Quando Matteotti rifiutava i profughi. Ma erano italiani

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Roma, 10 giu – Era il 15 maggio 1916 quando l’esercito austriaco, guidato dal generale Conrad von Hötzendorf, dette il via alla più ampia manovra offensiva della Grande guerra, conosciuta come Battaglia degli Altipiani. Le manovre militari interessarono Asiago e gran parte dell’Alta vicentina e, in poco più di un mese,cioè fino al 27 giugno, quando cioè l’esercito italiano con delle imponenti manovre militari respinse l’avanzata austriaca fin nel Tirolo, rimasero sul campo complessivamente più di 230 mila uomini di ambo gli schieramenti. In questo contesto si verificarono episodi di autentico eroismo come le battaglie sul monte Pasubio, dove ad esempio venne catturato Cesare Battisti per poi essere trasferito a Trento ed impiccato nel Castello del Buonconsiglio.

In due anni esatti di guerra questo fu il primo momento in cui la popolazione civile italiana si sentì realmente minacciata dall’avanzata austriaca. Molte migliaia di cittadini vicentini perciò si trovarono per strada, con le abitazioni lesionate od evacuati a causa delle manovre militari. Il 5 giugno 1916 si riunì il Consiglio provinciale di Rovigo, all’ordine del giorno la redazione di un documento ufficiale di solidarietà alla vicina città assediata e la congiunta approvazione di un programma di accoglienza degli sfollati vicentini. Tra gli scranni dell’aula sedeva un trentenne Giacomo Matteotti che accalorò l’aula con una veemente oratoria tanto da far sospendere la seduta per rissa, di essere contestualmente prelevato dalla forza pubblica e giudicato in un procedimento giudiziario. L’episodio è abbastanza famoso e circondato da una luminosa aurea di eroismo quasi a predirne la prematura scomparsa da martire antifascista. Della vicenda si parla spesso di “intervento pacifista e anti-militarista”, rimanendo però sul vago riguardo ai reali contenuti adoperati dal futuro deputato socialista. Raramente nelle fonti si trovano parole come “A noi non importa che il nemico sia alle porte, siamo dei senza patria”, che realmente pronunciò in quell’occasione, aggiungendo, rivolto ai consiglieri dei partiti avversari: “Siete degli assassini, dei barbari in confronto agli austriaci” (G. ROMANATO 2011, p. 214).

 

Fonte:  http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/quando-matteotti-rifiutava-i-profughi-ma-erano-italiani-25119/

 

Una Risposta

  • Ma bastò essere ucciso durante l’avvento del fascismo (con un Mussolini che beffardamente incolpò fascisti) per diventare un martire con dedica di vie e piazze ! Risulterebbe da indagini accurate che lessi su Storia Illustrata di 35 anni fa, che Matteotti sarebbe stato ucciso(da individui definiti fascisti, ma era comune definirsi tali) poichè osteggiò l’espansione di ditte della monarchia Savoia. Ma, dopo la guerra, con la vittoria di conigli e sciacalli, si fece in fretta a identificarlo come eroe.

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