ACEFALIA VOLONTARIA OVVERO EUTANASIA «CATTOLICA»!

ACEFALIA

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Nella semplice e pratica saggezza di tutti i popoli in tutti i tempi c’è la certezza della necessità sociale di un capo.

Nel corso della storia si sa come questa necessità ha assunto tante forme sacrali anche mitiche, anche involte in simbolismi di tutti i generi.

Fatto sta che tale necessità d’ordine sociale è suscitata divinamente poiché intrinseca alla natura del corpo sociale che richiede una testa.

Per soddisfarla il Creatore suscita nell’ordine umano, a immagine del padre – capo famiglia, condottieri e re per la più larga famiglia dei popoli e nazioni. Niente più naturale, niente più imprescindibile nell’ordine sociale!

Ed ecco che per la Sua Chiesa, società perfetta, il Signore ha scelto e formato Simone, pescatore dotato del dono di comando, come Suo Pietro. Egli doveva rimanere e perpetuare la carica come rappresentante dei Suoi poteri nella santa Chiesa della salvezza umana; supremo potere per una suprema missione riguardante la vita di ogni essere umano; mistero della Fede, poiché si trattava del potere infallibile di Dio in terra, concesso a uomini fallibili. Ma era potere divino in vista della salvezza degli uomini.

Intorno all’importanza senza paragoni di questa somma Carica, si è dall’inizio, creata una singolare aureola di rispetto, di devozione, addirittura col termine simbolico di «adorazione» del Vicario di Cristo ovvero del Papa cattolico.

E siamo arrivati ai nostri tempi di quella decadenza crescente che parte proprio dall’alto: capi che deviano, guida che confondono, chierici che si compromettono con menzogne. Sì, decadenze storicamente cicliche, ma pure inevitabilmente crescenti verso il mitico «kali iuga» delle più antiche visioni di un caos finale che ha portato Gesù a dire: “Quando il Figlio dell’Uomo tornerà sulla terra, troverà ancora la Fede?”

Ci siamo? Nel vagliare i fatti presenti è impossibile negarlo perché tali inganni hanno da qualche tempo raggiunto proprio quel vertice voluto da Dio. Infatti, il «disordine universale» è «disordine cattolico» (cattolico = universale) perché riguarda il vero «ordine» terreno per l’umanità decaduta, essendo il Cristianesimo il «sistema» dell’ordine possibile nella società umana, rivelato da Nostro Signore Gesù Cristo. E non si dica che siamo nel campo della sola religione; ciò è determinante per ogni ordine civile nel mondo materiale, ordinato a quello spirituale.

A questo punto, poiché è esso che fa compiere il vero progresso delle civiltà, quando declina e manca, è la Storia a registrare il risultato nel disordine crescente e incontenibile, come in questo periodo di confusione cronica di capi e guida abbagliati ma convinti d’essere illuminati. E pure usano tale temine come lo hanno fatto infelici professori del ritorno alle sorgenti del nulla, come Ratzinger e compagni!

Regna la confusione, eppure predomina il vezzo clericale che si deve accettare e anche imporre ai fedeli di accettare i capi passati dal convento, nel caso dai conclavi, ormai immersi nel marasma conciliare! E tutto diventa discutibile, meno l’inventata infallibilità del conclave. I cardinali non potrebbero sbagliarsi nella loro scelta.

Ecco il nuovo spirito di corpo di una classe clericale nel guado, che accantona, sia la priorità della Fede, a cui dovrebbe servire l’autorità, sia il Magistero dei Papi (vedi Paolo IV e San Pio V), che escludono l’assolutezza dei conclavi.

E così siamo arrivati alla funesta successione di conclavi fasulli, con l’ultimo che sforna l’«episcopato romano» del farsesco Bergoglio!

Può il cattolico, in questa paurosa crisi mentale che investe la Chiesa e dura da più di mezzo secolo, non sentire il dovere di testimoniare l’assenza dell’autorità apostolica che preserva e difende la Fede di fronte ai falsi pastori che cercano di cambiarla? Nel silenzio predominante, perduta la crisi che, più completa non si può, poiché quasi un’intera generazione riconosce come papi e pure “santi” chierici di un’altra «fede».

