“Essi furono dignitari della Chiesa e prelati religiosi”

INFERNO

Segnalazione di Federico Prati

L’INFERNO VISTO DA SANTA VERONICA GIULIANI: “SARÀ SEMPRE COSÌ. SEMPRE, SEMPRE,
SEMPRE”

Santa Veronica Giuliani (Orsola) nacque il 27 dicembre 1660. Entrò nel  monastero delle Clarisse Cappuccine di Città di Castello. Morì il 9 luglio  1727. Una visione dell’inferno, avuta nel 1696, è così raccontata da Santa  Veronica: «Parvemi che il Signore mi facesse vedere un luogo oscurissimo; ma  dava incendio come fosse stata una gran fornace. Erano fiamme e fuoco, ma non  si vedeva luce; sentivo stridi e rumori, ma non si vedeva niente; usciva un  fetore e fumo orrendo, ma non vi è, in questa vita, cosa da poter paragonare.  In questo punto, Iddio mi dà una comunicazione sopra l’ingratitudine delle  creature, e quanto gli dispiaccia questo peccato. E qui mi si  imostrò tutto  appassionato, flagellato, coronato di spine, con viva, pesante croce in spalla.  Così mi disse: “Mira e guarda bene questo luogo che non avrà mai fine. Vi sta,  per tormento, la mia giustizia ed il rigoroso mio sdegno”.
In questo mentre, mi parve di sentire un gran rumore. Comparvero tanti demoni:  tutti, con catene, tenevano bestie legate di diverse specie. Le dette bestie,  in un subito, divennero creature (uomini), ma tanto spaventevoli e brutte, che  mi davano più terrore che non erano gli stessi demoni. Io stavo tutta tremante,  e mi volevo accostare dove stava il Signore. Ma, con tutto che vi fosse poco  spazio, non potei mai avvicinarmi più. Il Signore grondava sangue, e sotto quel  grave peso stava. O Dio! Io avrei voluto raccogliere il Sangue, e pigliare  quella Croce, e con grand’ansia desideravo il significato di tutto. In un  istante, quelle creature divennero, di nuovo, in figura di bestie, e poi, tutte  furono precipitate in quel luogo oscurissimo, e maledicevano Iddio e i Santi.  Qui mi si aggiunge un rapimento, e mi parve che il Signore mi facesse capire,  che quel luogo era l’inferno, e quelle anime erano morte, e, per il peccato,  erano divenute come bestie,  e che, fra esse, vi erano anche dei religiosi […]. Mi pareva di essere  trasportata in un luogo deserto, oscuro e solitario, ove non sentivo altro che  urli, stridi, fischi di serpenti, rumori di catene, di ruote, di ferri, botti  così grandi, che, ad ogni colpo, pensavo sprofondasse tutto il mondo. E io non  aveva sussidi ove rivolgermi; non potevo parlare; non potevo invitare il  Signore. Mi pareva che fosse luogo di castigo e di sdegno di Dio verso di me,  per le tante offese fatte a Sua Divina Maestà. E avevo davanti di me tutti i  miei peccati […]. Sentivo un incendio di fuoco, ma non vedevo fiamme; altro  che colpi sopra di me; ma non vedevo nessuno. In un subito, sentivo come una  fiamma di fuoco che si avvicinava a me, e sentivo percuotermi; ma niente  vedevo. Oh! Che pena! Che tormento! Descriverlo non posso; e anche il sol  ricordarmi di ciò, mi fa tremare. Alla fine, fra tante tenebre, mi parve di  vedere un piccolo lume come per aria. A poco a  poco, si dilatò tanto. Mi sembrava che mi sollevasse da tali pene; ma non  vedevo altro».

