Censurata la preghiera degli alpini per non offendere gli immigrati

Gli alpini contro la decisione del vescovo: “Solo malafede o un certo pacifismo ideologico possono portare a pensare che gli alpini coltivino sentimenti di aggressione o di intolleranza”

La preghiera degli Alpini proprio non piace alla diocesi di Vittorio Veneto. Ieri, infatti, l’ufficio liturgico diocesano ha proibito a un gruppo di “penne nere” di leggere in chiesa la loro storica preghiera. Anzi: armata di sacro fuoco della censura, la diocesi ha imposto di sbianchettare una frase giudicata troppo dura nei confronti degli stranieri: “Rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana“.

Giustamente, il presidente della sezione locale dell’Ana, Angelo Biz, ha affermato: “Sappiamo che a far torcere il naso ad alcuni ecclesiastici è la frase della preghiera in cui si chiede di rendere forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra civiltà cristiana. Una frase che viene subito dopo quella in cui si definiscono gli alpini ‘armati di fede e di amore’. Queste sono le armi degli alpini e solo la malafede o un certo pacifismo ideologico possono pensare che gli alpini coltivino sentimenti di aggressione o di intolleranza. Gli alpini non hanno armi e la cultura che li ispira è quella di una fratellanza che non ha confini. È amaro constatare che proprio all’interno della comunità cristiana possano crescere muri, che finiscono per incidere nella serenità di rapporti, usando pretestuosamente il Vangelo della pace come una clava per rompere armonie consolidate“.

È strano che la diocesi di Vittorio Veneto se la prenda con una preghiera scritta circa 80 anni fa, in tempo di guerra, e che, certamente, è stata recitata da tanti sacerdoti alpini, compreso il beato don Carlo Gnocchi.

 

 

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2015/08/17/censurata-la-preghiera-degli-alpini-per-non-offendere-gli-immigrati/1160986/

 

2 Risposte

  • Forse farebbe meglio a controllare i suoi commenti anche il Presidente locale dell’ANA Biz (pacifista ideologico?): dichiarando che “…gli alpini non hanno armi [!!!]” si offendono gli Alpini stessi e si fonda una contraddizione che appare davvero difficile estirpare. Ho capito la buona creanza, ma non si esageri con la legittimazione dell’avversario.
    Sveglia!

  • Preghiera dell’Alpino, un “buon” prelato
    di recitarla in chiesa ha posto il veto:
    non per rispetto a un celebrato rito,
    ma connivenza d’invasione al moto;
    tradisce, ritenendosi avveduto.

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