Grecia, le mani di Russia e Cina sugli affari di Atene: i timori della Nato

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La crisi greca, per qualcuno, è anche un’opportunità. Qualcuno di lontano (e anche molto lontano) dall’euro e dal Vecchio Continente in crisi. Si parla di Russia e Cina. Si pensi alle parole di Li Kequiang, premier del Dragone, ieri in visita a Bruxelles. Nel giorni più difficile della crisi greca ha spiegato di essere “pronto a giocare un ruolo costruttivo”, per poi ricordare che “Pechino ha già fatto i propri sforzi per aiutare la Grecia a superare la crisi”. Formalmente, Li Kequiang ha tentato di difendere gli investimenti cinesi nella zona euro poiché maggior partner commerciale, eppure è chiaro come Pechino, sfruttando la crisi di Atene, miri ad estendere la propria zona di influenza. Proprio ciò a cui mira anche la Russia di Valdimir Putin, che nel frattempo ha già messo a segno un importante colpo: il nuovo gasdotto che porterà il metano in Europa non passerà più per l’Ucraina, ma per la Grecia, appunto. Un accordo che potrebbe essere un preludio ad altre intese di natura strategico-militare. Una serie di circostanze che preoccupa la Nato: la Grecia, infatti, sostenuta da Mosca e Pechino potrebbe uscire dal Patto Atlantico, per giunta in un momento storico in cui le relazioni diplomatiche tra Usa e Russia vivono una profonda crisi.

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11805690/Grecia–le-mani-di-Russia.html

 

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