Operazione Balltops,venti di guerra in Europa: l’esercitazione-monstre degli Stati Uniti in Svezia

USRAELE

Segnalazione di Federico Prati

(contro la Russia)

Venti di guerra soffiano sull’Europa, teatro di una sorta di nuova guerra fredda che vede contrapposti sempre Russia e Stati Uniti, con Mosca che mostra i muscoli al Vecchio Continente, rispondendo alle esercitazioni a stelle e strisce mobilitando aerei da combattimento e soldati pronti “a rispondere a ogni eventuale attacco”, dice il Cremlino. Uno scenario da incubo, ricostruito nel dettaglio dal Corriere della Sera, che spiega come Washington sia pronta a schierare gli intramontabili Buff, i bombardieri strategici B-52, usati dal Vietnam al conflitto (strisciante) coi sovietici, dalla battaglia a Saddam Hussein e fino alla caccia a Osama Bin Laden. E ora, i B-52, arrivano in Europa per dare un segnale chiaro, molto chiaro, a Vladimir Putin.

Allarme rosso a giugno – Da lunedì, infatti, la Nato opera nell’Artico con 150 aerei. Si tratta di missioni di addestramento per testare le difese con il coinvolgimento di molti Paesi, sia quelli membri dell’alleanza sia quelli neutrali, come la Svezia. In risposta, come detto, il ministro della Difesa russo ha organizzato esercitazioni-monstre, con centinaia di mezzi. Secondo le informazioni di intelligence, la Russia potrebbe lanciare missili da crociera contro bersagli in mare. Ma questo sarebbe nulla, a confronto di ciò che si potrebbe vedere dalla prima metà di giugno nell’area scandinava. Già, perché fonti Usa hanno confermato al Corsera che un paio di B-52 partiranno da una base nel Mid-West degli States e raggiungeranno uno spazio di mare al largo delle coste svedesi, dove sganceranno grappoli di mine navali.

Operazione “Balltops” – Con i B-52, la Casa Bianca, sfodera un’arma strategica, stagionata ma sempre minacciosa e letale. Un’iniziativa strategica, quella degli Usa e della Nato, legata alle possibili intrusioni dei russi a bordo dei sottomarini in territori nei quali non potrebbero navigare. Presenze recentemente denunciate proprio da Stoccolma (si comprende, dunque, perché ora la Svezia si “schieri) e poi ridimensionate. Un’area, quella delle coste svedesi, che pare essere la (nuova) frontiera della (nuova) guerra fredda.

L’operazione ha un nome, la manovra “Balltops”, e uno degli obiettivi della simulazione sarà respingere un’invasione sul fronte sud-svedese, appunto. Una manovra da record: coinvolge 50 navi da guerra, altrettanti aerei e 4.500 militari. Una manovra che verrà seguita da vicino dalle forze russe, sempre più presenti e minacciose ai bordi dei territori occidentali (come certificato dalle decine di avvistamenti degli aerei Nato).

 

4 Risposte

  • Il commento del Corsera ben intruppato ed al soldo di “economie forti” non può che partecipare verso gli Usa ed alleati Nato.
    Ma se si riflette su quanto la Nato e gli Usa (che ne tengono strette le fila) hanno fatto e fanno per stuzzicare l’orgoglio russo, si può ben capire come la risposta di una nazione forte e potente come la Russia sia quantomeno di sguinzagliare sommergibili ed aerei in giro per Mar Baltico, Mediterraneo ed Atlantico !
    Ma gli americojons non recedono dal ruolo di “polizia mondiale” di autoelezione, quindi anche nel Mar Cinese Meridionale vanno a perlustrare per decidere chi può gestire isole e chi no. Peccato vi sia là pure la Cina a mettere il suo naso, pericoloso come quello russo…

  • Mi meraviglia che nessuno dei commentatori sulle profezie di Fatima e alcuni convinti del tempo esatto della punizione divina, non arrivino qua a leggere per fare qualche deduzione logica che farebbe bene a tutti.

  • Credo che la Cina possa mettere sul campo nel giro di poco tempo diversi milioni di soldati armati. Da qualche parte avevo letto che in una eventuale guerra contro l’occidente la Russia avrebbe agito in Europa e zone limitrofe mentre la Cina in Canada e successivamente in USA.Io da qualche tempo sto accumulando provviste :vedetela come volete.P:S. Hai ragione Mardunolbo ma quello è un argomento clou.

  • Un’altra nota: i cinesi che vivono fuori della Cina sono altrettanti diversi milioni e la quasi totalità ha mantenuto l’identità cinese .

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