Quarantuno anni fa moriva Carlo Falvella, ucciso perché di destra

FALVELLA

Era il 7 luglio 1972, esattamente 41 anni fa, quando il giovane Carlo Falvella, appena diciannovenne, veniva accoltellato a morte dall’anarchico Giovanni Marini sul lungomare di Salerno.
Un omicidio che ha aperto la spiacevole stagione degli “anni di piombo”, della dialettica tra gli opposti estremismi basata su agguati e spedizioni punitive. Gli anni in cui “Uccidere un fascista non è reato”, secondo un abusato slogan della sinistra extraparlamentare di quel decennio.
Luca Telese, prendendo spunto dalla canzone “Claretta e Ben” dei 270 bis, ha coniato la formula “Cuori neri” per indicare i giovani missini uccisi dall’odio comunista negli anni ’70, intitolando così il suo bel libro a loro dedicato. Carlo Falvella è stato il secondo “cuore nero” dopo Ugo Venturini, morto in ospedale il 18 aprile 1970 perché colpito in testa da una bottiglia di vetro lanciata dai contestatori della sinistra extraparlamentare che volevano impedire il comizio di Giorgio Almirante a Genova.


La morte di Carlo Falvella non è stata diversa da quella degli altri Cuori neri: stessa matrice, uguale movente, medesimi tentativi di insabbiamenti e giustificazioni. Ma per alcuni aspetti è stata ancora più inquietante, forse perché l’assassino di Carlo Falvella è stato trovato – o meglio, si è costituito – subito. E da lì è partita una vergognosa opera di apologia di colui che non ha fatto altro che uccidere un ragazzo: per la sinistra dell’epoca (ma forse pure per taluni elementi della sinistra di oggi) era considerato un merito, perlomeno se il ragazzo ucciso era un “fascista”.
Giovanni Marini era un anarchico scapestrato e assai poco acculturato, un sempliciotto che mai e poi mai avrebbe potuto eccellere nella nobile arte della scrittura. Eppure, l’omicidio di Carlo Falvella l’ha reso un grande poeta. I suoi versi scritti in carcere, illeggibili, prolissi e sconclusionati, hanno meritato premi, recensioni entusiastiche e entusiasmanti e lodi da parte di alcuni critici politicamente schierati come Camilla Cederna. Senza dimenticare la solita volgare difesa e apologia degli intellettuali del cosiddetto Soccorso Rosso, capeggiati da Dario Fo e Franca Rame.

Cos’ha fatto, Giovanni Marini, per diventare “famoso” e meritare i complimenti di Camilla Cederna, Alberto Moravia, il poeta Giorgio Caproni, e ancora vincere il premio Viareggio e addirittura essere paragonato ad Antonio Gramsci, a Giuseppe Ungaretti (!!) e ai poeti crepuscolari, ed essere definito “il poeta dei folli e dei giusti” (dal titolo di un suo libro di poesie “E noi folli e giusti”, con cui ha vinto il premio Viareggio)? Solo questo: il 7 luglio 1972, in seguito a un battibecco sul lungomare di Salerno, ha tirato fuori un coltello e ha colpito due “fascisti” con i quali stava litigando, Giovanni Alfinito, ferito lievemente all’inguine, e Carlo Falvella, colpito all’aorta e morto in ospedale. Assieme a Marini ci sono altri due amici: Gennaro Scariati e Francesco Mastrogiovanni.
A nulla servirà la campagna innocentista di Soccorso Rosso, le menzogne sul coltello che sarebbe stato in possesso di Falvella stesso, disarmato da Marini, o i tentativi di far credere che i missini fossero in 10-20 e che i “rossi” si erano solo difesi: Giovanni Marini verrà condannato nel 1975 a undici anni per omicidio preterintenzionale (ma era tornato a casa a prendere un coltello dopo aver litigato con Falvella e Alfinito qualche ora prima del nuovo battibecco sfociato in omicidio) e concorso in rissa, ridotti poi a nove anni in Appello (confermati in Cassazione). Di questi nove, ne sconterà sette in carcere. Sarà uno dei pochi assassini “rossi” degli anni ’70 a essere processato e condannato.
La campagna innocentista, però, è stata altrettanto irritante: Soccorso Rosso scrive il pamphlet “Il caso Marini”, nasce il motto “Libertà per Giovanni Marini” e vengono scritte canzoni come “Liberiamo Marini” (I veri assassini/han la camicia nera/anarchico Marini/fuori dalla galera). Persino versetti dal titolo “Le ragioni di Marini” e “Compagno Marini”. Vale la pena riportarli, per meglio comprendere l’ignominia della sinistra di allora (e di oggi).

