13 LUGLIO 1917: DUE ABISSI RICORDATI DALLA MADONNA DI FATIMA

EDITORALE DEL VENERDI

di Arai Danele

Nel Messaggio profetico portato a Fatima da Nostra Signora c’è la visione di due abissi all’orla dei quali si trovano gli uomini.

Per scamparli si deve ricorrere alla Grazia di Dio con l’intelligenza e la volontà di cui ci ha dotati insieme alla capacità di fede, speranza e carità nella Sua Parola.

Il primo abisso è quello della realtà dell’inferno che la Madre del Cielo ha voluto far vedere ai pastorelli. Visione profetica nel senso che si viveva allora in terra secondo una mentalità mondana capace d’offuscare non solo la realtà dell’esistenza dell’anima immortale, come la stessa ineluttabilità della morte seguita dal giudizio; visione che si conferma profetica per le generazione di questo secolo.

Infatti, la sua decadenza si manifesta ora nell’esaltazione del falso profeta Bergoglio, capace di negare perfino l’inferno in base alle sue storture sull’infinita bontà di Dio. Lo stesso Dio che dormiva mentre infuriavano le stragi delle Guerre e di Auschwitz secondo Ratzinger, l’altro più studiato e musicale anticristo!

Siamo già a questi abissi di perfida religiosità, ma vediamo come sono stati previsti a Fatima.

 

Il primo grande abisso. “La prima dunque, fu la visione dell’inferno. La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell’incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. 1 demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione durò un momento. E grazie alla nostra buona Madre del Cielo, che prima ci aveva prevenuti con la promessa di portarci in Cielo (nella prima apparizione), altrimenti credo che saremmo morti di spavento e di terrore. In seguito alzammo gli occhi alla Madonna che ci disse con bontà e tristezza: ‑ Avete visto l’inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace”…

Quando reci­terete la Corona, dopo ogni decina, di­te: “O Gesù mio, perdonateci, liberateci dal fuoco dell’inferno, attraete al Cie­lo tutte le anime, specialmente quelle che più ne hanno bisogno””!

 

Perciò, dopo questo importante richiamo sulla realtà del terribile abisso infernale “dove finiscono i poveri peccatori, la carità impone a tutti di riconoscere l’importanza della preghiera e sacrifici con l’intenzione di salvarci e salvare.

 

Inoltre, c’è la frase cruciale: “Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace”, non più diretta a tutti ma all’autorità religiosa che poteva e doveva capire ed eseguire le domande di Fatima che, come si è visto, venivano da Gesù stesso.

Sono domande alle autorità della Sua Chiesa, condizionali: dipendenti dal dovuto ascolto e adempimento del ricorso alla Grazia di Dio con l’intelligenza e la volontà rafforzate dalla grazia di stato ecclesiale. Tutto per evitare mali avversi alla Fede.

 

Purtroppo, dopo San Pio X, il declino della fede a tutti livelli in una Chiesa guidata da politiche piuttosto diplomatiche, è un fatto storico, temuto dagli stessi Papi. Nel mondo predominava un’ansia di libertà che contaminava tutti gli ambienti, senza esclusione di quello clericale.

Fu così che il sussurro serpentino sulla dignità umana per essere come dèi diventò fragoroso con l’elevazione a Roma di un «papa dell’abisso». Il suo compito era arrivare all’approvazione, con un Vaticano 2, della «Dignitatis humanae» sul diritto universale alla libertà di coscienza e religiosa, dichiarata da un’«illuminata assemblea apostolica»! Tanto illuminata da non capire che dichiaravano l’«autorizzazione» alla libertà di non essere creduti! Il risultato deleterio è ormai un altro fatto storico: il mezzo secolo di «papato conciliare» per la disgrazia universale.

Qui dobbiamo vedere se il disastro spaventoso di questo velato abisso terreno era nello stesso Messaggio profetico in modo condizionale (“Se faranno”), perciò rimasto segreto fino alla morte dell’ultimo Papa cattolico nel 1958 e quindi «più chiaro nel 1960».