È vero che la piena testimonianza dei falsi pastori richiede la presenza di uno vero, se non si vuole inventare una Chiesa senza l’autorità del Vicario di Gesù Cristo. Ma ciò per dei sapienti di quest’ora è un circolo vizioso senza uscita! Perciò il Signore avrebbe istituito una Chiesa tanto imperfetta da meritarsi la materialità untuosa dei «papi conciliari»! Dicono, che il pericolo sta in un “conclavismo”, inteso come esercizio di un «decisionismo» di gruppo per creare una autorità religiosa universale dal nulla. Sì, ma per evitarlo un altro gruppo di consacrati istruiti nella manualistica tradizionale decide che si deve subire qualsiasi «papa» uscito dai conclavi a servizio dell’altra fede! Il chierico votato secondo il nuovo disordine canonico conciliare può essere uno in forte odore di eresia, ma insindacabile. Eccoci a quello che è davvero fatale “conclavismo” distruttore del principio del vero conclave cattolico. Esso è valido solo se elegge un cattolico per ricevere il potere pontificio direttamente da Dio e non dal conclave. Così s’inventano la nuova eresia che attribuisce potere assoluto al conclave! (Vedi «A graça do Conclave e a cilada conclavista», promariana, 25.09.2010).

Tra un abbaglio e l’altro, rimane la vera urgenza per i figli della Chiesa dell’unione nella supplica al Signore perché susciti un Papa cattolico. Ma come ciò può accadere se si perpetua il dubbio sulla nullità dei conclavi che hanno eletto modernisti e filo massoni? È la ragione perché la vita religiosa rimane nell’impasse dell’inganno di una falsa autorità – valida perché eletta in un «conclave canonico»! Falsi cristi, veri anticristi, trasgressori delle leggi e dei tempi (Daniele 5), ma vere «autorità» da subire!

Poiché l’assenza di autorità divina, è la peggiore disgrazia per la costruzione di una vera giustizia e dell’ordine nella società umana, viviamo un tempo de sommo inganno il che indica la fine delle nazioni cristiane a causa del degrado umano (Lc 21, 24). Eppure, Nostro Signore opera attraverso gli uomini. Quindi non si può concludere senza menzionare l’azione necessaria per i cattolici che amano la Santa Madre Chiesa: testimoniare l’inganno affinché sia superato. La vera Chiesa ha il potere di eleggere sempre il Papa perché quest’autorità è di necessità assoluta, anche per la salvezza dei preti che pensano di poterne fare a meno, tenendosi qualsiasi impostore, proprio come nuovo «principio» mostruoso, nel Cielo e nella terra.

Infatti, si deve chiedere l’aiuto divino per operare secondo le proprie limitate condizioni, ma per il ritorno del Papa cattolico, che manca. Questa necessità di un papa, più che di un vescovo, dovrebbe portare a miglior consiglio preti e fedeli di ogni gruppo. Nessuno si assicura Sacramenti «materialiter» che mancano dal beneplacito «formaliter» della volontà del Signore di essere degnamente s rappresentato nella Sua Chiesa. Chi disdegna questa Volontà è inevitabilmente, anche senza volerlo o pensarlo, complice e «una cum» con quel anticristo che pensa stigmatizzare ma onorandolo perché titolare di un papato falso, deleterio, ma intoccabile!

Basta pensare cattolicamente, leggendo la Bolla «Cum ex apostolatus» per capire che la questione è messa dalla Chiesa seguendo il Diritto divino, a monte del conclave. In parole semplici: – l’indicato dal conclave per ricevere l’autorità di Dio deve essere vero cattolico;– il conclave può sbagliare anche con l’unanimità del voto dei cardinali (come lo fa da decenni eleggendo modernisti); – Anche se questo abbaglio si conoscerà molto dopo a causa della limitazione umana (e di tanti sinistri sofismi), essa si rende evidente nell’opera anticattolica dell’eletto papa; quindi, il conclave che lo ha eletto è nullo (e esecrabile).

Si può pensare di negare questa definizione papale con la tesi di un accademico? In tal modo alcuni favoriscono il perpetuarsi dell’opera nefasta per la Fede operata da infiltrati che per arti demoniache passavano per cattolici e papabili. Peggio, si attribuirebbe a Dio, che, senza saperlo (?) avrebbe conferito (non per mezzo della Chiesa, e meno ancora di porporati dell’altra Roma) in modo immediato il potere divino a questi. Sì, il sommo potere sulla Fede per cui è morto il Signore, messo a servizio non della sua conferma, ma per corromperla! Ai figli della Chiesa spetta riconoscere e testimoniare tale abominio della desolazione, meglio tardi che mai nella carità, per amore all’Opera nata dal potere del Sangue versato da Nostro Signore Gesù Cristo e costituita con un Vicario che solo Lo rappresenta infallibilmente. Solo nella continuità di questa funzione e della conferma della parola evangelica è riconoscibile un papa vero.

