I tentativi di umiliare la Russia si ritorceranno contro Occidente

PUTIN BERLUSCONI

Segnalazione Quelsi

by Mario Bocchio

L’Occidente sostiene l’Ucraina, mentre il suo presidente non mostra alcun entusiasmo per l’attuazione degli accordi di Minsk. Allo stesso tempo gli europei e gli americani dimenticano che sono necessarie relazioni pacifiche con la Russia per un futuro prospero nel continente europeo. Così ritiene “The Asian Age”. “Il comportamento dei Paesi occidentali nei riguardi di Russia ed Ucraina è paradossale: gli europei e gli americani proseguono il vecchio gioco della guerra fredda, senza considerare come sia molto più vantaggioso cooperare con Mosca e ricercare un compromesso sulla crisi ucraina”, scrive la rivista. Il supporto per le autorità ucraine da parte dell’Occidente ha portato Kiev a perseguire politiche filo-occidentali e dimostrare una retorica antirussa, ma a non fare nulla per risolvere la crisi nel Donbass. “In Ucraina pompano miliardi di dollari di aiuti occidentali, e l’Occidente allo stesso tempo chiede maggiore assistenza finanziaria” – si legge nell’articolo. Kiev, incoraggiata dall’Occidente, è ancora “a favore di una centralizzazione rigida” e chiede prima di cessare le ostilità il pieno controllo del confine con la Russia. Il presidente ucraino Poroshenko afferma di considerare fondamentale il rispetto degli accordi di Minsk, tuttavia “non ha ancora mostrato il minimo entusiasmo per affrontare il problema della federalizzazione, grazie a cui le regioni otterrebbero più autonomia.” “Tuttavia in alcuni ambienti accademici degli Stati Uniti e dell’Europa occidentale cresce sempre più la tendenza secondo cui la pace possa essere raggiunta solo se l’Occidente riconosce la duplice natura dell’orientamento dell’Ucraina. Dipende fortemente dalla benevolenza della Russia nei suoi confronti, dati i sentimenti filorussi di metà della popolazione nella parte orientale del Paese, così come della sua posizione geografica. Non ha senso costringere l’Ucraina a diventare parte dell’ordine del giorno dell’Occidente” si afferma nell’articolo.

La “crociata?” contro la Russia non piace all’ Europa

Sullo sfondo della visita di Putin in Italia, il primo ministro dell’Ucraina, Yatsenuk, ha di nuovo accusato la Russia di voler spaccare l’unità dell’Ue. Il problema però non è che la Russia stia spaccando l’Europa. È che l’Europa è stufa delle pressioni da parte degli Usa, e non solo in relazione alla Russia. Sempre più spesso i politici europei dicono che “gli Usa ci stanno coinvolgendo in una crociata contro la Russia che sarebbe contro gli interessi dell’Europa”. Questa volta a dirlo è stato l’ex primo ministro della Francia François Fillon durante una trasmissione della televisione francese Bfm Tv. Fillon è uno dei leader dell’Unione per un Movimento Popolare e uno dei possibili candidati di questo partito di destra alle presidenziali del 2017. La franchezza con cui ha parlato è abbastanza significativa. “Oggi l’Europa ha cessato di essere indipendente. Gli Usa ci stanno coinvolgendo in una crociata contro la Russia, che però sarebbe contro gli interessi dell’Europa. Gli americani premono sulla Germania, affinché ceda alla Grecia per trovare un compromesso. I servizi tedeschi fanno spionaggio contro la Francia, ma non lo fanno neanche nell’interesse della Germania, bensì nell’interesse degli Stati Uniti”, ha detto Fillon, aggiundendo che la giustizia americana si ingerisce regolarmente nell’attività delle magistrature europee, mentre nel Medio Oriente gli Usa stanno portando avanti una politica che non solo è contraria agli interessi dell’Europa, ma rappresenta per essa un enorme pericolo, eppure l’Europa deve rassegnarsi. Quindi, la Russia è solo uno dei punti delle critiche che François Fillon muove agli Usa. Il problema non è che Fillon sia un filorusso (non lo è, assolutamente). I politici della Francia sono davvero preoccupati dal fatto che il loro paese, in misura sempre maggiore, stia perdendo la sua sovranità. Non si tratta di un semplice effetto dell’integrazione europea. È che gli Usa stanno usando le istituzioni europee per rafforzare le proprie posizioni nel vecchio continente. Dopo la Nato per l’Europa viene preparata un’altra camicia di forza, questa volta di tipo economico, il Ttip. Questo trattato transatlantico suscita troppi interrogativi e sta moltiplicando i dubbi degli europei. Per evitare certe domande occorre fomentare la “minaccia” della Russia, di fronte alla quale conviene mettere in disparte tutti i dubbi. Il fronte antirusso, che si sta cercando di salvare, è puramente strumentale: serve giusto fino al momento della ratifica del trattato Ttip. Il gioco è trasparente, pertanto i politici europei che non vogliono una guerra fredda con la Russia sempre più daranno sfogo al loro malessere. In tal modo, l’atteggiamento nei confronti dell’isolamento della Russia sta diventando una specie di cartina al tornasole. Mosca vorrebbe che l’Europa tornasse quanto prima sulla via della politica basata sui suoi interessi nazionali. La Russia non sta imponendo la sua “amicizia” a nessuno, vuole semplicemente che l’Europa possa essere autonoma nella sua politica estera. Gli americani, con le loro pressioni smisurate, stanno facendo di tutto per costringere l’Europa a reagire, ma in realtà gli europei sanno bene che la cooperazione con la Russia corrisponde ai loro interessi.