 

La questione era ed è come sappiamo della libertà sfrenata promossa dal liberalismo; una falsa libertà che sarebbe, come quella «originale» proclamata davanti a Dio stesso, cioè, della «libertà di coscienza e religiosa». Gli uomini della classe clericale sarebbero capaci di avvicinare l’estremo abisso di tale delirio in nome della stessa Chiesa di Dio?

 

Per capirlo dobbiamo sentire gli stessi Papi e in speciale Gregorio XVI che in questo senso ha fatto un’esegesi unica dell’Apocalisse. Tale notevole esegesi per i tempi moderni, indica come causa dei devastanti orrori morali del mondo, che abusa della libertà, un fatale uso del potere della «chiave» che apre il pozzo dell’abisso d’iniquità. Si tratta di un’interpretazione del passato recente e proprio di chi aveva il potere pontificale delle chiavi. Sì perché il termine «chiave» è molto importante per chiarire gli enigmi della fede cattolica; di quell’arcano «chiuso» nella preservazione del sacro e di quelle gaie aperture conciliari alle perfidie mondiali.

Papa Gregorio XVI nell’Enciclica «Mirari vos» (15.8.1832) dice: «Tolto ogni freno che contenga nelle vie della verità gli uomini già volgentisi al precipizio per la natura inclinata al male, potremmo dire in verità essersi aperto il pozzo dell’abisso dal quale vide San Giovanni salire tal fumo che oscurato ne rimase il sole, uscendone innumerabili locuste a disertare la terra» (Apocalisse 9, 3).

È indicato qui lo scatenarsi di ogni libertà in terra, il cui esito culminante è la libertà di sentenziare sulla verità riguardante il culto di Dio a favore del culto dell’uomo; non più confermare la verità che deve guidare la vita personale e sociale, ma le scelte umane per determinare nuove verità! Ecco l’effetto della politica ispirata all’illuminismo agnostico dell’infestante mondanità che induce il relativismo ecumenista della pluralità religiosa!

L’esegesi papale indicava l’abissale rovina a cui porta l’abuso della libertà, denunciato più volte dal Magistero della Chiesa. Eppure oggi, quanto era condannato dai Papi, è giustificato dalla “libertà religiosa” proprio nel senso contrario al Magistero, e in nome di un potere pontificale: le chiavi del Katéchon delle Scritture – ovvero il potere del Pontefice, istituito per contenere “nelle vie della verità gli uomini”. Così, il potere delle chiavi viene ora stravolto per togliere i freni liberando ogni falsità.

Il testo sacro indica, allora, chi apre tale abisso; non certo i nemici, sempre presenti, ma giammai vincenti sulla Chiesa. Chi poi ha tolto ogni freno che tiene gli uomini «nelle vie della verità» fu un chierico che, caduto dall’alta sfera spirituale nel mondo delle logge, elevato al vertice, ottiene la chiave dell’abisso: ipotese o realtà di un falso Cristo divenuto per molti il «santo papa buono» (delle scelte scellerate)? Il 1960 di Fatima lo chiarirà!

Dice Gregorio XVI: «Da questa corrottissima sorgente dell’indifferentismo scaturisce quell’assurda ed erronea sentenza, o piuttosto delirio, che debbasi ammettere e garantire per ciascuno la libertà di coscienza (in foro esterno)… a danno della Chiesa e dello Stato, ma qual può darsi morte peggiore dell’anima che la libertà dell’errore? Tolto ogni freno… potremmo dire essersi aperto il pozzo dell’abisso dal quale vide San Giovanni salire tal fumo che oscurato ne rimase il sole, uscendone locuste innumerabili a disertare la terra» (idem Apocalisse).

Il Papa trattava questione dottrinale di massima gravità, la questione dell’abuso della libertà, che d’allora è divenuta paurosamente cruciale per la Chiesa e per il mondo. Poi, da quella data fatale, ogni liberalità, invece di essere tenuta sotto le chiavi del Soglio di Pietro, fu di colpo rilasciata. Le chiave erano usate all’inverso in seguito all’elezione a quella Sede suprema dell’«astro caduto dal Cielo in terra».

