Bergoglio, discorso ai Valdesi. È possibile parlare di precursore dell’Anticristo?

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Segnalazione Radio Spada

di Carlo Di Pietro.

di CdP Ricciotti.

Il 22 giugno 2015, lunedì, a Torino, Bergoglio, in visita “pastorale”, ha detto ai Valdesi:

L’unità che è frutto dello Spirito Santo non significa uniformità. I fratelli infatti sono accomunati da una stessa origine ma non sono identici tra di loro. Ciò è ben chiaro nel Nuovo Testamento, dove, pur essendo chiamati fratelli tutti coloro che condividevano la stessa fede in Gesù Cristo, si intuisce che non tutte le comunità cristiane, di cui essi erano parte, avevano lo stesso stile, né un’identica organizzazione interna. Addirittura, all’interno della stessa piccola comunità si potevano scorgere diversi carismi (cfr 1 Cor 12-14) e perfino nell’annuncio del Vangelo vi erano diversità e talora contrasti (cfr At 15,36-40). Purtroppo, è successo e continua ad accadere che i fratelli non accettino la loro diversità e finiscano per farsi la guerra l’uno contro l’altro. Riflettendo sulla storia delle nostre relazioni, non possiamo che rattristarci di fronte alle contese e alle violenze commesse in nome della propria fede, e chiedo al Signore che ci dia la grazia di riconoscerci tutti peccatori e di saperci perdonare gli uni gli altri. È per iniziativa di Dio, il quale non si rassegna mai di fronte al peccato dell’uomo, che si aprono nuove strade per vivere la nostra fraternità, e a questo non possiamo sottrarci. Da parte della Chiesa Cattolica vi chiedo perdono. Vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi. In nome del Signore Gesù Cristo, perdonateci! (clicca qui).

Dunque, sostiene Bergoglio: «L’unità che è frutto dello Spirito Santo non significa uniformità». Allora ci troveremmo davanti ad uno Spirito Santo difforme o deforme (che non sarebbe più Spirito di Verità bensì “spirito di opinione”, proprio come quella sbagliata di Bergoglio): uniti nella difformità dottrinale e morale. Pertanto lo Spirito Santo fornirebbe, al bisogno, diverse versioni di fede e costume, a secondo di luoghi, epoche, soggetti, etc. Per conclusione logica: lo Spirito Santo sarebbe sincero con alcuni e menzognero con altri, pertanto non esisterebbe (modernismo = ateismo). Il chiaro riferimento è alla diversità (o non uniformità) di dottrina (fede, morale, culto, legge) dei Valdesi, perché PROPRIO di questo si tratta, non di cavilli burocratici. Eppure la Chiesa cattolica ci insegna sin dalla sua fondazione che la «Chiesa di Gesù Cristo è la Chiesa Cattolica-Romana, perché essa sola è una, santa, cattolica e apostolica come Cristo la volle» (n° 107 Catechismo san Pio X).

Ancora più precisamente la «Chiesa è una, perché tutti i suoi membri ebbero, hanno ed avranno sempre unica la fede, il sacrificio, i sacramenti e il capo visibile, il Romano Pontefice, successore di san Pietro, formando così tutti un solo corpo, il corpo mistico di Gesù Cristo» (n° 108).

La «Chiesa è santa perché sono santi Gesù Cristo suo capo invisibile, e lo Spirito che la vivifica; perché in lei sono santi la dottrina, il sacrificio e i sacramenti, e tutti son chiamati a santificarsi; e perché molti realmente furono santi, e sono e saranno» (n° 109).

Successivamente Bergoglio prosegue «i fratelli infatti sono accomunati da una stessa origine ma non sono identici tra di loro. Ciò è ben chiaro nel Nuovo Testamento, dove, pur essendo chiamati fratelli tutti coloro che condividevano la stessa fede in Gesù Cristo, si intuisce che non tutte le comunità cristiane, di cui essi erano parte, avevano lo stesso stile, né un’identica organizzazione interna».

