Srebrenica, una storia da riscrivere? C’è chi punta il dito contro Clinton

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Segnalazione Quelsi

 
by Mario Bocchio

Srebrenica (1)

Esattamente vent’anni fa, il mondo Occidentale fu scosso dalla tragedia di Srebrenica, in Bosnia. Si era dissolta la Jugoslavia ed era scoppiato un sanguinoso conflitto in cui più di una nazione nutriva il proprio tornaconto, compresa l’Italia. Troppi misteri, tante verità ancora da fare emergere. L’argomento è spinoso.
Resta il fatto storico che nel luglio del 1995, in quella zona montuosa che in lingua serbo-croata significa miniera d’argento, si consumò il massacro di civili bosniacchi. Srebrenica era un’enclave bosniaca circondata da territori abitati da serbi bosniaci; la Forza di protezione dell’Onu (Unprofor) la considerava un cuscinetto di sicurezza e aveva delegato al controllo i Caschi blu olandesi.
Quando l’area venne occupata dalle truppe serbo-bosniache, gli stessi Caschi blu rimasero inoperosi, trincerandosi dietro al fatto che le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu fino a quel momento votate, non davano alla Forza mezzi ed autorizzazione ad agire. Alla fine, rimasero uccisi circa ottomila uomini e ragazzi bosniaci musulmani.

L’ex parlamentare del Partito di azione democratica (Sda) della Bosnia Ibran Mustafic, ha pubblicato un libro “scomodo” proprio su quella strage, confermando che allora, tra le vittime, vi furono anche dei serbi.
Il titolo è emblematico – “Il caos pianificato” -, le pagine dimostrano come quei morti furono il tragico risultato dell’errore dei politici bosniacchi e dei vertici militari, che ordinarono all’esercito bosniacco – che si trovava in una zona demilitarizzata sotto controllo dell’Onu -, di colpire l’esercito e i civili serbi.
Mustafic sostiene infatti che lo stesso Naser Oric, comandante del secondo corpo dell’esercito della Bosnia e Erzegovina, ha confermato di aver ucciso il giudice serbo di Srebrenica Slobodan Ilic, con una coltellata negli occhi e tagliandogli la gola. Tuttavia, il Tribunale dell’Aja ha condannato Oric a soli due anni di carcere. Riportando dettagliatamente i nomi dei colpevoli e delle vittime, il libro spiega ad esempio, che l’infermiera Rada Milanovic è stata uccisa da un certo Zulfo Tursunovic, mentre Emir Halilovic è stato l’assassino di vittime anziane.

Almeno mille musulmani bosniaci di Srebrenica sarebbero stati uccisi dai loro connazionali, perché c’erano liste di coloro a cui “deve essere impedito di raggiungere la libertà, a qualsiasi costo”, ha spiegato Mustafic.
Secondo Mustafic, l’elenco sarebbe stato compliato dalla mafia di Srebrenica, che comprendeva la leadership politica e militare di Srebrenica dal 1993. “I padroni della vita e della morte nella zona” , proprio come lo stesso Oric , assassino conclamato di più di 3000 serbi.
“Il genocidio di Srebrenica è stato concordato tra la comunità internazionale e Alija Izetbegovic (allora presidente della Bosnia ed Erzegovina, N.d.R.), tra Izetbegovic e l’allora presidente Usa Bill Clinton. E per quanto mi riguarda, il loro accordo è un crimine più grande di tutto quello che è successo nel luglio 1995. Il momento in cui Bill Clinton entrò nel Memoriale di Srebrenica è stato il momento in cui il cattivo torna sulla scena del crimine”, ha detto Mustafic.

Insomma, quella storia è inquietante soprattutto anche per il comportamento dell’Italia, che pur avendoli come vicini non ha mai alzato la voce per impedire il massacro. Anzi, Massimo D’Alema ci ha messo del suo.
Mustafic ha inoltre evidenziato come ci siano grandi mistificazioni con i nomi e il numero delle vittime di Srebrenica: “So di un padre che ha perso suo figlio, ma il figlio non è mai stato tra quelli uccisi o dispersi. Allo stesso modo, un uomo che è morto nei Paesi Bassi è stato messo nell’elenco delle vittime di Srebrenica. Molti bosniaci musulmani hanno deciso di dichiararsi vittime perché non avevano alcun mezzo di sostentamento ed erano senza lavoro, così hanno usato l’occasione. Un’altra cosa che non torna è che tra il 1993 e il 1995. Srebrenica era una zona smilitarizzata. Come mai improvvisamente abbiamo così tanti invalidi di guerra di Srebrenica?”.
Mustafic ha scritto un libro che mai come oggi è di estrema attualità. Per tanti motivi.

Quella storia è inquietante perché prima ci hanno provato con la nostra Resistenza e ci stanno provando ancora, da Mani pulite in poi: creano i mostri (la classe politica) e una finta opinione pubblica, facilmente manipolabile. Ma i burattinai rimangono sempre fuori.

Ogni guerra negli ultimi decenni ha visto lo zampino americano che ha creato false flags e mostri da abbattere, talebani e miliziani dell’Isis compresi. Il tutto ha due scopi finali: indebolire l’Europa e isolare Cina e Russia.
E c’è anche uno scopo intermedio, basti pensare alla creazione artificiale dello stato del Kosovo: fornire delle basi logistiche per il narcotraffico e premiare le criminalità organizzate che hanno permesso le conquiste di questi nuovi satelliti. È sempre lo stesso schema degli Usa dalla Seconda guerra mondiale (con la nostra mafia), e ciò spiega meglio di ogni altro discorso che cosa intendano per democrazia negli States.

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