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Quello che non si dice sulla Russia di Putin

Segnalazione Quelsi

by Mario Bocchio

imageQual è la verità sull’Ucraina? Per cercare di capire quello che l’informazione globalizzata non ci ha detto, ne abbiamo discusso con Gianluca Savoini, il presidente dell’Associazione culturale Lombardia Russia, che recentemente ha preso più di una posizione, rilasciando una lunga ed esaustiva intervista a Filippo Bovo.
Secondo le posizioni europea ed americana sarebbe stata la Russia di Putin ad invadere l’Ucraina.

“A Kiev lo scorso anno si è effettuato un colpo di stato – non esita ad affermare Savoini -. Il legittimo presidente Yanukovich, che come tutti può legittimamente essere criticato, è stato costretto alla fuga da una piazza addestrata e manovrata da poteri internazionali e infiltrata da mercenari armati che hanno trasformato le proteste pacifiche dei mesi precedenti in una insurrezione violenta. Peraltro condivisa solo da una minoranza di cittadini. Ci avevano gia provato nel 2004, i mondialisti, a destabilizzare l’Ucraina, con la cosiddetta ‘rivoluzione arancione’. L’obiettivo, ieri come oggi, non è Kiev, ma naturalmente Mosca”.
Obama ha forzato la mano: prima le sanzioni, poi addirittura le forze della Nato schierate nell’Europa dell’Est a guardare la Russia.

“La fine dell’Unione sovietica ha portato alcuni influenti analisti politici atlantisti a preconizzare una sorta di nuovo ordine mondiale e a parlare di ‘fine della storia’: il liberalismo e il capitalismo avevano definitivamente vinto, nel 1945 contro il nazismo, nel 1991 contro il sovietismo – spiega Savoini -. Una simile dottrina si è dimostrata ben presto (e per fortuna, aggiungo io) utopistica e fallace. La storia non solo non è finita, ma si è rimessa in moto. E questo non è piaciuto agli esegeti del il mondialismo che, con la ipocrita definizione di ‘missioni di pace’, hanno portato guerra ovunque e destabilizzato mezzo mondo. Con un obiettivo prioritario: sottomettere una volta per tutte la Russia, non più sovietica, ma ancora più pericolosa proprio perchè rinata anche a livello di cultura, radici, identità, valori. Tutti fortemente contrapposti e alternativi alla visione del mondo mercantilistica, consumistica e individualistica occidentale.

È quindi naturale che in ogni modo si inventino pretesti per colpire la Russia come con le sanzioni, e accerchiarla militarmente. La Nato ha aumentato truppe e armamenti in Polonia, Romania, Bulgaria e Paesi baltici. Ma così facendo si gioca con il fuoco. I dati parlano chiaro: l’Unione europea perderà 100 miliardi di euro e due milioni di posti di lavoro a causa di queste ignobili sanzioni. La Russia invece sta semplicemente sostituendo il mercato europeo con quello asiatico. Quindi i Brics si rafforzeranno e ho già personalmente potuto rendermene conto partecipando ad alcuni convegni economici a Milano e a Torino: erano presenti imprenditori cinesi, brasiliani, indiani e natiralmente russi. Di europei, oltre al sottoscritto e a pochi altri, neanche l’ombra. Un segnale molto chiaro”.

Come dobbiamo intendere L’Unione Eurasiatica più volte citata da Vladimir Putin?
“Putin ha definito il crollo dell’Unione sovietica come la ‘catastrofe geopolitica del XX secolo’ per i russi. Ma ha anche aggiunto che chi pensasse di restaurare l’Urss, sarebbe ‘senza cervello – ancora Savoini -. Putin ha riportato il suo Paese al livello di superpotenza dopo decenni di decadenza. Il termine eurasiatico caratterizza una visione geopolitica tradizionale, che ha le sue radici in importanti pensatori russi e si innesta sul solco dostoevskiano della Terza Roma. Cadute le prime due Rome imperiali storiche, il bagaglio cultural-politico dell’impero romano storico e di quello medievale si reincarnerebbe inevitabilmente in Mosca, la Terza Roma appunto. Si tratta di un progetto che non può non essere visto con preoccupazione soprattutto alla Casa Bianca.

Putin ha rappresentato per la Russia post-sovietica una svolta fondamentale. Senza di lui, oppure con un Putin sulla linea operativa del suo predecessore, la Russia oggi sarebbe un paese impoverito, preda di pescecani internazionali, sotto ricatto permanente di quegli organismi dell’alta finanza mondialista che hanno devastato interi paesi begli ultimi 50 anni. Basti pensare alle ricette del Fondo monetario internazionale e l’esempio della Grecia è quello più tragicamente di stretta attualità. Agli americani e alle lobbies globaliste andava benissimo uno come Eltisn, non certo Putin. Il cui operato è a mio avviso ampiamente positivo. Sta gestendo in questo periodo la crisi più grave della storia della Russia post- comunista e è solo grazie al suo sangue freddo se la situazione non è precipitata in Ucraina, con uno scenario di guerra aperta. È anche stato Putin ad impedire la guerra contro la Siria, aprendo anche un importante corridoio diretto con il Vaticano”.

Quali infine, i reali rapporti tra il nostro Paese e la Russia?
“Pratica di Mare, il cui merito va dato incontestabilmente all’allora premier Silvio Berlusconi, è stato un tentativo importante di farla finita con la politica della Nato sempre in cerca di un nemico che ne giustifichi l’esistenza. A causa della Nato la già scarsa voglia dei padri costituenti dell’Europa unita di dotarsi di una struttura continentale non solo economica, ma anche politica e militare, ha avuto il colpo di grazia – conclude il presidente dell’associazione Lombardia-Russia -. Nulla al di fuori della Nato può muoversi in Europa. Anche se in molti casi la Nato non fa gli interessi dell’Europa, ma degli Stati Uniti. Purtroppo gli enormi interessi per mantenere lo status quo hanno avuto la meglio sul bell’episodio di Pratica di Mare, spazzato via solo due anni dopo proprio con le cosiddette ‘rivoluzioni arancioni’ antirusse finanziate dall’Occidente. Ma l’incontro tra europei e russi non solo è ancora possibile, ma è logico e necessario. Loro hanno materie prime energetiche fondamentali per noi, noi abbiamo tecnologie e know-how avanzatissimi di cui abbisognano i russi. Gli imprenditori italiani lo sanno bene e infatti sono fermamente contrari alle sanzioni. Isieme ai loro colleghi tedeschi, francesi e austriaci, peraltro”.

Mario Bocchio | luglio 14, 2015 alle 6:17 pm | Categorie: Politica ed Economia | URL:http://wp.me/p3RTK9-9Lu

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