Egli prova ad includere, mediante evidenti forzature (stili diversi e organizzazioni diverse, dice) ed approssimate presunzioni (fratelli che condividevano la stessa fede in Cristo), i Valdesi nella comune “chiesa”. Eppure noi sappiamo che «nessuna Chiesa, fuori della Cattolica-Romana, può essere la Chiesa di Gesù Cristo o parte di essa, perchè non può averne insieme con quella le singolari distintive qualità, una, santa, cattolica e apostolica; come difatti non le ha nessuna delle altre Chiese che si dicono cristiane» (n° 117).

Come se nell’Istituzione (Una e Santa) possano esistere organizzazioni diverse (sedicenti “chiese” non Una e non Sante) nella dottrina, nel culto, nella legge, nella morale. Dove e quando? Ci dica Bergoglio: vorremmo degli esempi. Sono pure illazioni conciliari che qui Bergoglio enfatizza nel gelido silenzio di una “gerarchia” sempre più taciturna, immagino vile, comunque collusa.

Prosegue affermando che «addirittura, all’interno della stessa piccola comunità si potevano scorgere diversi carismi (cfr 1 Cor 12-14) e perfino nell’annuncio del Vangelo vi erano diversità e talora contrasti (cfr At 15,36-40)».

In pratica Bergoglio usa impropriamente la Scrittura (contro il Dogma), evidentemente sbagliando, per giustificare l’eresia Valdese, definendo di fatto gli stessi una «piccola comunità», caratterizzata da «diversi carismi», oggi come all’epoca di Cristo «talora con contrasti» e «diversità». La Chiesa ci dice invece che «gli eretici sono i battezzati che si ostinano a non credere qualche verità rivelata dà Dio e insegnata dalla Chiesa, per esempio, i protestanti», per esempio i Valdesi, etc… (n° 127).

Sempre la Chiesa ci dice che è «danno gravissimo essere fuori dalla Chiesa perchè fuori non si hanno nè i mezzi stabiliti nè la guida sicura alla salute eterna, la quale per l’uomo è l’unica cosa veramente necessaria» (n° 131).

Il «carisma», difatti, non è l’eresia di cui parla Bergoglio, ma è un dono di Dio; una fonte di doni ricevuti gratuitamente da Dio. Il credente ha ricevuto il carisma della grazia per essere lui stesso esempio. San Paolo ci fornisce esempi di carismi (ne ho già parlato più volte in passato). Di certo i Valdesi non hanno carismi poiché sono eretici.

Bergoglio parla inoltre di «disaccordi» su questioni di fede e costume, come se i disaccordi debbano ricevere la stessa valutazione prima e dopo che la Chiesa ha definito una qualsiasi questione (negazione di una verità rivelata e definita = eresia). Accettare la diversità? Quindi Gesù Cristo, stando a Bergoglio, avrebbe sbagliato quando ha corretto i Sadducei (dice: «continua ad accadere che i fratelli non accettino la loro diversità»), che non credevano nella resurrezione (così come si deve), dicendogli «siete in grande errore». Sempre secondo Bergoglio, Gesù avrebbe dovuto dire: «accetto la vostra dottrina poiché siete solo una piccola comunità con alcune diversità e contrasti».

E poi, come se non accettare l’idea dell’altro porti necessariamente a farsi la guerra (dice: «finiscano per farsi la guerra l’uno contro l’altro»). Dove? Quando? Ci erudisca Bergoglio per cortesia.

Termina con il solito ignobile “mea culpa”, attribuendo le presunte colpe di alcuni uomini di Chiesa, talvolta umanamente in peccato, molte altre volte normali reazioni umane di autodifesa, a tutta la Chiesa (alla Santa dottrina/morale della Chiesa), volendo mostrare invece una Chiesa crudele e vendicativa nella dottrina, nella morale e nella prassi. Una visione immaginaria da eresiarca, così come abbiamo dimostrato brevemente.

