Il grande conflitto d’interessi di Sergio Mattarella

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Segnalazione Quelsi

MATTARELLA

by Eugenio Cipolla

Vi ricordate i girotondi che si prendevano per mano attorno al Parlamento per protestare contro Berlusconi, le leggi ad personam e il conflitto d’interessi? E il Popolo Viola e le sue forti dimostrazioni di protesta contro il Caimano? E le senonoraquandiste, capaci di mobilitare numerosi gruppi di donne per dire al “dittatore” Berlusconi che lo Stato e le Istituzioni erano di tutti e non di una sola persona? Adesso sono magicamente scomparsi. Già, il renzismo è riuscito a fare anche questo.

La scorsa settimana abbiamo assistito a una delle pagine più nere per la nostra democrazia. Matteo Renzi si è approvato la legge elettorale da solo, senza la presenza delle opposizioni in aula, ponendo la questione di fiducia su una materia molto delicata. Cosa che non accadeva da sessantadue anni. In tutto questo non solo le proteste radical chic alle quali eravamo abituati un tempo si sono dissolte, ma il presidente della Repubblica si è limitato a un ruolo puramente notarile, firmando senza troppi problemi una legge alquanto discutibile sia nel merito che nel metodo.

Come è possibile tutto questo? Come è possibile, viene da chiedersi, che una figura di garanzia (in teoria è così, in pratica un po’ meno e Mattarella lo ha ampiamente dimostrato) abbia fatto finta di nulla, motivando addirittura la sua scelta con qualche virgolettato affidato al quotidiano Repubblica (casualmente, s’intende) e non abbia invece diffuso un comunicato ufficiale, che sarebbe risultato un segno di trasparenza e correttezza verso il popolo che guida.

È per questo che in molti cominciano a chiedersi se Mattarella possa davvero essere una figura di garanzia, un presidente super partes, il cui unico interesse è difendere il popolo italiano. E non perché è Renzi ad averlo voluto fortemente al Quirinale, piuttosto perché il nostro presidente della Repubblica è al centro di un grande conflitto d’interessi. Suo figlio, Bernardo Mattarella, è il capo dell’ufficio legislativo del ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia.

In pratica il presidente della Repubblica deve vigilare sul corretto operato di un governo politico che vede suo figlio fortemente coinvolto. Questo non è conflitto d’interessi? Se davanti allo scempio Italicum Mattarella non ha battuto ciglio, cosa accadrà quando sulla sua scrivania arriverà un provvedimento uscito dall’ufficio che dirige suo figlio?

Per carità, nulla da dire sulla figura di Bernardo Mattarella. Il suo curriculum, visibile a tutti sul sito del ministero diretto dalla Madia, parla da solo: lunga esperienza accademica, decine di pubblicazioni, intensa attività legislativa. Ma a volte tutto questo non basta. Esistono anche ragioni di opportunità. E in questo caso sono tante quelle che consiglierebbero un passo indietro di uno dei due. O il conflitto d’interessi valeva solo per Berlusconi?

Eugenio Cipolla | maggio 7, 2015 alle 1:47 pm | Etichette: conflitto di interessimattarella | Categorie: ItaliaPolitica ed Economia | URL: http://wp.me/p3RTK9-9ld

Una Risposta

  • La cosa gravissima, illegale, consiste in ben altro. Mattarella è quel giudice costituzionale che dichiarò illegittima la legge elettorale “porcellum” portando seco l’illegittimità di oltre 150 deputati. Poiché un parlamento delegittimato lo ha eletto presidente quirinalizio è egli stesso illegittimo, ma astutamente fa finta di niente, così come finge di aver dichiarato, prima di salire al colle, che le riforme portate avanti con colpi di fiducia sono una violenza alla democrazia. Ed, infatti, ha firmato l’italicum senza battere ciglio. Ipocrisia allo stato puro.

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