L’utilitarismo ha ucciso Teddy e la società

ANTIDEPREDAZIONE ORGANI

Segnalazione della Lega Nazionale Antipredazione degli Organi

7/5/15 Comunicato n.9

L’UTILITARISMO HA UCCISO TEDDY E LA SOCIETA’

Il precedente comunicato “Teddy anencefalico espiantato dopo 100 minuti di vita”, illegalmente, in Gran Bretagna, ha attivato una serie di mail giustificatorie di stampo utilitaristico-antiumano, tra cui spicca, dall’alto della fredda saccenteria, quella di un rappresentante dell’Antispecismo.

Riportiamo e commentiamo.

Alla Lega Antipredazione: Cari amici, se ciò che è avvenuto è illegale, ossia l’espianto prima dei termini di legge, Vi suggeriamo di fare un esposto, o meglio una denuncia, alla Procura della repubblica competente, in modo che i rei di tale misfatto siano legalmente perseguiti. Se è legale, Vi suggeriamo di farvi promotori di una proposta di legge (sottoscritta da molte associazioni) che vieti l’espianto prima dei termini che consideriate scientificamente necessari ad accertare la morte del soggetto. Se tuttavia la morte del soggetto sia inevitabile, e a breve termine, e l’espianto debba avvenire – per avere successo – prima della morte clinica del soggetto, Vi inviterei a considerare l’opportunità di favorire la sopravvivenza di altri soggetti (riceventi), considerando che la vita di questi ultimi non ha un valore inferiore a quella del ‘forzoso’ donatore, se non altro per umana pietà verso entrambi.

Risposta della Lega Antipredazione:

Punto 1) La denuncia alla Procura la faranno gli oppositori inglesi in quanto in Inghilterra è vietato utilizzare un neonato per trapianto prima dei 2 mesi, come noi denunciammo per Gabriele nel 1998.

Punto 2) In Italia l’uso degli anencefalici è proibito, in quanto l’anencefalico è vivo anche se destinato a morte precoce. Respira da solo e in caso di arresto cardiaco il rilievo grafico dell’elet-trocardiogramma deve essere di 20 minuti. A noi sta bene così, anche i disabili hanno dei diritti.

Punto 3) Totale assurdità. Chi è espiantato/squartato/torturato non è uguale a chi riceve: l’espiantato è predato, il ricevente preda, entrambi per decisione degli adulti, questi sì “acefali”.

Non c’è pietà nella concezione utilitaristica che usa il più debole e apre le porte ad orrori inimmaginabili. Per estensione devono tremare i vecchi, i malati terminali, i down, i cosiddetti “morti cerebrali”…

Non ci stupisce quindi che i vertici dell’Antispecismo siano a favore della Proposta di legge per l’utilizzo dei cosiddetti “morti cerebrali” tenuti vivi in ospedali e Università per due anni per esercitazioni chirurgiche, chimiche e radiologiche. Difendono gli animali solo per spostare la sperimentazione sull’uomo.

Nella società neoliberista delle falsificazioni e dei profitti, tutto è “arbitrario”in mano al potere, soprattutto gli aspetti umani: la sofferenza dell’espiantato è negata; il dolore eterno dei familiari è fatto passare come scelta; l’assenza di empatia di tutta la società è orientata da pennivendoli opportunisti; la manipolazione mentale è mascherata da educazione; l’assenza di informazione vera è surrogata da quella falsa; la prevenzione dei traumi cerebrali (da incidente) nelle scuole è usata come passe-partout per la donazione e per portare gli studenti in visita alle rianimazioni; ecc.

La morte vera rispetto alla morale e ai sentimenti è la cosa meno arbitraria, la più stabile da comprendere e costatare. La si riconosce sugli animali, la si può riconoscere sugli umani. La legge è scritta e quando difende la vita va rispettata, quando impone la “morte cerebrale” va cancellata.

Nerina Negrello

Presidente

Lega Nazionale Contro

la Predazione di Organi

www.antipredazione.org

COMUNICATO STAMPA

ANNO XXXI n. 9

7 Maggio 2015

 

 

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