Addirittura un protestante mediamente acculturato riconoscerebbe in questo discorso somme di eresie e di adulterazioni storiche notevolissime.

Nello stesso contesto Bergoglio bacia la “bibbia” valdese ricevuta in dono.

Cosa ci dice invece la Chiesa?

884 D. Si può leggere qualunque traduzione volgare della Bibbia? R. Si possono leggere quelle traduzioni volgari della Bibbia, che sono riconosciute fedeli dalla Chiesa cattolica, e sono accompagnate da spiegazioni approvate dalla Chiesa medesima.

885 D. Perché si possono leggere le sole traduzioni della Bibbia, che sono approvate dalla Chiesa? R. Si possono leggere le sole traduzioni della Bibbia che sono approvate dalla Chiesa, perché essa sola è legittima custode della Bibbia.

886 D. Per mezzo di chi possiamo noi conoscere il vero senso delle Sacre Scritture? R. Il vero senso delle Sacre Scritture noi possiamo conoscerlo solo per mezzo della Chiesa, perché solo la Chiesa non può errare nell’interpretarle.

887 D. Che dovrebbe fare il cristiano se gli venisse offerta la Bibbia da un protestante o da qualche emissario dei protestanti? R. Se ad un cristiano venisse offerta la Bibbia da un protestante, o da qualche emissario dei protestanti, egli dovrebbe rigettarla con orrore, perché proibita dalla Chiesa; che se l’avesse ricevuta senza badarvi, dovrebbe tosto gettarla alle fiamme, o consegnarla al proprio parroco.

888 D. Perché la Chiesa proibisce le Bibbie protestanti? R. La Chiesa proibisce la Bibbie protestanti perché o sono alterate e contengono errori, oppure, mancando della sua approvazione e delle note dichiarative dei sensi oscuri, possono nuocere alla Fede. Per questo la Chiesa proibisce eziandio le traduzioni della Sacra Scrittura già approvate da essa, ma ristampate senza le spiegazioni dalla medesima approvate.

La Chiesa ha sempre chiaramente definito i soggetti che si esprimono in questo modo: «precursori dell’Anticristo», i quali non possono essere formalmente Papi (secondo la teologia sarebbero “non papi” in attesa di destituzione canonica), dunque sono criticabilissimi, poiché “inabili al Pontificato” privi della fede cattolica (la valutazione è esclusivamente dottrinale, surrogata inequivocabilmente da dogmatica e morale, senza voler esprimere alcun giudizio umano – si dice privi della fede poiché ciò si evince dal foro esterno), ma come dice san Giovanni: «Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto questi falsi profeti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo».

Come ci insegna la Chiesa, di «precursori dell’Anticristo» ce ne sono stati e ce ne saranno purtroppo tanti, solitamente venivano annientati o arginati dal Pontefice e dalla Chiesa. Oggi la situazione sembra differente. A fronte delle valutazioni che ogni teologo ed erudito contemporaneo saprà fare, è allora possibile parlare di «precursore dell’Anticristo»?

Di Valdesi, Bergoglio, eresia, anticristi, etc… si è già tanto parlato. Invito il lettore ad un approfondimento in archivio: http://radiospada.org/tag/carlo-di-pietro/

Da notare il commento (o meglio il diktat) del gestore della pagina Facebook dell’Organo News.Va Italia: Nella Chiesa non si parla più di ‘eretici’ ma di ‘comunità ecclesiali’. La piena realizzazione dello spirito del “concilio” (Vaticano II), contro il dogma e contro la morale cattolica (che invece sono immutabili; cf. Dei Filius, Pastor Aeternus, etc…). Possiamo rispondere al soggetto in questione che la nostra fede non è in vendita, non si baratta con uno stipendiuccio da admin di pagina Facebook.

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