto: “Ritiene anche lei che l’Europa sarà cristiana o non sarà?”.

Rispose: “Io penso che l’Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana. Ciò che mi pare senza avvenire è la ‘cultura del niente’, della libertà senza limiti e senza contenuti, dello scetticismo vantato come conquista intellettuale, che sembra essere l’atteggiamento dominante nei popoli europei, più o meno tutti ricchi di mezzi e poveri di verità. Questa ‘cultura del niente’ (sorretta dall’edonismo e dalla insaziabilità libertaria) non sarà in grado di reggere all’assalto ideologico dell’Islam che non mancherà: solo la riscoperta dell’avvenimento cristiano come unica salvezza per l’uomo – e quindi solo una decisa risurrezione dell’antica anima dell’Europa – potrà offrire un esito diverso a questo inevitabile confronto”.

 

Ma allora quale è la «vergogna»? Non sarà tacere su questo nuovo orrore, come la chiesa conciliare, dei Roncalli e dei Montini, con i loro patti scellerati, ha taciuto vergognosamente sul comunismo sovietico? Ma più che tacere, portare i loro divi a baciare addirittura il Corano come ha fatto Wojtyla, che si è rivolto ai giovani mussulmani perché lo seguissero fedelmente. O togliersi riverenti le scarpe nei templi di culto strappato con le armi al Cristianesimo, come hanno seguitato a fare Ratzinger e l’attuale suo socio? E poi si ammirano quando uno come Magdi Allam strappa il suo battesimo nella chiesa conciliare! Forse ignorano che sono folle a richiedere di essere «sbattezzate» e tanti ad aderire alla lotta jihadista per una fede che non si vergogna di spingersi fino alla più spietata violenza per fare trionfare il suo profeta? I fanatici sono pronti a morire per la loro fede. Bergoglio lo conferma: vi sono martiri mussulmani!

Il fatto è che chi ha una «fede» può costruire uno stato o un califfato nel mondo, col tifo anche dei mussulmani pacifici e «altri». Invece, quest’Europa del charlie e questa Roma della‘cultura del niente’, della libertà senza limiti e senza contenuti, dello scetticismo vantato come conquista intellettuale,dovrà subirli, grazie soprattutto alla perfida alienazione conciliare del Cristianesimo, vergognosamente in atto in nome di una «umiltà ecumenista» inspirata dell’«altro»! Tutto è avvenuto secondo l’alienazione predetta da Gesù: «Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se un altro venisse nel proprio nome, lo ricevereste» (Giovanni 5, 43). Ecco il colpo letale per la Chiesa descritto dalla profezia di Fatima: abbattere il Papa cattolico affinché subentrasse l’«altro»… per operare la sciagurata alienazione ecumenista del Cristianesimo!

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