Per sapere che carica è figurata nell’astro in questione, basta leggere l’Apocalisse interpretata dal Signore, dal suo Angelo e dai Padri. All’inizio del libro dell’Apocalisse ci sono le parole del Signore sulle lettere agli angeli delle sette Chiese: i loro vescovi. Ciò è spiegato nel primo capitolo: «Questo è il recondito senso delle sette stelle che hai visto nella Mia destra e dei sette candelabri d’oro, eccolo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese e le sette lampade sono le sette Chiese» (Ap 1, 20).

I Padri spiegano che il simbolo «stella» o «astro» riguarda la luce del cielo che guida dall’alto, ossia i vertici spirituali. L’angelo della Chiesa è il suo vescovo. Ciò si conferma nell’ottavo capitolo (10-11) delle quattro trombe, quando «stelle» cadono dal cielo in terra causando immani disastri spirituali: «Il terzo angelo suonò la tromba e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia, e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque… divenute amare».

 

Quale il tremendo abisso dell’Apocalisse per i tempi moderni?

Si può negare la realtà storica degli effetti nefasti e dirompenti dei crolli crelicali che avvelenano le acque della fede con le eresie e le tesi che inquinano la Cristianità? Un crollo di dimensioni apocalittiche poteva solo essere operato in modo oscuro e talmente velato da richiedere ogni impegno fedele per decifrarlo da parte dei rimasti nella Fede. È la ragione dei segni divinamente rivelati sotto la forma di arcani enigmi e straordinari segreti, affinché «nessuno v’inganni con la sua filosofia e con vani raggiri ispirati alle tradizioni degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo» (San Paolo ammonendo i Colossesi 2, 8). L’abisso degli errori e degli inganni demoniaci è descritto nello stesso libro dell’Apocalisse.

«Vidi un angelo scendere dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano. Afferrò il drago, il serpente antico – cioè il diavolo, satana – e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. Poi vidi dei troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonanza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia né la sua immagine e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Vissero e regnarono con Cristo per mille anni».

Seconda razzia escatologica: «Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magòg, per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare. Salirono su tutta la superficie della terra e cinsero d’assedio l’accampamento dei santi e la città diletta. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli» (Apocalisse 20, 1-6).

Segue il giudizio delle nazioni. Qui, molti cadono nel «millenarismo». A noi basta qui il dato storico per cui per mille anni vi fu l’Impero delle nazioni cristiane sui poteri nemici, ridotti e messi sotto i piedi di Cristo (I Cr 25). Fu così in grandi linee dal IV fino al XIV secolo. Poi seguì l’inizio della passione del Cristianesimo.

Tale passione oggi è all’apice a causa dell’inganno che la indusse; la deriva gnosticista che cresce fino alla scalata di un «papa gnostico» per lo strazio della Cristianità e del mondo. Ciò malgrado l’avviso di Gesù per questi tempi escatologici: «Badate che nessuno v’inganni; molti verranno nel mio Nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno» (Mt 24, 4). Sono i falsari che in Nome di Dio, di Cristo, degli Apostoli, assumono autorità per irretire le coscienze. Se costoro sono accolti e seguiti, siamo alla somma tribolazione spirituale di ogni tempo.

Nel passato l’uomo si sottometteva a una legge che riconosceva di origine divina: la legge naturale, cui subordinava vita e pensiero. Una certa gnosi spuria esisteva come tresca mentale. Poi le idee gnostiche sono divenute legge e ordine, senza che le masse abbiano avuto sentore di questo processo oscuro. Quale la sua attrattiva? Forse lo si può capire pensando al bisogno umano di conoscere se stessi. Così come per spiegare certi fenomeni fisici si dice che la natura ha orrore del vuoto, si può dire anche che la coscienza umana ha orrore dell’ignoranza di sé. Perciò sopperisce a questo vuoto cercando o accettando spiegazioni alla portata del proprio pensiero ([1]).