“L’Europa deve sforzarsi di capire la Russia, altrimenti verrà spartita tra Usa e Cina”

La Russia non può essere considerata “una potenza regionale” la maggioranza della popolazione della Crimea aspirava ad unirsi con la Russia, dice uno degli uomini più ricchi della Germania, l’80enne Reinhold Würth. L’Europa dovrebbe unirsi e non avere conflitti, altrimenti verrà spartita tra gli Stati Uniti e la Cina, è convinto uno dei più ricchi imprenditori tedeschi, il famoso mecenate Reinhold Würth, con cui ha parlato il corrispondente del giornale svizzero “Neue Zürcher Zeitung”. L’imprenditore 80enne, come molti suoi colleghi tedeschi, patisce la politica delle sanzioni antirusse: l’espansione delle sua attività in Russia è significativamente diminuito. Ritiene che l’Occidente e la Russia possano raggiungere un’intesa, e non crede “sincera” la politica ufficiale di Berlino dalla parte degli Stati Uniti e contro la Russia. Nell’intervista Würth si è espresso con rabbia contro Barack Obama, che ha definito la Russia una “potenza regionale”: tali dichiarazioni non umiliano il Paese, è convinto. Per quanto riguarda la Crimea, la maggior parte della popolazione della penisola sognava questo scenario, afferma l’uomo d’affari. Da tempo Würth crede che prima o poi nasceranno gli Stati Uniti d’Europa, in quanto i Paesi europei devono solidalizzare ed unirsi, e non interferire a vicenda gli uni con gli altri. In caso contrario l’Europa verrà spartita tra la Cina e gli Stati Uniti, teme Würth.

Mario Bocchio | giugno 16, 2015 alle 3:26 pm | Categorie: Politica ed Economia | URL:http://wp.me/p3RTK9-9HG

Una Risposta

  • Le parole di un vecchio industriale tedesco valgono poco se contrapposte ai bisbigli all’orecchio di Obama ed altri, fatti da Soros, il direttore strategico dell’economia sua e di quella mondiale gestita dai soliti.
    Purtroppo sono + ascoltati i bisbigli, delle parole scritte di autorevoli a validi personaggi, poichè i politici europei sono quasi tutti al soldo dei potentati bancari. Chi vuol fare di testa sua viene con le buone o con le cattive, eliminato. Per Berlusconi successe proprio così. Gli altri, conigli d’angora di razza pura, preferiscono cedere alle pressioni e seguire i bisbigli…

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