Un’altra visione dell’inferno è del 17 gennaio 1716. La Santa racconta che in  detto giorno fu trasportata da alcuni angeli nell’inferno: «In un batter d’occhio mi ritrovai in una regione bassa, nera e fetida, piena di muggiti di  tori, di urli di leoni, di fischi di serpenti […]. Una grande montagna si  alzava a picco davanti a me ed era tutta coperta di aspidi e basilischi legati  assieme […]. La montagna viva era un clamore di maledizioni orribili. Essa  era l’inferno superiore, cioè l’inferno benigno. Infatti, la montagna si  spalancò e nei suoi fianchi aperti vidi una moltitudine di anime e demoni  intrecciati con catene di fuoco. I demoni, estremamente furiosi, molestavano le  anime le quali urlavano disperate. A questa montagna seguivano altre montagne  più orride, le cui viscere erano teatro di atroci e indescrivibili supplizi.  Nel fondo dell’abisso vidi un trono mostruoso, fatto di demoni terrificanti.  Al centro una sedia formata dai capi dell’abisso. Satana ci sedeva sopra nel  suo indescrivibile orrore e da lì osservava tutti i dannati. Gli angeli mi  spiegarono che la visione di Satana forma il tormento dell’inferno, come la  visione di Dio forma la delizia del Paradiso. Nel frattempo, notai che il muto  cuscino della sedia erano Giuda ed altre anime disperate come lui. Chiesi agli  angeli di chi fossero quelle anime ed ebbi questa terribile risposta: “Essi  furono dignitari della Chiesa e prelati religiosi».

E in quell’abisso, ella vide precipitare una pioggia di anime… Ed ecco altre  visioni della Santa:«Come Dante, anche la nostra Santa, appena su la soglia,  ode urli, voci lamentevoli, bestemmie e maledizioni contro Dio. Vede mostri,  serpenti, fiamme smisurate. È menata per tutto l’inferno. Precipitano giù, con  la furia di densa grandine, le anime dei nuovi abitatori. E a quest’arrivo, si  rinnovano pene sopra pene ai dannati. In un luogo ancora più profondo trova  ammucchiate migliaia di anime (sono quelle degli assassini), sopra le quali  incombe un torchio con una immensa ruota. La ruota gira e fa tremare tutto l’inferno. All’improvviso il torchio piomba su le anime, le riduce quasi a una  sola; cosicché ciascuna partecipa alla pena dell’altra. Poi ritornano come  prima. Ci sono parecchie anime con un libro in mano.

I demoni le battono con verghe di fuoco nella bocca, con mazze di ferro sul  capo, e con spuntoni acuti trapassano loro le orecchie. Sono le anime di quei  religiosi bastardi, che adattarono la regola a uso e consumo proprio. Altre  anime sono rinchiuse in sacchetti e infilzate dai diavoli nella bocca d’un  orrendo dragone che in eterno le  igruma. Sono le anime degli avari. Altre  gorgogliano tuffate in un lago d’immondizie. Di tratto in tratto sgusciano  fulmini. Le anime restano incenerite, ma dopo riacquistano lo stato primiero. I  peccati che hanno commesso sono i più gravi che mai vivente può immaginare.  Tutte le strade dell’inferno appaiono sparse di rasoi, di coltelli, di mannaie  taglienti. E mostri, dovunque mostri. E una voce che grida: “Sarà sempre così.  Sempre, sempre, sempre”. Veronica è condotta alla presenza di Lucifero. Egli ha
d’intorno le anime più graziate dal cielo, che nulla fecero per Iddio, per la  sua gloria; e tiene  sotto i piedi, a guisa di cuscino, e pesta continuamente le anime di quelli
che mancarono ai loro voti. “Via l’intrusa che ci accresce i tormenti”!, urla  furibondo ai suoi ministri. Levata dall’inferno, Veronica ripete esterrefatta: “O giustizia di Dio, quanto sei potente”»!

Autore: Mondinelli, Andrea  Curatore: Mangiarotti, don Gabriele

Fonte: CulturaCattolica.it

http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=37513
VERONICA GIULIANI, SANTA CON LA SPADA

3 Risposte

  • Terribili visioni, adattate alla mentalità dell’epoca, certamente, ma la descrizione è quanto la mente umana può offrire per descrivere un luogo di disperazione eterna.
    Ma….rallegriamoci ! Secondo il Woityla ,baciacorano, l’Inferno, se c’è, sarebbe vuoto !
    Contraddicendo così : Vangelo, e Santi

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