Le utopie gnostiche infondono nella mente l’idea della capacità umana di determinare il bene e pure l’ordine sociale secondo idee e ideologie nuove. È il democratismo che ignora l’origine, lo stato presente e il fine ultimo dell’uomo. Tuttavia oggi nel suo nome si fanno perfino guerre, affinché esso governi la vita del mondo, nel culto massonico di idee gnostiche, sull’organizzazione del nuovo ordine mondiale sotto l’ONU e religioso secondo l’URI e l’ORU ecumenistici. Si approda così a regimi satanici dei poteri occulti la cui sola certezza è dello scontro col Cristianesimo della Fede rivelata.

Non si può essere veri cattolici, quindi, coltivando velatamente pensieri massonici avversi alla luce della Rivelazione, la sola che suscita quello stupore che edifica e salva. Ma nemmeno credendo che la santa Chiesa può avere per papa uno identificabile in tale posizione gnostica, irreconciliabile col pensiero diretto dall’unica verità nel tempo: una sola Fede, un solo Battesimo, una sola Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica, sola capace di confermare e difendere i principi dell’Ordine in cui l’essere umano e la sua società sono stati creati e devono vivere per raggiungere il nostro fine ultimo.

Ecco il fulcro del Messaggio profetico di Fatima portato dalla Madre di Dio per un grave avvertimento, che anche sembrava implicito è la realtà del Papa cattolico «tolto di mezzo» per un tempo con tutto il suo seguito fedele, come è nella visione del «Terzo Segreto» di Fatima. Avverte così sugli abissi aperti dagli ecumenisti conciliari d’ogni risma e grado, che la sovvertono la Fede usando le chiavi apostoliche per aprire al loro interconfessionalismo indifferentista dell’operazione ecumenista.

Tale orrida realtà era già chiara nel 1960 poiché poteva essere vista e capita negli atti sovversivi di Giovanni 23 che censurò Fatima, e che per servire al suo modernismo massonico convocò il Vaticano 2, avviando l’operazione aperturista al nuovo ordine.

Rimaneva di vero solo la promessa di Fatima, quella della Fede che, come recita lo stesso libro sacro, pur se amara, «sarà dolce nella bocca come il miele», suscitando forte senso di gratitudine verso l’Alto e infondendo la vera speranza per il nostro tempo: Dopo l’interregno sinistro che segue l’ora buia dell’uccisione dell’Autorità divina nelle coscienze, come figurato nella visione drammatica del Segreto di Fatima, si realizzerà la promessa luminosa di Maria per il gran ritorno: Alla fine il mio Immacolato Cuore trionferà, il Papa mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e ci sarà un periodo di pace”. Sarà il ritorno alla verità confermata da un vero Papa sull’intervento divino in terra attraverso la Mediazione della Madre di Dio, a cui tutti si dovranno convertire per scampare gli abissi fatali.

10 Risposte

  • “… usando le chiavi apostoliche per aprire al loro interconfessionalismo indifferentista dell’operazione ecumenista.”
    Perfetta sintesi !

  • C’è purtroppo da dire che l’indifferenza al comando “condizionale” della Vergine – se faranno – non è da ascrivere ai soli Papi postconciliari ma anche ai precedenti che, o per tema del mondo, o per opposizioni interne, non diedero compimento alla richiesta del cielo. E’ vero: con la morte di San Pio X la Chiesa cambia registro avviandosi più sulla diplomazia che sull’apologetica. Oggi il baratro è dilatato e i segni -vedi un papa che riceve crocifissi falce/martellati e analoghe medaglie – di un più abissale degrado sono evidenti. Motus in fine velocior.