Le ragioni di Marini
Ed ecco che a Salerno
dai fascisti armati
dei compagni inermi
vengono assaltati.
Cade ferito a terra l’anarchico Mastrogiovanni
mentre vibra il coltello il camerata Falvella.
L’anarchico Marini
difende il suo compagno
mentre i fascisti ancora
cercano di colpirlo.
E ancora il Falvella
che di colpire, pensa!
Ma lui rimane vittima
della sua stessa violenza.
(…)
Scorazzano i fascisti
alquanto indisturbati
a Reggio e a Salerno
dai boia capeggiati.
E dietro questo scudo
ci sta quello crociato
ci stanno i Fanfascisti
contro il proletariato

Compagno Marini
Compagno Marini
ti vogliono massacrare.
Compagno Marini
ti vogliono ammazzare.
E’ la bellissima signora
che forse ha un po’ di paura o bellissima signora
verrà anche la tua ora.
Per te Giovanni che sei imputato
da una giustizia ch’é maledetta
con la lotta – unica arma –
noi potremo far vendetta

Non è da meno Dario Fo, che in un suo lungo articolo scriverà frasi ironiche del tipo

Ma perché non ti sei lasciato ammazzare, Giovanni? (…) Tu, armata la mano di coltello, forse raccattato al suolo, hai cominciato a sventolare la mano all’aria onde far muro. Pazzo! Rissoso! Sì, è vero, così facendo hai dato modo al tuo compagno ferito di sottrarsi al macello. Ma la lama del tuo coltello ha colpito uno degli assalitori che così, da teppista infame, è diventato vittima della violenza

Dario Fo, futuro premio nobel.
E Carlo Falvella, la vera vittima, chi l’ha ricordato? Nessuno, a parte il Secolo d’Italia e il Msi. E gli autori del pamphlet “Marini, una marionetta del sistema” preparato in risposta a quello di Soccorso Rosso.
Falvella era vicepresidente del FUAN di Salerno, ed era affetto da una grave forma di miopia. Operato tre volte di cataratta, sarebbe diventato cieco entro i 30 anni salvo miracoli della scienza oculista. Si era iscritto alla facoltà di Filosofia, spiegando a suo padre: “Potrei comunque insegnarla anche senza dover scrivere. Ma devo far presto a laurearmi, devo assolutamente riuscirci prima di diventare cieco”.
Non ce l’ha fatta, ma solo perché Giovanni Marini l’ha ucciso prima.
Filippo Falvella, fratello di Carlo, intervistato da Telese per il libro Cuori Neri racconta:

Carlo vedeva pochissimo, è vero, ma riusciva a studiare e aveva imparato a gestire il suo handicap in modo straordinario. Anche da lontano sapeva distinguere le sagome, le ombre, muoversi. Non era un inerme, tutt’altro, aveva una forza fisica impressionante. Quel giorno, quando è scoppiata la rissa era più avanti, sulla strada, mentre aggredivano Giovanni (Alfinito n.d.r.). All’inizio non aveva capito nemmeno cosa stesse accadendo. Non potrò mai averne la certezza, ma credo che sia tornato indietro perché ha visto il bagliore della lama. E’ tornato indietro per aiutare Giovanni

L’altro Giovanni, Marini, l’assassino, è morto d’infarto nel 2001, all’età di 59 anni. Completamente solo, perché, nel frattempo, l’hanno abbandonato tutti i “compagni” che l’avevano idealizzato. Non serviva più, “l’entusiasmo” rosso per l’omicidio di Falvella ormai era passato.
Giovanni Scariati è stato prosciolto in istruttoria.
Francesco Mastrogiovanni ha scontato un breve periodo in cella ed è stato imputato per rissa, ma assolto in Appello; nel 1999 verrà ancora condannato in primo grado per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, poi assolto in Appello. Divenuto maestro elementare, tre volte ricoverato in Tso, Mastrogiovanni muore nel luglio 2009 all’interno del reparto di psichiatria dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, legato a un letto di contenzione, all’età di 58 anni.

 

 

 

Fonte: http://www.qelsi.it/2013/quarantuno-anni-fa-moriva-carlo-falvella-ucciso-perche-di-destra/

 

Una Risposta

  • La menzogna abituale è il pane quotidiano della sinistra, specie quella italiana.
    Ma, a quanto pare una Giustizia ben superiore a quella italiana, ha portato via presto i coautori dell’omicidio per chieder loro il conto. Auguro di cuore a loro di aver avuto tempo di pentirsi per poter incontrare la loro vittima e darsi la mano in pace !

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