180.517 firme contro il gender diktat consegnate al Quirinale

FIRMATARI

Segnalazione Corrispondenza Romana

Il 5 maggio scorso sono state consegnate al Quirinale, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le 180.517 firme raccolte dalla petizione «Per una scuola che insegna e non indottrina», un’iniziativa promossa da “ProVita Onlus”, l’”Associazione Italiana Genitori” (AGe), l’”Associazione Genitori delle Scuole Cattoliche” (AGeSC), il “Movimento per la Vita” e “Giuristi per la Vita”, alla quale hanno aderito altre numerose sigle cattoliche (tra cui il nostro Circolo “Christus Rex”, n.d.r.)

La petizione, indirizzata, oltre che al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, esorta a “disapplicare la «Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” e di impedire la diffusione di ogni progetto educativo che ad essa si ispiri». Il testo chiede dunque al presidente Mattarella di «intervenire, con la sua autorità giuridica e morale, presso gli organi competenti, affinché vengano presi i provvedimenti idonei» cosicché «venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità e la sua definizione costituzionale di “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”» e insieme «si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e si educhi al rispetto del corpo altrui ed al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva».

Le associazioni promotrici dell’appello hanno inoltre evidenziato il ruolo fondamentale e primario della famiglia, esautorata dai propri diritti educativi, scrivendo: «gli studenti dovrebbero poter trovare nella scuola, non ideologie destabilizzanti, ma un ambiente capace di assicurare uno sviluppo sano della personalità. E nulla dovrebbe essere fatto senza l’assenso e contro la volontà delle famiglie che restano le prime responsabili dell’educazione dei figli».

Il Presidente di Pro Vita Onlus, Toni Brandi, ha infine sottolineato il totale silenzio del Ministero dell’Istruzione, dichiarando: «Siamo contenti della sensibilità di Mattarella verso i temi della famiglia ma è triste osservare che ci sono voluti due mesi per raccogliere quasi duecentomila firme e più di due mesi per non ottenere un incontro con il Ministro Giannini che l’anno scorso aveva promesso che le associazioni dei genitori sarebbero state consultate e che le linee guida dell’Unar sarebbero state riscritte».

Nei prossime settimane, le 180.517 firme saranno consegnate anche al presidente del Consiglio Renzi e al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Tuttavia, la linea del governo in materia appare chiara, dal momento che la promozione del gender farà parte del disegno di legge sulla riforma della scuola attualmente all’esame della VII Commissione cultura della Camera. A farsi carico dell’iniziativa è Giovanna Martelli, consigliere del presidente del Consiglio Matteo Renzi sulle Pari Opportunità, la quale ha proposto un emendamento, sottoscritto da tutto il Pd, che promuova l’educazione alla parità di genere e la prevenzione alla violenza e a tutte le discriminazioni nelle scuole di ogni ordine e grado. Il testo, non lascia spazio a fraintendimenti, prevedendo, che l’elaborazione del piano triennale dell’offerta formativa assicuri  «’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità di genere, la prevenzione alla violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle relative tematiche». Ci auguriamo che iniziative come tale petizione si moltiplichino nei prossimi mesi per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo i reali rischi e pericoli che si celano dietro i progetti educativi ispirati alla folle e perversa ideologia del gender. (L.G.)

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