  • Quello che si deve riconoscere, caro Luciano, e penso che l’articolo lo dica, è che l’indifferenza al comando “condizionale” della Vergine – se faranno – comando del Signore stesso, È da ascrivere ai soli Papi cattolici fino a Pio XII, che “per tema del mondo, o per opposizioni interne, non diedero compimento alla richiesta del Cielo”.
    I cosiddetti «papi conciliari» ne sono la conseguenza in forma di sommo terzo castigo spirituale. Basta vedere quale sia la loro dottrina liberale e ecumenista che esclude le vere conversioni richieste a Fatima a favore di un nuovo ordine massonico.
    “E’ vero: con la morte di San Pio X la Chiesa cambia registro avviandosi più sulla diplomazia che sull’apologetica.” Ma era cattolica. Oggi siamo davanti al vero baratro degli «anticristi in Vaticano», come visto da Mgr Lefebvre, e che, per rispetto più verso uomini che verso la Fede, ancora non si vuol vedere, pur di fronte al più abissale e evidente degrado che con Bergoglio conferma il «motus in fine velocior» iniziato nel 1958.

  • Concordo sull’affermazione di una Chiesa che, ancorché avviata sulla via della diplomazia, seppe mantenere le coordinate dell’essenza katholika. E concordo, e l’ho detto in premessa, che maggiore – perché iniziale e a ridosso delle apparizioni e soprattutto perché ancora immuni dalla lebbra modernista – è stata la responsabilità di Benedetto XV, Pio XI, Pio XII.
    Ora abbiamo un Bergoglio che beve mate e che si produce in manifestazioni da bar con osservazioni tipiche dei famosi compagni di merende. Oh vendetta di Dio!

  • La diplomazia , intrisa di eccessiva furbizia , potrebbe essere stata la causa di quel che è seguito .Se si fossero ricordati che un Papa deve essere Re , non capo di stato , orrenda concezione liberal-massonica , forse sarebbe stato meglio .

  • Purtroppo ci fu chi, tra i papi veri, relativamente a Fatima, si chiese: “Ma perchè la Madonna non è venuta direttamente da me a parlare ?” E ciò è indicativo di una presunzione di esagerata importanza che fece dubitare e quindi disobbedire ai comandi del Signore.
    Se mi sbaglio chiedo ad Arai di correggermi, ma lessi questa informazione molto tempo fa e non ricordo quale papa si fece questa domanda.

  • Forse per insegnare agli uomini di Chiesa per primi un pò di umiltà , credo che un papa avrebbe potuto darsi questa come risposta .

  • Carissimo Mardunolbo: il Papa di cui riporti quella sciocca e presuntuosa affermazione è Pio XI. Secondo il cardinal Federico Confalonieri, segretario del papa, tale domanda fu pronunciata a causa di ricorrenti e numerosi messaggi che, in quell’epoca, pare che la Madonna inviasse a destra e a sinistra, un po’ come oggi con le Medjugorie che si stanno moltiplicando in ragione esponenziale. Sciocca e presuntuosa, certo, ma intanto, a differenza di Bergoglio che si proclama semplice vescovo di Roma, Papa Ratti, nel formulare l’interrogativo che tu riporti, sottolineava il suo diritto a ricevere i messaggi della Vergine in quanto Vicario del Figlio.

  • Posso solo confermare quanto riferito dal carissimo Luciano. Avrei solo da aggiungere che i guai internazionali erano di tale dimensione allora che un Papa autoritario, come Pio XI, arrivava a dubitare che la loro soluzione poteva essere legata a un’apparizione d’apparenza tanto semplice. Eppure, la soavità dell’aiuto divino, si manifesta sempre col velo del mistero, ciò è costante, dal presepe a Fatima; ha in vista la libertà nell’adesione alla Fede. Proprio quanto non vogliono capire quanti dicono che il «Terzo Segreto» pubblicato nel 2000 è falso o mutilato perché mancano le «spiegazioni» esplicite di Maria SS.; come se non spettasse alla visione nella fede dei cattolici identificare che il papa cattolico è stato «tolto di mezzo» e rimpiazzato dagli «anticristi in Vaticano». Ciò va capito alla luce della Fede, con o senza apparizioni.

  • Ho letto che la consacrazione citando la Russia è stata poi fatta dal solo papa, ma in ritardo… se trovo il video lo metto

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