I vescovi ricevono il potere di giurisdizione mediatamente dal Romano Pontefice e non immediatamente dal Signore, come lo riceve il Papa. È insegnamento della Mystici Corporis di Pio XII, ricordato dal Cardinale Ottaviani. Eppure si moltiplicano i vescovi e i preti senza neppure la preoccupazione di pregare per il ritorno del papa cattolico. Sono incuranti del passaggio biblico delle figlie di Lot, che indica il risultato disastroso d’iniziative spurie per la continuità sacerdotale, come se essa potesse fare a meno della suprema Autorità pontificia, solo intravista per alcuni nella finzione di un’autorità «materialiter»!

Il problema più grave di questa generazione è quello di non aver amato abbastanza la funzione sacra e imprescindibile del Papa, per Chi rappresenta: accettando qualsiasi falso cristo nel suo posto; l’aver preso l’«altro» come se fosse il «dolce Gesù in terra! Il che implica cadere in quanto predetto dal Signore:“Io sono venuto nel Nome del Padre mio e voi non Mi avete accolto. Se venisse un altro nel suo proprio nome, lo accogliereste. Come potete credere voi, che vi glorificate gli uni gli altri e non cercate la gloria che viene dal solo Dio?” (Gv 5, 43-44)

Accogliere come Papa uno che, allo stesso tempo si riconosce maestro di eresie è disprezzare il mandato divino per cui: «Anche se noi stessi o un angelo disceso dal cielo venisse ad annunciarvi un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia egli anatema! … Adesso io cerco forse di conciliarmi gli uomini o Dio? Se ancora cercassi di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo.» (Gl 1, 8…10)

E nell’alienazione di questo Mandato si compie un vero e proprio atto di eutanasia «cattolica», che ha per conseguenza l’acefalia ecclesiale, volontaria, perciò colpevole! Che il Signore ci preservi da questa offesa alla Sua Chiesa!

7 Risposte

  • Il popolo cattolico accetta tutto , educato da anni di preti al cinema ed in televisione fatti su misura per loro , non come doveva essere un prete secondo Dio ma secondo la piccola gente. Perché non penso che sia stato educativo vedere al cinema ed in tv un prete che parla con il Crocefisso e poi si mette a corrompere un’arbitro , ieri come oggi .

  • Dove c’è solo la Messa dei materialiter, almeno nei paraggi, come ci si dovrebbe comportare? Io non so.
    Si deve restar fermi e completamente isolati come degli eremiti che attendono la loro liberazione dal vero Padrone? E’ possibile la via eremitica esteriore che sostiene quella interiore, in un mondo iper-coercizzante nell’esibizionismo e negli inganni? Bo!!

  • Il prete cattolico (qui ci si riferisce al Don Camillo di Guareschi) che corrompe l’arbitro non è certo visione commendevole e/o educativa; tuttavia il messaggio che si intravvede non è quello del prete che sbaglia (tutti gli uomini possono sbagliare) ma quello del prete che ponendo mente alla voce del Cristo è capace di riconoscere l’errore e pentirsi e correggerlo.
    Il messaggio reale è questo: essere sordi alla voce della Grazia significa cadere in errore; ma l’uomo retto verrà sempre interpellato dalla voce della coscienza che gli ricorderà: “tu hai peccato…” e ne trarrà le conseguenze.

  • E’ un problema che pongo e a cui non riesco a dare una risposta . Mi aggrappo alla preghiera e cerco di tirare avanti.

  • Il fatto è che don camillo, pur parlando con Cristo , non si è trattenuto dal corrompere l’arbitro 🙁 . Non mi sembra ci fosse bisogno di una figura simile, oltretutto amicissima dei comunisti , mentre i fascisti non ci fanno mai una bella figura . Lo scrittore emiliano stesso disse di aver fatto i comunisti più simpatici di quel che erano.Mi domando se c’è ne era cosa cristianamente parlando necessaria, visto che ora i nipoti di peppone si battono per il gender.Ed hai voglia a dire che non il peppone ma sono i piani alti, è l’ideologia cattiva ,separandola dal popolino. Qui in emilia anche la piccola gente approva, frega un nulla di Tradizione Cattolica , massoneria .Se fosse definita un racconto di fantascienza spinta , la narrativa guareschiana sarebbe per me sopportabile .A me sembra solo un depliant turistico per una zona , l’emilia rossa , dove i preti come nella mia città giravano con l’unità sottobraccio . E nessuno ha mai trovato nulla da ridire , tanto se don camillo ha come migliore amico peppone che male fa? Il catocomunsimo ringrazia lo scrittore parmigiano.

  • Meglio il caciocavallo silano al compromesso parmigiano(?). Mmmhhh!!! Che fama!!!

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