Alfano:”A Verona c’è la ‘Ndrangheta” ma per Tosi è sempre il solito fango…

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VERONA Stavolta non ci sono alibi. Perché stavolta non viene usato il condizionale. Ma solo l’indicativo. E perché a spazzarli via una volta per tutte, è il ministro dell’Interno. Quell’Angelino Alfano che aveva tentato un matrimonio politico con Flavio Tosi sull’altare delle elezioni regionali. Matrimonio mai consumato, visto il risultato delle urne. Con uno strascico che metterà a dura prova la liasion. Già, perché a sferzare a Tosi una scudisciata su uno dei temi a lui cari, vale a dire quello della «macchina del fango» che macinerebbe ogni volta che si parla d’infiltrazioni criminali a Verona e nel suo territorio, è proprio lui, il ministroalleato. Alfano ha risposto a un’interrogazione presentata dagli onorevoli del Pd Vincenzo D’Arienzo e Alessandro Naccarato su quelle «supposte» infiltrazioni. E le parole che ha usato non solo non le mettono in dubbio, ma le considerano cosa certa.

Tanto che parla, nero su bianco di «…alcune indagini che hanno messo in luce la presenza della ‘ndrangheta nella provincia di Verona» Una stoccata che non è però l’unica, in quella risposta che ha letto in commissione il sottosegretario Filippo Bubbico. Perché nelle tre pagine e mezza di relazione, Alfano scrive anche che «l’impegno delle forze di polizia si indirizza anche verso il controllo di personaggi con gravi precedenti penali che hanno trasferito la residenza nella provincia, per accertare l’attualità dei rapporti con sodalizi della criminalità organizzata di tipo mafioso dei luoghi d’origine». Della serie: il Veronese non solo è territorio «infiltrato », ma anche di residenza. Tanto per non lasciare nulla al caso, il ministro entra nel dettaglio. Ricorda come Verona e provincia siano finite in indagini delle direzioni distrettuali antimafia di Catanzaro, Reggio Calabria, Bologna e Brescia. E risponde ai due parlamentari che avevano chiesto a che punto erano i controlli antimafia e gli eventuali provvedimenti interdittivi nei confronti di alcune aziende che hanno sede e operano nel Veronese.

Per la Tranz Veicom, sotto sequestro da parte del tribunale reggino, Alfano spiega che la sede di Nogarole Rocca è stata chiusa e quindi il procedimento per l’interdittiva è stato bloccato. Per la Italspeedy Logistic e la Verotransport, entrambe con sede legale a Reggio Calabria e sotto sequestro, non era stata chiesta la certificazione antimafia. E poi ci sono le «veronesi ». La Nicofer di Moreno Nicolis, finita nelle maglie dell’inchiesta Aemilia in cui si parla di una cena con Tosi a cui ha partecipato anche un emissario del clan Grande Aracri; la Soveco, azienda edile che ha partecipato a diversi appalti pubblici a Verona tra cui traforo e filobus. Con la Grika costruzioni di San Bonifacio – l’azienda in cui lavoravano anche i due fratelli Giuseppe e Alfredo Grisi ammazzati a Crotone – «sono – scrive il ministro – tuttora oggetto di accertamenti da parte della prefettura di Verona in relazione alla richiesta di informazioni antimafia provenienti da varie prefetture e stazioni appaltanti».
Si scopre poi dalla risposta di Alfano che Nicolis mentre cenava con il braccio destro di Grande Aracri aveva presentato alla prefettura di Reggio Emilia la richiesta d’iscrizione alla white list, che serve per accelerare il rilascio di provvedimenti per i quali è richiesta la documentazione antimafia. Nelle tre pagine e mezza di risposta ci sono solo poche righe che, all’apparenza, potrebbero far tirare un sospiro di sollievo. Quelle in cui Alfano precisa che «non è evidenziata finora la presenza di indicatori criminali tipici del radicamento sul territorio di organizzazioni di stampo mafioso quali, ad esempio, omicidi portati a termine con particolari metodologie o finalità, oppure attività estorsiva sistematica e organizzata». Solo all’apparenza, perché alcune righe più avanti Alfano spiega che «le condizioni economiche del territorio possono attrarre l’interesse delle organizzazioni criminali per operazioni di riciclaggio ». Il mantra del Veronese dai tempi dei mafiosi mandati al confino.
Angiola Petronio

 

 

Fonte: http://mobile.corriere.it/m/informazionelocale/notizie/corrieredelveneto/notizie/cronaca/2015/7-luglio-2015/alfano-a-verona-c-ndrangheta-2301620405620/0?checkEnrichmentDate=1436365669622&op=TIM&pu=21c079a88a72bda624ead26a31395e8f

 

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